Sono 1500 in Svizzera i pazienti in attesa di un trapianto
Immagini articolo
Due morti a settimana
per mancanza d'organi
PATRIZIA GUENZI


Ogni settimana in Svizzera due persone muoiono per la mancanza di un cuore, un rene, un fegato, un pancreas, un polmone compatibili. E in attesa c’è il 7% in più di pazienti rispetto all’anno scorso. Cifre implacabili che testimoniano una triste realtà. Con 13,3 donatori post mortem per milione di abitanti nel 2016 (due anni fa erano 17), la Svizzera è purtroppo ancora in ritardo rispetto ad altri Paesi, si piazza nell’ultimo terzo della classifica europea. Molto meglio fanno Francia, 25,5 per milione di abitanti, e Spagna, addirittura 43,4. Intanto 1500 malati aspettano un organo. E un centinaio di loro ogni anno muore. Che fare? Si torna a valutare l’opzione del silenzio-assenso. Partendo proprio dal consenso presunto, la giovane Camera economica svizzera lancerà a metà ottobre un’iniziativa popolare per facilitare il dono di organi. "Se avrà successo potrebbe esserci un’inversione di tendenza", dice al Caffè Franz Immer, direttore di Swisstransplant, fondazione che su incarico dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) organizza e coordina a livello nazionale tutte le attività legate all’attribuzione di organi in stretta collaborazione con le organizzazioni all’estero.
Il silenzio-assenso sgraverebbe molta responsabilità dalle spalle dei parenti, spesso chiamati a decidere per il morente. Tuttavia, secondo alcuni specialisti non migliorerebbe la situazione. Sarebbero necessarie più risorse tecniche e economiche negli ospedali. "Largamente compensate però dall’aumento dei trapianti che permetterebbe di economizzare massicciamente sulla salute", sottolinea Immer. Un trapianto costa circa 50mila franchi, le cure per un’insufficienza renale 60mila ogni anno. "Tutto vero - sottolinea il dottor Roberto Malacrida, già direttore sanitario dell’ospedale regionale di Lugano, è stato anche nel comitato di Swisstransplant -, ma se si decide per il silenzio-assenso bisogna fare in modo di raggiungere tutti i cittadini, tutti hanno il diritto di comunicare il loro no. Ma almeno due studi dimostrano che questa modalità non porta vantaggi reali".
C’è chi punta il dito contro la politica, come il futuro capo dipartimento e primario del Servizio di chirurgia del Civico di Lugano e professore di chirurgia all’Usi (dal gennaio 2018): "La vera colpevole - dice il dottor Pietro Majno-Hurst, specialista in chirurgia generale e viscerale all’ospedale cantonale di Ginevra -. Incapace di coinvolgere i cittadini a favore del dono di organi. La politica ha sino ad oggi avuto un’attitudine molto neutra, ‘fate voi’ la sua filosofia, invece di spingere la popolazione ad essere più generosa attraverso messaggi mirati". Messaggi che possono essere veicolati anche dalla pubblicità o dai media. "Parlarne è importante - conferma il dottor Malacrida -. Tutti devono arrivare a capire l’importanza della donazione. La nostra è una medicina sempre più efficace e tecnologica, ma ha ancora molte difficoltà di comunicazione".
Trovare quindi il modo giusto di parlare con i pazienti, ma soprattutto con i familiari, mentre il loro caro è in cure intensive potrebbe essere la leva per smuovere tanti indecisi. Ma non è semplice. "Bisogna dar più mezzi agli ospedali per sostenerli economicamente ad avere più personale nei reparti di rianimazione che parli con le famiglie quando il paziente non ha lasciato detto nulla", riprende Majno. E sta proprio qui la difficoltà maggiore. "Sono momenti delicati, tra medici e familiari deve crearsi subito un rapporto di fiducia, e non sempre c’è il tempo". Gli ospedali negli ultimi anni hanno fatto molti progressi e anche investimenti. "Il 50% del successo delle donazioni dipende dall’équipe medica, se il personale è pronto, preparato e sensibile aumentano le possibilità di consenso dei familiari", osserva il dottor Sebastiano Martinoli, 24 anni trascorsi al Civico di Lugano.
Eppure gli svizzeri sono generosi, in vita molti donano un rene, un polmone o un pezzo di fegato (vedi sotto). E in tanti si dicono d’accordo a farlo post mortem. Ma senza dirlo a nessuno è un silenzio che fa danni.

pguenzi@caffe.ch
08.10.2017


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

L'ascensore sociale
si è ormai inceppato
L'INCHIESTA

"Il via vai di procuratori
rallenta le inchieste"
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

I talenti non hanno
orientamenti sessuali
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La crescita dipende
dai rapporti con Trump
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Le famiglie in fuga
dalle paure di Kabul
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Tecniche viet-cong
nei tunnel del Califfato
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Cibo e ambiente
allungano la vita
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Brexit:
Farage lancia
la marcia
pro-Leave

Tirana:
violente proteste
davanti
al Parlamento