Enzo Lucibello
Immagini articolo
"Assoldai Fiorello
senza sapere chi fosse"
CLEMENTE MAZZETTA


Fiorello, chi?". A Enzo Lucibello, 55 anni, l’uomo che è stato l’immagine, l’anima, oltre che il manager del gruppo MediaMarkt in Ticino per 15 anni, capitò anche di assoldare Fiorello, lo showman italiano.  "Eravamo a cavallo fra gli anni ‘80 e ’90 - racconta -. Lavoravo a Milano per una multinazionale di prodotti di intrattenimento digitali. Avevamo appena importato i primi impianti di Karaoke dal Giappone. Per promuoverne la vendita alla fiera dell’elettronica di Milano ci rivolgemmo a Radio Deejay. Ci presentarono un certo Fiorello. ‘Fiorello, chi?’, chiesi". Fu un grande successo. La ressa non ci fu solo allo stand di Lucibello. In poco tempo, amplificato dalla tv, esplose il fenomeno del Karaoke nelle piazze di tutt’Italia.
E la musica è un po’ il fil rouge della vita di Lucibello, che inizia la sua attività professionale come radiotecnico in Ticino. Ancora adesso, quando deve  risolvere un problema, si mette le cuffie in testa e ascolta un brano di musica classica: "Divago fra le note fino a quando non mi si schiariscono le idee". Di origini calabresi, figlio di immigrati, Lucibello nasce a Soletta, ma cresce in Valle Maggia, a Moghegno. "Abitavo in una casa in mezzo al verde. Si giocava nei fienili, si faceva il bagno nel fiume, si andava a scuola in un minuto e mezzo". Poco più che ventenne vede in un bar uno dei primi video-jukebox. "Ne compresi il potenziale. Con un amico andai in Inghilterra per proporci come importatori: nacque così la mia azienda". Tre anni dopo entra nella Pioneer di Milano. "Frontaliere all’incontrario. Avevo bisogno di fare esperienza come imprenditore. Tutto molto interessante, l’attività, il ruolo, tranne il viaggio a Milano: un’ora e mezza da casa".
Inevitabile il ritorno. Prima alla direzione della Sony in Ticino, per una dozzina d’anni, poi a MediaMarkt di Grancia come direttore e amministratore delegato. È qui che Lucibello si scopre anche "uomo immagine" realizzando, una dopo l’altra, delle campagne di comunicazioni a dir poco dirompenti. "Ho cercato di rendere evidente l’aggressività dei prezzi dell’azienda in aggressività di immagine. Cominciammo acquistando le prime pagine dei quotidiani, le cosiddette ‘pagine in rosso’ che furono oggetto anche di esposti all’Associazione della stampa".
Polemiche che fecero il suo gioco. Intervenne anche l’associazione dei consumatori contro i prezzi shock praticati perché "riducono la razionalità d’acquisto dei consumatori". Ma come dire di no ad una telecamera venduta a 99 franchi, quando prima costava 499?! "Ti faccio una proposta che non puoi rifiutare", diceva Lucibello, trasformatosi in uomo immagine, nelle vesti del "Padrino" per MediaMarkt. "In verità quel giorno forse sbagliammo, dimenticando il quattro davanti al 99. Fatto sta che per effetto del tam tam dei clienti alle sei di mattina trovammo 700 persone alle porte". L’esperimento fu replicato per il decennale dell’azienda e fu un delirio. "Alle due di notte la polizia mi avvertì che c’erano duemila persone davanti al negozio. Ritornai in fretta e furia e con un megafono cercai di calmare gli animi". Nei tre giorni successivi il negozio fu visitato da 20mila clienti. Un fenomeno analizzato in una trasmissione televisiva anche dai sociologi. Ora dopo 15 anni, Lucibello, ha girato pagina. Ha detto addio all’azienda per una nuova sfida. "Mi occuperò di alberghi automatizzati". È il futuro, dice.

cmazzetta@caffe.ch
29.04.2018


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