Oltre 50 interruzioni sulle autostrade per lavori in corso
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Alto rischio incidenti
fra i cantieri stradali
MAURO SPIGNESI


Sul tratto ticinese della A2 bisogna rallentare quattro volte. All’altezza dello svincolo di Mendrisio, nel passaggio tra Ceneri e Bellinzona sud, al centro di controllo del traffico pesante di Giornico (Monteforno) ed infine ad Airolo. Se va bene, quando va bene, si perdono da un quarto d’ora a venti minuti. Nei periodi di traffico intenso anche il doppio. A questi ticinesi, se si deve attraversare la Confederazione bisogna aggiungere altri 11 cantieri, e si arriva a 15. Poi i 32 presenti nella mappa delle strade cantonali. Chi ne intercetta uno deve attendere da due a tre minuti se c’è il semaforo, molto di più se c’è un agente di un’azienda di sicurezza privata alla regia dei flussi delle auto. Inoltre ci sono i cantieri nelle comunali, parecchi in questo periodo in cui si taglia la vegetazione ai lati delle strade. E sono decine. Facendo due calcoli, da nord a sud, da est a ovest del Ticino, mediamente, stando prudenti, si registrano oltre cinquanta interruzioni e rallentamenti del traffico.
Nonostante le misure per eliminare i rischi, sia per gli automobilisti che per gli operai al lavoro, con limiti di velocità e indicatori luminosi sistemati nelle aree interessate agli interventi, lo slalom fra troppi cantieri non aiuta sicuramente la sicurezza stradale. L’ultimo incidente è quello all’altezza del Ceneri dove un’auto elettrica ha centrato la segnaletica del cantiere prendendo fuoco. Nel rogo è morto l’occupante, un tedesco di 48 anni. Ma gli incidenti presso i cantieri sono in crescita. Una crescita preoccupante: a livello nazionale l’anno scorso - dati Ustra - sono stati 1.221, una media di oltre 3 al giorno, erano 1.015 nel 2016, un incremento di 206. A livello cantonale invece gli incidenti sono quasi 4 al mese, 46 in tutto. Nel 2016 erano stati 40, dunque anche sul territorio ticinese c’è stato un aumento.
Ma nell’attuale rete stradale, dove le ore di coda l’anno scorso sono state complessivamente 24.066, con una crescita del 5%, è ancora il traffico intenso il responsabile principale delle code. Anche in Ticino, dove appunto solo in autostrada ci sono quattro cantieri. "Tempo un mese, un mese e mezzo al massimo, i disagi per lo svincolo di Mendrisio termineranno - promette Eugenio Sapia, portavoce dell’Ufficio federale delle strade (Ustra), filiale di Bellinzona -. Per quanto riguarda gli altri cantieri stiamo facendo di tutto per eliminare i disagi".
L’Ustra da tempo ha messo a punto sistemi che consentono al traffico di viaggiare nelle diverse direzione senza procedere a corsie alternate. E il numero delle ore di coda causate da lavori in corso è così calato a livello nazionale a 356 nel 2016 (516 l’anno prima). Secondo l’Ustra il sistema funziona. Soprattutto nei grandi agglomerati urbani, dove il volume di traffico giornaliero è notevole. Ad esempio, si calcola che a Baden nella galleria del Baregg si riversino 133.296 veicoli al giorno.
Ma se è vero che in condizioni normali i cantieri non provocano più le code di un tempo, restano tuttavia diversi problemi segnalati dagli automobilisti. E non soltanto in autostrada. Sulla cantonale del passo del Ceneri, ad esempio, sia in salita che in discesa bisogna superare uno slalom fra la segnaletica a terra e quella delle barriere sulle corsie. Stessa situazione in altri tratti, come in quello all’altezza di Melano. Poi c’è il cantiere allo svincolo di Mendrisio che costringe gli automobilisti a superare rotonde, corsie che si restringono, camion e ruspe in movimento e una segnaletica (anche verso il Fox Town) che non tutti intuiscono, tanto è vero che molti rallentano e formano le code.
Piccoli e grandi disagi che fanno lievitare le ore da passare in colonna quotidianamente. Un dato cantonale non c’è, ma l’automobilista medio svizzero trascorre ogni anno oltre trenta ore della sua vita bloccato nel traffico. Il tratto autostradale che va dal tunnel del San Salvatore fino a Lugano nord è tra i peggiori otto "corridoi" del Paese, quelli che si percorrono a passo di lumaca. A fotografare la situazione in quest’area ci ha pensato "Traffic Scorecard Inrix 2017", cioè l’indice internazionale che analizza e mette a confronto lo stato della congestione viaria nei principali Paesi e nelle più importanti aree metropolitane del mondo. Scorrendo lo studio si scopre che la situazione attorno alle città elvetiche non è poi granché differente da quelle delle grandi metropoli.
Al primo posto c’è Zurigo, dove ogni anno in media ogni automobilista che passa nella circonvallazione perde 51 ore nel traffico. All’ultimo c’è Sierre, con 5 ore di ritardo all’anno. In Ticino, al primo posto Lugano con 37 ore all’anno (dato in crescita), seguito da Mendrisio che deve fare i conti con il cantiere dello svincolo e dove le ore d’attesa sono 27 (sempre all’anno), mentre scendono a 24 a Bellinzona e si arriva sino a 19 a Locarno. Sul fronte del tasso di congestione al primo posto nella Confederazione c’è Losanna.
L’istantanea di "Traffic Scorecard Inrix 2017" è in pratica confermata da "Tom Tom trafic index", lo studio realizzato attraverso i dati rilevati dalla società che costruisce i famosi navigatori. Qui per congestione del traffico al primo posto c’è Ginevra, seguita da Zurigo e Losanna. Lugano invece si piazza al quarto posto assoluto con il 27% dei flussi giornalieri rallentati e 33 minuti persi in coda per automobilista.

maurospignesi@caffe.ch
20.05.2018


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