Come evitare i disastri naturali di boschi, fiumi e laghi
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Così si può eliminare
la plastica che inquina
MAURO SPIGNESI


Va bene riciclare, va bene giocare d’anticipo con campagne di prevenzione, ma contro l’inquinamento della plastica e della microplastica che sta uccidendo i laghi, oltre che i mari e i fiumi, probabilmente bisogna partire dal basso. Dai comportamenti dei consumatori. E dunque iniziare a educare a un uso più consapevole di certi prodotti che se abbandonati fanno male all’ambiente. "Tutto vero, però anche le amministrazioni, i Comuni, dovrebbero fare la loro parte, magari mettendo cestini per la raccolta di questi rifiuti nelle zone sensibili, come in prossimità dei fiumi", spiega Alessandro Lucchini, uno dei coordinatori di Okkio, l’osservatorio della gestione ecosostenibile dei rifiuti, che a livello cantonale ha portato avanti una campagna di sensibilizzazione sull’uso delle stoviglie alternative alla plastica nelle feste e nelle manifestazioni.
Perché prevenire vuol dire anche non abbandonare bicchieri, piatti e buste in natura, soprattutto accanto ai corsi dei fiumi, perché vengono trascinati a valle sino nei laghi. Con le conseguenze che sono state annunciate recentemente dal Dipartimento del territorio che ha analizzato le acque del lago di Lugano evidenziando la presenza di 213.500 microplastiche per chilometro quadrato, una concentrazione simile a quella del Lemano e del lago Maggiore. "Per evitare che questo accada ancora e per evitare di peggiorare la situazione - spiega ancora Lucchini - bisogna da una parte capire, attraverso controlli mirati, se ci sono aziende che inquinano e dall’altra parte bisogna ripartire dall’educazione".
Dai piccoli gesti quotidiani. "Serve l’attenzione del consumatore, sono importanti gli inviti delle associazioni, ma è soprattutto fondamentale che le grandi multinazionali cambino rotta, evitando i prodotti di plastica e gli imballaggi che in questi anni hanno inondato il mercato", spiega  Jennifer Schwarz, responsabile di Greenpeace Ticino. "Altrimenti - riprende - se la plastica continuerà a finire nei nostri boschi e nei nostri fiumi sarà poi davvero difficile bloccare l’inquinamento già presente nei laghi, come ha precisato il dossier presentato dal Dipartimento del territorio. Peraltro proprio l’inquinamento nei laghi è uno di quei fenomeni che non balzano subito agli occhi, perché è difficile da percepire".
I gesti quotidiani potrebbero cominciare, ad esempio, dall’eliminazione di piatti e bicchieri in mense, ristoranti e hotel. Un modo per rendere i clienti sensibili all’ambiente. "A Neuchâtel da quest’anno sono vietate le cannucce di plastica nei bar - spiega il presidente di GastroTicino, Massimo Suter -. Personalmente lo trovo un modo interessante per arginare questo genere di inquinamento. Per il resto, nei nostri locali la plastica è presente negli imballaggi, anche se diverse aziende la stanno limitando al massimo. Poi, certo, diverso è il discorso quando si forniscono pasti all’aperto con il servizio catering. Ma anche in questo caso bisognerebbe trovare prodotti biodegradabili, anche perché con l’introduzione della tassa sul sacco dei rifiuti tutto si è complicato".
Okkio l’anno scorso aveva presentato una petizione al Consiglio di Stato "per manifestazioni ecosostenibili su suolo pubblico". Il governo aveva osservato che "la tematica è di attualità e che già oggi alcuni eventi propongono bicchieri e stoviglie riutilizzabili, con apparenti buoni risultati dal profilo della riduzione dei rifiuti". E tuttavia "l’introduzione di un obbligo d’impiego di bicchieri e stoviglie riutilizzabili viene invece considerata una misura sproporzionata e di difficile applicazione".
Tempo fa era stato preparato una sorta di manuale sull’utilizzo di stoviglie multiuso (o almeno biodegradabili, ma che siano poi "compostate" a regola d’arte) durante manifestazioni pubbliche  da parte del Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile. Molte di quelle indicazioni sono ancora attuali. E ora, con il Carnevale alle porte lo sono ancora di più.
Bisogna però aggiungere che alcuni piccoli ma significativi esperimenti sono stati fatti. Al "villaggio" realizzato a Novazzano in occasione degli ultimi Mondiali di calcio per seguire la nazionale rossocrociata sono stati utilizzati unicamente piatti e bicchieri multiuso. E il Comune, come ha spiegato al Caffè il sindaco, Sergio Bernasconi, "vuole riproporre l’idea per le altre feste, come il Carnevale, cominciando a sensibilizzare i comitati organizzativi". Inoltre, alla prossima edizione del Rabadan di Bellinzona la plastica potrebbe essere bandita almeno nel capannone principale dove dovrebbero essere utilizzate posate in materiale riutilizzabile. E probabilmente verrà bandita la plastica anche al Nebiopoli di Chiasso, città dove potrebbe scattare un test per un anno senza prodotti monouso.
Ma molto tocca fare alle famiglie. Facendo molta attenzione all’acquisto dei prodotti, selezionarli. Anche se poi molte aziende stanno studiando involucri biodegradabili e la ricerca per evitare l’inquinamento di laghi e fiumi ha portato a risultati davvero interessanti. Ma è sull’educazione che tutti dicono che bisogna battere. Partendo, ad esempio, dalle scuole. Come è stato fatto in Italia, a Malnate, sette chilometri appena dal confine svizzero: qui sono vietate le "borracce" di plastica per l’acqua.

mspignesi@caffe.ch
20.01.2019


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