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Chieste nuove regole per bici e monopattini elettrici
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Sembrano giocattoli
... eppure uccidono
ANDREA STERN


Contusioni, escoriazioni, fratture, ferite addirittura mortali. "I monopattini elettrici sono diventati un problema di salute pubblica", ha dichiarato il medico parigino Rafik Masmoudi dopo che, lunedì scorso nella sua città, un 25enne ha perso la vita in trottinette, travolto da un camion. Pochi giorni prima sullo stesso mezzo di trasporto era deceduto un 27enne, a Helsingborg, in Svezia. Mentre ancora in Francia, in aprile, un anziano era stato travolto mortalmente da un giovane che circolava sul marciapiede con il monopattino elettrico.
"Il problema è che questi mezzi derivano da giocattoli - rileva Renato Gazzola, portavoce del Touring club svizzero (Tcs) - e c’è tanta gente che li considera ancora tali, nonostante il motore. Ho visto persone anche anziane compiere manovre fuori di testa con i monopattini elettrici. Sono mezzi di trasporto che fanno tornare bambini".
Monopattini, segway, smartwheel, monoruote, e-skateboard... tutti veicoli elettrici che il Tcs racchiude nella categoria "giropodi". Una categoria che non dispone ancora di chiare regole a livello giuridico. "Inoltre spesso gli acquirenti non sono informati a sufficienza - afferma Bruno Storni, vicepresidente nazionale dell’Associazione traffico e ambiente (Ata) - sull’utilizzo che possono fare di questi mezzi. Gli e-skatebord, ad esempio, non sono autorizzati a circolare sulle strade pubbliche. Ma non tutti lo sanno".
Si crea così una situazione di anarchia. E a rimetterci sono spesso i più deboli. Anche per questo la Città di Parigi ha ora deciso di regolamentare i monopattini elettrici. Non tanto per venire incontro a chi li utilizza ma piuttosto per tutelare i pedoni. Chi circolerà sul marciapiede dovrà pagare una multa di 135 euro, a chi posteggerà il proprio "giropode" intralciando il passaggio dei pedoni la polizia municipale chiederà invece 35 euro. "Da noi manca una base legale - nota Storni -, come spesso succede con le innovazioni. Personalmente penso che i monopattini elettrici andrebbero equiparati alle biciclette. L’importante è che ci siano delle regole chiare. Poiché è inutile nascondersi, siamo in un’evoluzione tecnologica alla quale non ci si può opporre e la bici elettrica è un bell’esempio se pensiamo che nel 2009 era talmente innovativa da vincere il Watt d’Or".
Il boom dei "giropodi" potrebbe però anche rivelarsi solo un fuoco di paglia. "Una decina d’anni fa - riprende Gazzola - c’erano tantissimi bambini che andavano a scuola con quei piccoli monopattini. Ora non se ne vedono praticamente più". Un successo effimero, come per altri mezzi di trasporto. "Penso ad esempio ai motorini - prosegue Gazzola -. Ai tempi tutti ne volevano uno, oggi sono quasi spariti. Ci sono delle mode che si esauriscono e quella dei monopattini elettrici potrebbe essere tale".
Invece le biciclette elettriche, secondo il portavoce del Tcs, sono arrivate per restare. Lo dimostrano le cifre. L’anno scorso in Svizzera ne sono state vendute più di 111mila. E il fatturato relativo alle e-bike ha ormai superato quello delle biciclette tradizionali. Sono buone notizie per l’ambiente poiché, come sottolinea Storni, "ogni persona in più su una bicicletta è una persona in meno su un’automobile". Ma affinché siano buone notizie anche per la sicurezza sarà necessario intervenire. Sulle infrastrutture stradali, come sulla formazione.
"Bisogna pensare a delle strade ciclabili come in Olanda o anche a Basilea o Berna - sostiene Storni -. D’altro canto andrebbero resi obbligatori dei corsi per gli utenti delle e-bike veloci". Qualsiasi cosa possa contribuire a frenare il preoccupante aumento di incidenti. Solo l’anno scorso, in Svizzera, le biciclette elettriche sono costate la vita a 12 persone, mentre più di 300 sono rimaste gravemente ferite.

astern@caffe.ch
16.06.2019


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