Leonardo Pieraccioni
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"Il dare e avere a teatro
non lo vivi in televisione"
ALESSANDRA COMAZZI


Leonardo Pieraccioni, alle spalle tanti film di successo, dai Laureati, racconto di una generazione, quella degli allora trentenni, al Professor Cenerentolo, dal Ciclone al Paradiso all’improvviso, è adesso in tournée con uno spettacolo che si intitola semplicemente "Tour", e che l’attore-regista condivide con Carlo Conti e Giorgio Panariello. Sono nati tutti e tre a Firenze, Panariello nel 1960; Conti nel 1961; Pieraccioni nel 1965: amici da sempre, sempre così si raccontano. Ma sarà proprio vero? Risponde Pieraccioni: "Come faremmo a fingere una cosa del genere? Siamo amici ma non siamo un trio, lavoriamo insieme soltanto quando lo decidiamo e ci troviamo per il piacere di farlo. Perché tra noi non c’è solo amicizia, c’è reciproca stima professionale. Siamo tre battitori liberi che si divertono, anche in scena. Ce la godiamo. E il pubblico lavora di mascella, se la ride. Certo, a ben pensare: lavorano di mascella sì, ma quando ci sono io ridono, quando c’è Giorgio sbadigliano".
I tre si prendono molto in giro, si stuzzicano anche durante lo show. "Quando ho saputo - dice Pieraccioni - che Carlo farà anche lo Zecchino d’oro, ho pensato che a questo punto è certa pure una sua prossima collaborazione alla Sagra della ficattola di Pistoia. Che esiste davvero, sapete, e non soltanto a Pistoia, essendo la ficattola una pasta fritta dolce o salata tipica toscana. Il nostro spettacolo, che ha debuttato nel settembre scorso all’Arena di Verona, scritto insieme con Riccardo Cassini, Walter Santillo e Fabrizio Testini, è legato all’attualità, e quindi è in continuo divenire. Non è un lavoro di improvvisazione. C’è un testo scritto, abbiamo un copione, un canovaccio, con delle finestre nelle quali mettiamo quello che accade all’ultimo momento. O parliamo del luogo dove siamo. Ci siamo molto divertiti a scriverlo, dopo vent’anni dall’esperienza di Fratelli d’Italia: scrivere insieme era uno spettacolo nello spettacolo. La prima stesura, vi assicuro, durava 7 ore e 25 minuti, abbiamo tolto i 25 minuti. E ci resta materiale per i prossimi 40 anni. Tutto è nato quando abbiamo festeggiato insieme il compleanno di Francesco Nuti: siamo saliti sul palco e abbiamo capito che lo spirito ero lo stesso della gioventù. Come quando il fidanzato dà alla donna amata l’anello. Complice il produttore Salzano, abbiamo richiesto l’un l’altro di sposarci un’altra volta".
I colleghi gli dicono che è molto immaginifico, d’altronde lui fa cinema, parla per immagini. Pieraccioni precisa: "Sto dicendo che il cinema è una bellissima lettera d’amore, il teatro, invece, è come darsi un bacio. Io non facevo teatro da 16 anni, sicché fate voi. Invece Panariello di teatro ne ha fatto tanto, Giorgio bacia più frequentemente, in effetti, deve fare attenzione alla mononucleosi. Se ‘Il Tour’ si vedrà anche in tv? Come dice Carlo, è uno spettacolo teatrale che sì, potrebbe andare anche in televisione. Ma per adesso non ci pensiamo affatto. Ci divertiamo troppo a riempire i palazzetti. Ed è una soddisfazione personale enorme, questo dare e avere continuo con il pubblico".
Quanto è importante la fiorentinità, nel suo lavoro? "Il nostro non è un dialetto, è un vernacolo che sta simpatico. Sempre se non ci si prende troppo sul serio. Di questi tempi, mi chiedono spesso se Renzi ci ha condizionato in qualche modo. Ma noi s’era fiorentini prima di lui. Comunque, certo che c’ha condizionato. Io quando ho visto questo fuoriclasse dell’intrattenimento, ho pensato che ci stracciava. Ha parlato per quattro giorni di fila alla Leopolda, anche quando non c’era nessuno, sono andato a controllare. Mi son detto: questo ci stronca. Prima c’era solo Grillo, ora anche lui. Voleva venirci a dare una mano in palcoscenico, ma facendo le parti di tutti e tre. Carlo si è molto preoccupato quando prima di Sanremo gli ha mandato un telegramma: ‘Stai sereno’. Certo, ha una marcia in più: peccato che la marcia non gli entra".
Leonardo Pieraccioni ha una figlia piccola, Martina, cui è legatissimo. Si dice che a Torino ebbe una fidanzata. "È venuta a vedermi, ma col marito, lui non deve sapere che siamo amanti". Commento di Panariello: "Occhio, che tutte le donne accompagnate potrebbero essere state fidanzate sue: Leonardo il bello".
14.05.2017


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