Polemiche e analisi dopo il delitto di Ascona
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Le donne oggi sanno
chiedere protezione
PATRIZIA GUENZI


Le donne hanno imparato a chiedere aiuto. Hanno capito che da sole non ce la possono fare ad uscire da una situazione di violenza familiare. "Ci sono più denunce - osserva l’avvocato Nora Jardini Croci Torti, attiva nell’ambito del diritto del lavoro e della legge sulla parità dei sessi -. Rispetto al passato escono di più allo scoperto". Un grado di consapevolezza difficile da misurare, "ma al giorno d’oggi possiamo dire che c’è più sensibilizzazione e informazione", sottolinea Cristiana Finzi, delegata cantonale aiuto alle vittime di reati.
Infatti, vieppiù sollecitati anche i centralini di centri e strutture di sostegno. "Pur essendo sempre molto diversi i casi, li accomuna una relazione in cui l’uomo prevarica", osserva  un’educatrice dell’Associazione delle donne di Lugano. Una prevaricazione che può anche sfociare in tragedia, come ad Ascona, malgrado l’aggressore non potesse avvicinarsi alla vittima. "Lei avrebbe dovuto ogni volta segnalarlo in polizia, ma un conto è dirlo, un conto è farlo", sottolinea l’avvocato.
Al centralino dell’Associazione delle donne arrivano molte telefonate. "Vogliono sapere cosa devono fare, a chi possono rivolgersi, che sostegni hanno. Non sempre vengono subito da noi, a volte passa un po’ di tempo. Non possiamo obbligare nessuno, sarebbe come imporre un’altra violenza". Ma chi trova il coraggio di informarsi, prima o poi, quasi sempre si presenta negli uffici dell’Associazione che, se necessario, trova immediatamente un posto sicuro in una casa protetta. In tutto, in Ticino, le strutture di questo tipo sono due. L’Associazione delle donne e Casa Armònia. Per le emergenze, ci sono anche Casa Astra o Santa Elisabetta. "Ma i loro indirizzi sono noti, quindi dobbiamo sempre trovare il più presto possibile un’altra sistemazione", osserva l’educatrice, che sottolinea come in alcuni periodi dell’anno i due centri del cantone siano sovraccaricati.
Non sempre, anche se la vittima trova il coragggio di denunciare l’aggressore. "Purtroppo - riprende l’educatrice -, la maggior parte delle donne non lo fa o se lo fa, spesso la ritira". Per paura, perché spera di ricucire il rapporto. "Non è facile, soprattutto se ci sono dei figli - conclude l’avvocato -. Ancora più difficile arrivare a chiedere delle misure nei confronti del partner, come l’allontanamento". Lo aveva fatto la donna uccisa una settimana fa ad Ascona. Ma lui ha continuato a tormentarla lo stesso. Sino alla fine.

p.g.
02.07.2017


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