Viaggio del Caffè in otto "gallerie d'arte" del territorio
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L'estate al museo
con 100mila visitatori
ANDREA BERTAGNI


Hanno scommesso sull’estate. Quando il caldo spinge i visitatori altrove. E hanno registrato un buon successo. I musei e le gallerie d’arte della Svizzera italiana, hanno collezionato presenze su presenze. Quante? Difficile dare un numero preciso. Ma solo gli otto spazi d’arte interpellati dal Caffè, come hanno spiegato i loro responsabili, sono arrivati a contare oltre 85mila presenze. Facile pensare che, aggiungendo le altre realtà presenti sul territorio, si possa arrivare indicativamente almeno a 100mila visitatori. Un calcolo che trova d’accordo anche Raffaella Castagnola Rossini, direttrice della Divisione della cultura del cantone, che aggiunge: "Se si è arrivati a questo risultato, è sicuramente anche merito degli ottimi riscontri delle mostre di Picasso a Lugano e di Mario Botta a Locarno".
Una tendenza confermata da Rudy Chiappini, direttore dei musei locarnesi. "Con 10mila visitatori, l’esposizione dedicata alle architetture del sacro di Mario Botta alla Pinacoteca Rusca è stata sicuramente un successo al di là delle aspettative".
Anche al m.a.x. museo di Chiasso, che ha dedicato una retrospettiva al noto designer italiano Achille Castiglioni, sono soddisfatti. Nicoletta Osanna Cavadini, direttrice del museo, non parla di numeri. "L’affluenza è stata maggiore degli anni scorsi - afferma -, Castiglioni è molto conosciuto in Lombardia, il fatto di essere a pochi chilometri da Milano ci ha aiutato". Quest’anno, aggiunge, "c’erano inoltre persone provenienti dalla Svizzera francese e tedesca, fino a ieri del tutto assenti".
Che i grandi nomi assicurino parecchi ingressi lo ha dimostrato soprattutto la mostra di Picasso a Lugano, che ha richiamato al Lac 47.000 visitatori totali per una media di 570 al giorno e un picco di 2.300 persone nella giornata delle porte aperte. Un effetto leva che per il Museo d’arte della Svizzera italiana (Masi) ha significato raggiungere le 57.000 presenze e superare già in settembre i risultati ottenuti nel 2017. "Di solito l’estate è considerata bassa stagione - dichiara Gregory Birth, responsabile della comunicazione - a noi invece ha fatto lievitare il budget del 15-20%". Un ottimo bilancio, e ancora manca la retrospettiva dedicata a René Magritte, che sarà inaugurata il 15 settembre.
Se l’offerta di Locarno, Chiasso e Lugano è "condannata" a essere originale, altrove si punta sul pubblico di nicchia. Che risponde ancora una volta presente. A Mendrisio, ad esempio, il museo d’arte ha ospitato le opere della scultrice Franca Ghitti e la collezione Bolzani. "I giorni d’afa non hanno scoraggiato i turisti - nota una delle collaboratrici, Boel Cattaneo - anzi, forse chi è venuto da noi ha cercato proprio il fresco delle nostre sale".
In chiaroscuro il bilancio del Monte Verità di Ascona, dove nei mesi di giugno, luglio e agosto sono passate 1.600 persone. "Rispetto all’anno scorso c’è stata una leggera diminuzione, ma siamo comunque contenti", dice Stefania Gallo, responsabile marketing. Entusiasta, invece, Fabio Boscaini, direttore del museo del cioccolato di Caslano. "A causa di una ristrutturazione abbiamo potuto aprire solo nel mese di agosto, eppure abbiamo ‘staccato’ 6.000 biglietti". Stesso discorso al museo delle dogane alle Cantine di Gandria, che, dal 25 marzo a fine agosto, ha registrato oltre 5.000 ingressi.
Pienone un po’ ovunque. Anche nelle gallerie d’arte moderna e contemporanea più piccole. "Con 2.900 accessi la stagione estiva è stata molto buona - commenta Boris Croci, direttore della fondazione Ghisla art collection di Locarno - nel mese di giugno ci sono state le scuole, mentre a luglio e agosto le famiglie; agosto è anche il nostro mese di massima frequenza grazie al Film Festival".
Soddisfatto si dice anche Sebastian Fritzsche della galleria OnArte di Minusio, che presenta forme artistiche sperimentali nell’ambito delle nuove tendenze. "Sì, siamo contenti, questo è il nostro secondo anno di attività - spiega - anche se d’estate è un po’ più dura, perché la gente preferisce andare al fiume o al lago".
Sopravvivere è dunque difficile. Soprattutto in un cantone "sovraffollato", che registra circa 600mila visitatori all’anno nei suoi 94 centri culturali e d’arte. Ma si può, a patto di scommettere su proposte originali. "Per i centri culturali più piccoli è fondamentale innovare - spiega ancora Raffaella Castagnola Rossini - altrimenti rischiano di venir schiacciati dalle iniziative che arrivano dalle piazze di Zurigo e Milano". La parola d’ordine sembra quindi semplice: non fermarsi mai. "Condivido la scelta di prolungare collezioni e rassegne anche nei mesi estivi - dichiara Castagnola Rossini - le stagioni non possono determinare le abitudini della gente. Quando il turista trova chiuso, ci facciamo male da soli".

abertagni@caffe.ch
09.09.2018


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