Commercianti e consumatori verso la rivoluzione "green"
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Via la plastica
da negozi e market
MAURO SPIGNESI


È bastato far pagare appena 5 centesimi i sacchetti di plastica al supermercato per ridurre dell’84 per cento e più il consumo. Ma la svolta verde non riguarda solo i market. Anche molti piccoli negozi, da tempo, propongono confezioni di carta o tessuto. E riducono al minimo anche il packaging. C’è una svolta verde che attraversa l’Europa e ha contagiato la Svizzera dove i grandi gruppi della distribuzione hanno fatto partire programmi a favore dell’ambiente. "Ho notato che questa nuova sensibilità inizia dal cliente. È lui il primo a dirci di non dargli buste o confezioni di plastica. Questo è incoraggiante", spiega Lorenza Sommaruga, titolare di una boutique e presidente di Federcommercio.
A Milano, ad esempio, sempre a proposito di svolta verde, sta partendo un progetto che punta a segnalare, attraverso un bollino incollato nelle vetrine di negozi, quei commercianti che si impegnano in prima persona ad eliminare quanta più plastica possibile. Una garanzia "plastic free" per il consumatore a favore del packaging biodegradabile. "L’iniziativa del bollino - osserva Sommaruga - mi pare buona perché noi commercianti, che viviamo nella società di oggi e dunque come categoria vogliamo contribuire a migliorare la qualità della vita, non possiamo non interessarci all’ambiente". Secondo Sommaruga, tuttavia, sono più le grandi imprese che non i piccoli e medi negozi a dover combattere il proliferare della plastica. "Io ad esempio - spiega ancora la presidente dell’associazione commercianti - lavoro con un’azienda svedese e loro dal punto di vista del consumo sostenibile sono all’avanguardia, da tempo hanno eliminato quanto possibile la plastica".
Da tempo, comunque, è in atto un cambiamento di mentalità. Aldi, ad esempio, si è impegnata a ritirare e riciclare cartoni di bevande e bottiglie di plastica nelle sue quasi 200 filiali in accordo con l’Associazione svizzera per il riciclaggio. Lidl, ha annunciato di voler abolire gli articoli di plastica monouso entro il 2019 in tutte le oltre cento filiali, sostituendoli con prodotti alternativi. Coop, da tempo sta sottraendo quante più confezioni possibili, a cominciare da quelle della frutta e degli ortaggi. Migros, anche andando incontro a "un desiderio dei clienti", si è posta l’obiettivo di tagliare in due anni seimila tonnellate di plastica dai propri supermercati e Manor è particolarmente attenta ai prodotti adatti al riciclo.
"La sensibilità, inutile negarlo, è cresciuta, questo è un dato di fatto. Ma - spiega Daniele Polli, segretario di Okkio, l’osservatorio della gestione ecosostenibile dei rifiuti - il problema è che poi bisogna tradurre in pratica questa volontà. E su questo fronte c’è ancora tanto da fare. Ben vengano, dunque, iniziative come il bollino ‘plastic free’, ma anche tutte le altre che si sono succedute in questi anni". Polli, tuttavia, ritiene che per arrivare davvero a una svolta "green" occorre lavorare su diversi fronti. "Uno ad esempio - aggiunge - è quello delle feste ecosostenibili. Cioè carnevali, grigliate, scampagnate o anche solo aperitivi all’aperto o in ufficio, dove invece di usare bicchieri, piatti e cannucce in plastica si scelgono quelli in carta o con materiali riciclabili, che si possono smaltire e non sono tossici per l’ambiente. Sarebbe già un bel passo avanti".
Diversi esperimenti in questo ambito sono stati fatti. Ad esempio durante il Locarno festival è stata promossa un’iniziativa green che ha coinvolto alcuni locali, dove appunto si è cominciato a usare cannucce in carta al posto di quelle classiche in plastica. Un piccolo passo che si potrebbe estendere ad altre iniziative. Anche perché non sono pochi i bar, i night e le discoteche che stanno progressivamente andando in questa direzione. E questo, secondo gli esperti, è molto importante. Perché questi locali sono frequentati soprattutto da giovani e proprio da loro potrebbe partire un cambio di mentalità e di atteggiamento. Serve gradualità, servono progetti che dovrebbero partire intanto dai Municipi. Come è capitato sul fronte del riciclaggio, dove trenta comuni fra Argovia, Soletta e Lucerna si sono consorziati proprio per smaltire insieme le plastiche prodotte e per portare avanti un progetto di contenimento dei consumi.
Che verso l’ambiente a tutti i livelli sia cresciuta l’attenzione lo conferma pure Claudio Broggini, direttore generale dell’Azienda cantonale dei rifiuti. "Se ne parla tanto e questo è un bene - spiega - la mia impressione è che oggi ci sia una consapevolezza maggiore rispetto al passato. Poi non sono in grado di dire se qui da noi effettivamente stiano arrivando meno rifiuti in plastica". Si tratta di cambiare le abitudini e gli stili di vita, partendo da gesti quotidiani, piccoli ma significativi. Come un bollino o il rifiuto della busta di plastica. Già sarebbe un bel passo in avanti.

mspignesi@caffe.ch
07.10.2018


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