L'apporto demografico "forestiero" spinge la natalità
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Un bebè su quattro
ha genitori stranieri


Il Ticino è una società aperta? Non c’è dubbio guardando i dati della popolazione degli ultimi quindici anni, dove il numero di stranieri residenti è nettamente aumentato, ed è comunque in linea con la crescita registrata a livello nazionale. Ma dove questa regione incastonata fra le Alpi e l’Italia svetta per multiculturalità è nel numero delle nascite di stranieri in rapporto alla popolazione residente. Un dato che in questo ultimo lustro è aumentato significatimente. Se i bilanci di questa fine anno ancora non sono disponibili, uno sguardo al recente passato indica un importante fenomeno. Una ripresa, di fatto, rispetto ad un calo che si era stranamente registrato nel primo decennnio di questo millennio.
Era calata la popolazione straniera, nel primo lustro del Duemila, ed era calata anche la percentuale di neonati con passaporto straniero. Una diminuzione che si sovrappone con gli anni della crisi, prima finanziaria e poi economica.
Tra il 2004 e il 2009 la percentuale di nascite straniere superava raramente il 23 per cento rispetto ai neonati con passaporto svizzero. Negli ultimi cinque anni, invece, si supera regolarmente il 27 per cento, con un primato nel 2015 di praticamente il 30 per cento.
La famosa propensione degli straniera a procreare sembra, quantomeno in Ticino, molto meno marcata che altrove e in passato. Il rapporto tra nascite di bambini stranieri e popolazione straniera ricalca quello tra nascite di bimbi svizzeri e popolazione residente con il passaporto rossocrociato.
Il desiderio di diventare genitori si scontra con le difficoltà economiche che hanno colpito e ancora colpiscono la classe media. Ed è anche per questo che la politica sta cercando soluzioni. Da un lato si vuole un freno all’immigrazione e dall’altro si ha comunque necessità di combattere l’invecchiamento della popolazione. Il bonus bebe, 3’000 franchi ogni neonato (per famiglie con un reddito imponibile di 110mila franchi), è una di queste misure di stimolo. Ma possono bastare 3’000 franchi, una tantum, per spingere una coppia alla genitorialità? I sociologi, gli studiosi delle politiche familiari ne dubitano fortemente. E d’altra parte le tendenze mostrate dalle statistiche sembrano voler dimostrare che occorre ben altro di un bonus bebè per incentivare la procreazione.
Diversa è la situazione in altri cantoni. Soprattutto in quelli romandi dove, per esempio a Ginevra, i neonati stranieri rappresentano addirittura il 45 per cento del totale delle nascite. Quasi uno su due. Situazione analoga anche nel canton Vaud dove percentuali attorno al 40 per cento non sono affatto una novità.
Per quanto riguarda la Svizzera tedesca, i cui dati si avvicinano maggiormente a quelli ticinesi, nella ricca Zurigo circa un nenonato su tre è straniero. Molti meno invece a Berna. Qui si supera di poco il 20 per cento. Situazione simile anche nel canton Grigioni.
L’aumento della popolazione straniera a livello nazionale non ha molto influito sul tasso di natalità dei neonati stranieri. Negli ultimi cinque anni si oscilla fra il 27 e il 30 per cento. Dunque una media simile a quella ticinese. Nel 2016 in Svizzera su quasi 88mila nascite totali, oltre 26 mila erano stranieri.
17.12.2017


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