Camilla Läckberg
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"C'è chi mi chiede
di uccidere la suocera"
VALENTINA SAINI


ieci gialli tradotti in 40 lingue, 20 milioni di copie vendute in 60 Paesi. Ecco qualche numero della folgorante carriera da scrittrice di Camilla Läckberg. Una delle autrici più lette del globo. Svedese, 43 anni, nel 2003 è entrata nel pantheon dei giallisti con il primo dei suoi romanzi, La principessa di ghiaccio (Marsilio). "Non dimenticherò mai il momento in cui ho visto il mio primo libro stampato - racconta l’autrice al Caffè, nell’inglese perfetto tipico degli scandinavi -, è una sensazione che mi accompagnerà per sempre".
La incontriamo poco prima di una presentazione del suo ultimo romanzo, La strega. Capelli raccolti e un elegante tailleur nero, emana professionalità e una garbata determinazione. E in effetti la determinazione è sempre stata una cifra del suo carattere. Infatti dopo la laurea in economia Läckberg aveva iniziato a lavorare nel marketing, ma senza alcun entusiasmo. La voglia di diventare una scrittrice le bruciava dentro. "Sin da bambina ho avuto la passione per i gialli - racconta -. A otto anni scovai uno dei libri di Agatha Christie nella libreria di mio padre. A undici li avevo letti tutti".
Ma per una ragazza di provincia, nata e cresciuta a Fjällbacka, borgo costiero di neanche mille anime nella Svezia occidentale, "sognare di fare la scrittrice era come sognare di diventare una rockstar… qualcosa di irrealizzabile". La svolta arrivò un Natale, quando il suo primo marito e i suoi genitori le regalarono un corso di scrittura. "Per me è stato fondamentale - dice seria - infatti consiglio a ogni aspirante scrittore di frequentarne uno".
Scrivi di ciò che conosci, ecco una delle lezioni apprese al corso. Per questo motivo i delitti dei libri della Läckberg si consumano proprio a Fjällbacka. E gli abitanti ne sono entusiasti (anche perché il borgo è diventato meta di pullman pieni di turisti che vogliono partecipare ai tour dedicati ai luoghi dei romanzi). "All’inizio temevo che non avrebbero apprezzato, invece ne sono rimasti entusiasti! Adesso ogni volta che vado a trovare mia madre c’è qualcuno che mi propone casa sua come scena del crimine per il prossimo libro, o mi chiede di assassinare la suocera", confessa ridendo.
Le piace definirsi un’autodidatta. E a differenza di molti scrittori, lei non ha una particolare routine che la renda più produttiva. "Però bevo caffè in modo ossessivo, dalle otto alle dieci tazze al giorno" racconta spalancando gli occhi grigio-azzurri e sorridendo. E poi, certo, si ispira un po’ alla sua vita. Specie per descrivere Erica, la protagonista dei suoi libri insieme al marito poliziotto, Patrik. "Quando ho cominciato mi sono resa conto che più mettevo me stessa in Erica, meglio scrivevo. È una scrittrice, una moglie e una madre, e conciliare tutte queste cose, per quanto ci si sforzi, non è sempre facile".
Come non è sempre facile essere una scrittrice di successo. Soprattutto in Svezia, sottolinea. "E non solo in paesini come Fjällbacka. Certo, lì c’è sempre la pressione del ‘cosa diranno i vicini’. Ci sono cresciuta con quella sensazione. Ma tra gli svedesi, in generale, si crea un certo trambusto appena qualcuno fa qualcosa un po’ fuori dalla norma… e io adoro fare cose fuori dalla norma - e scoppia a ridere -. Ad esempio, il mio terzo marito ha 13 anni meno di me, e questo è davvero fuori dal comune! Appena fai qualcosa di diverso hai tutti gli occhi puntati addosso, e talvolta può essere difficile. Altre invece è divertente".
In Svezia Läckberg è una star. Appare spesso sulle riviste e in televisione, e non conduce la vita appartata tipica di molti scrittori. Adora provare la cucina di altri paesi e ama viaggiare. "Spero di visitare presto la Svizzera - dice -. La immagino splendida, con laghi azzurri, alte montagne, orologi a cucù e tanta cioccolata!".
19.11.2017


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