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Parla presidente della direzione di BancaStato, Cieslakiewicz
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"Risparmio in crescita
ma frenano i consumi"
GIORGIO CARRION


Secondo i dati di fine ottobre scorso, per quanto riguarda BancaStato l’aumento dei depositi della clientela è stato maggiore rispetto allo stesso periodo del 2019. Difficile, tuttavia, tracciare un chiaro nesso di causa ed effetto". È questo il commento di Fabrizio Cieslakiewicz, Presidente della Direzione generale di BancaStato, quando gli chiediamo cosa ne pensa della tendenza a un maggior risparmio dovuto alla pandemia.
Presidente Cieslakiewicz come giudica l’aumento del risparmio?
"Il lock-down e le successive misure di contenimento, inaspritesi a giusta ragione nelle ultime settimane, hanno sicuramente ridotto le spese correnti complessive dei ticinesi. Vi è anche stato un cambiamento importante dagli acquisti diciamo ‘classici’ a quelli online. Per quanto riguarda BancaStato abbiamo registrato un aumento dei depositi; difficile, tuttavia, tracciare un chiaro nesso di causa ed effetto".
Il trend dei consumi, però, è chiaramente in calo…
"Occorre ricordare che, a livello macroeconomico, a fronte di maggiori risparmi, tendenzialmente vi sono minori consumi, e questo, però, ha un impatto negativo sull’intero ecosistema economico".
Come si comporteranno i risparmiatori?
"Proprio nelle scorse settimane la Segreteria di Stato dell’economia ha diffuso i risultati di un sondaggio che mostra come l’andamento dell’economia e della situazione sul mercato del lavoro in Svizzera siano percepiti dai consumatori come sfavorevoli. Sicuramente la società vive un clima di incertezze accresciute e una parte delle persone tenderà a rimandare acquisti importanti di cui reputa di poter per il momento fare a meno. Si accentuerà anche il fenomeno degli acquisti online".
Sarà un Natale austero, dunque?
"Pensando alle feste in arrivo, credo che l’emergenza del coronavirus abbia obbligato tutti quanti a dare meno per scontato i momenti passati insieme ai propri cari. Mi piace pensare che i regali di quest’anno saranno più belli e speciali del solito!".
Nel marzo scorso lei ha affermato che la pandemia ha una "potenzialità devastante distruttrice per l’economia". Conferma quel giudizio?
"La prima ondata ha costituito per l’economia un colpo durissimo, un vero e proprio shock. In Svizzera abbiamo saputo reagire in maniera encomiabile: le misure varate a livello nazionale, cantonale e comunale hanno aiutato concretamente molte realtà produttive, che tra l’altro hanno dimostrato una grande capacità di adattamento. Attualmente stiamo vivendo un altro momento complicato, che sta mettendo sicuramente a dura prova aziende già toccate dall’emergenza".
Cosa è cambiato in otto mesi?
"Rispetto alla prima ondata, sicuramente la società e l’economia possono contare su reazioni più veloci e meccanismi di intervento già presenti e rodati. Pensiamo ad esempio ai "crediti Covid", erogati dalle banche e garantiti dalla Confederazione: vi sono molte aziende che li hanno ricevuti e non ancora completamente utilizzati o rimborsati proprio per garantirsi riserve di liquidità. Rispetto a marzo, le aziende stesse hanno poi consolidato in maniera più massiccia le strategie anti-pandemiche necessarie a garantire loro l’operatività anche di fronte all’innalzamento delle restrizioni. Inoltre, vi è la consapevolezza da parte di tutti gli attori sociali ed economici che occorre evitare un secondo a tutti i costi".
Se arriva il vaccino una mole enorme di denaro potrebbe riversarsi sui consumi e gli investimenti…
"È ancora veramente troppo presto per esprimersi in merito alle tempistiche dell’arrivo di un vaccino. Ad ogni modo credo che le eventuali future campagne vaccinali saranno graduali e veicoleranno, con esse, un graduale ritorno alla normalità anche da un punto di vista dei consumi. Ci vorrà comunque tempo".
Il rally delle borse di queste ultime due settimane è stato sorprendente. Che consiglia ad un risparmiatore?
"Il mercato è molto volatile. Oltre all’emergenza, vi sono altri importanti fattori che generano insicurezze e instabilità, si pensi alle elezioni negli Stati Uniti. Per gli investitori è quindi importante mantenere i nervi saldi e una visione a lungo termine. Naturalmente è sempre difficile esprimersi in maniera generica. Ogni caso deve essere infatti valutato nelle sue specificità. Il proprio consulente bancario di riferimento si rivela in tal senso molto importante perché è chiamato a individuare gli strumenti e le strategie più idonei alla situazione e al profilo di rischio del cliente".
Qual è il suo giudizio sull’andamento dei tassi?
"Al momento attuale non si vedono prospettive di rialzo dei tassi di riferimento. Addirittura, la Federal Reserve ha dichiarato l’intenzione di mantenerli intoccati per i prossimi tre anni. Parallelamente, è dunque improbabile che la Banca Centrale Europea e la Banca Nazionale Svizzera abbandonino la loro politica di stimolo all’economia. Di riflesso, i tassi ipotecari continueranno a stazionare agli attuali bassi livelli".
Banche e pandemia. La personalizzazione sempre più spinta della gestione patrimoniale ha subìto cambiamenti? In che direzione va BancaStato?
"In ambito bancario, la personalizzazione dei servizi, soprattutto quelli ad alto valore aggiunto, è una tendenza che si sta rafforzando. Anche per questa ragione, se consideriamo l’ambito dei prodotti e servizi d’investimento, il Gruppo BancaStato offre sia i servizi di Private Banking della casa madre, sia quelli più spiccatamente personalizzabili di Axion Swiss Bank, vera e propria boutique di Private Banking attiva a Lugano e facente parte del Gruppo dal 2010".
Qual è lo stato di salute del mercato immobiliare: c’è un rischio di "bolla immobiliare"?
"È innegabile che il mercato continua a crescere stimolato dal livello di tassi di interesse, che storicamente non sono mai stati così bassi. Essi rendono il settore immobiliare particolarmente appetibile a chi, come ad esempio gli investitori istituzionali, dispone di somme ingenti di liquidità. Il numero e il valore delle transazioni immobiliari restano alti nonostante siano rallentate negli ultimi anni".
Periodo durante il quale sono parallelamente apparsi segni specifici di saturazione?
"Il tasso di abitazioni vuote, aumentate in Ticino più che nel resto della Svizzera anche a causa della crescita della popolazione, si è progressivamente arrestato a seguito degli andamenti negativi del saldo migratorio e di quello naturale. A livello ticinese la situazione è tale che impone a tutti gli attori coinvolti un approccio particolarmente prudente, che BancaStato ha sempre adottato"
Un’anticipazione sulle strategie di BancaStato in materia di risparmio gestito?
"Il Gruppo BancaStato ha appena lanciato dei fondi d’investimento gestiti in Ticino dal suo centro di competenza Axion, pensati per il risparmiatore classico. È una novità importante che dimostra anche la volontà del Gruppo di rafforzare le competenze della nostra piazza finanziaria".
Sì…, ma in futuro?
"Con altri istituti e in linea con il suo mandato pubblico, il Gruppo sta anche sviluppando opportunità per permettere alla clientela d’investire in modo sostenibile i propri risparmi".
21.11.2020


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