function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};
Giorni peggiori dal 2008, quando si temeva un nuovo '29
Immagini articolo
La finanza ora trema
come l'11 settembre
LORETTA NAPOLEONI


Il coronavirus ci ripropone comportamenti estremi già visti in atto all’indomani dell’11 settembre e del crollo della Lehman Brothers, eventi eccezionali, quasi impensabili che mandano in tilt i mercati. E dato che l’economia mondiale è sopravvissuta ad entrambi senza un grande crollo, si è pensato inizialmente che anche questa volta ne saremmo usciti con appena qualche graffio. Ecco perché i mercati hanno tardato a reagire.
Questa settimana, un mese dopo l’allarme lanciato dalla Cina, gli indici di borsa hanno perso il 10 per cento del loro valore. È stata la settimana peggiore dal 2008, quando si temeva un nuovo ’29. Sappiamo bene perché ciò non avvenne. L’intervento tempestivo delle autorità monetarie, il quantitative easing, una sorta di trasfusione potenzialmente illimitata di liquidità evitò il peggio. E così la settimana dopo gli indici di borsa smisero di scendere. È vero l’economia mondiale si contrasse, ma si trattò di una flessione limitata poiché l’iniezione di liquidità riuscì a frenare l’effetto domino. Nel 2008, dunque, venne subito individuata una via d’uscita  percorribile e questo bastò per ripristinare la fiducia nel sistema. Oggi la situazione è ben diversa.
Ci troviamo di fronte ad una minaccia estranea al sistema finanziario, sotto questo aspetto il coronavirus quale evento eccezionale è più simile all’11 settembre che al crollo della Lehman. Ciò significa che la risposta rassicurante non può venire dalle banche centrali, stampare denaro non servirà a nulla. Ma neppure lanciare una sfida mondiale contro un nuovo nemico, i.e. il terrorismo, servirà a qualcosa dal momento che il virus è infinitamente più elusivo di al Qaeda.
A differenza del crollo del 2008, ci troviamo di fronte ad una crisi di produzione e di consumo congiunta. Per contenere il contagio si sta verificando un’interruzione di produzione lungo la catena di approvvigionamento mondiale che a sua volta contribuisce ad una flessione della domanda globale perché alla gente viene detto di rimanere a casa e di non andare al lavoro. Ciò che i mercati temono, dunque, è una recessione mondiale dovuta a questi due fattori. Ed hanno ragione dal momento che le politiche applicate per contenere il contagio, e cioè la quarantena, contribuiscono all’acuirsi della crisi di produzione e di consumo.
È chiaro che l’effetto domino che si evitò nel 2008 oggi è in atto. Man mano che il virus si muove sul mappamondo si isolano villaggi e città, le imprese chiudono i battenti, i negozi tirano giù le saracinesche, i luoghi pubblici vengono chiusi e le strade si spopolano. Prima vittima è il turismo, come all’indomani dell’11 settembre, pochissimi viaggiano, allora per motivi piscologici, quale reazione alla morte in diretta di migliaia di persone per mano degli attentatori alla guida di aerei di linea, oggi per motivi fisiologici, il terrore di essere contagiati.
Anche nel 2001 ci fu una sorta di quarantena: negli Stati Uniti si chiusero aeroporti, scuole, uffici e la borsa per quattro giorni ed un fine settimana. Il lunedì successivo arrivò la risposta del governo che rassicurò la popolazione. Questa volta la quarantena potrebbe durare mesi interi, il contagio non è un evento, seppur eccezionale, limitato nel tempo. Al contrario è un fenomeno destinato a perdurare. Lunedi mattina non ci saranno notizie migliori, il virus avrà infettato ed ucciso molta più gente e non sarà possibile fermare la corsa verso il basso degli indici.
01.03.2020


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
20.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, aprile 2020
15.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, aprile 2020
13.05.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 25 maggio 2020
12.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2020
12.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, aprile 2020
08.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Dati settimanali provvisori sui decessi, Ticino e Svizzera, stato al 5.5.2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, aprile 2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, aprile 2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, aprile 2020
30.04.2020
Pubblicato il Rendiconto 2019 del Consiglio di Stato
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Ripartenza a singhiozzo
e borse poco indicative
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Il braccio del Sultano
"allunga" il suo potere
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Nella tana degli affetti
per sentirci meno soli
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Per fermare i virus
aiutiamo l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Notte
di violenze
nelle città
statunitensi

La lenta
ripartenza
della cultura
europea

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00