Massimiliano Pani
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'Ho imparato il mestiere
... da mamma Mina"
PAOLO TAGGI


Tra i figli delle stelle c’è chi fa della sua vita l’Esposizione Universale dei riflessi. C’è chi custodisce segreti a orologeria, da rivelare quando i media lo trascurano. E poi c’è chi, come Massimiliano Pani, evita i riflettori e coltiva un progetto in cui la qualità della vita e quella del lavoro coincidono. La sua casa è in collina. La semplicità è un’architettura trasparente. Ma lo incontro dove passa la gran parte delle sue giornate: nel mitico Studio a un passo dall’Usi, a Lugano, dove ha sede la mitica Pdu. Massimiliano si stupisce ancora della straordinaria pulizia del suono di un microfono giapponese, della genialità dei suoi storici collaboratori, della bellezza di un passaggio. Stare qui è come stare al centro della Musica. Ne sei avvolto. Massimiliano Pani non ama parlare di sè. Quello che è, pensa, è quello che fa. Ma c’è molto altro. Nella vita ognuno di noi riveste tanti ruoli diversi, spesso anche sovrapposti. Max, per esempio, è padre di due figli in età molto diverse: "Il primo, Axel, oggi ha trentun anni. È dottore in economia, mi ha reso nonno a maggio. Ero con lui un padre decisamente giovane (avevo 23 anni quando è nato) e sono oggi un padre decisamente ‘âgé’ con Edoardo, il mio secondo figlio, che ha compiuto da poco 14 anni". E il ricordo va all’età che hanno oggi i suoi figli, uno giovane adulto e l’altro preadolescente. "A 31 anni io ero sposato e padre da 8 anni, avevo grandi responsabilità professionali… - racconta - insomma, ero già un uomo. A 14 anni presi consapevolezza che il mondo che mi aspettava andava affrontato e non capito e così feci appena possibile…".
Impossibile non parlare dei genitori, Corrado Pani e Mina. Due star assolute. Il primo è nella memoria del Teatro italiano, l’altra è il vero mito vivente dello spettacolo, non solo italiano. Quando ha scelto molti anni fa di affidarsi solo alla sua voce, sottraendo al mondo la sua immagine, sapeva che non sarebbe mai diventata una stella spenta. Max è il suo primo, assoluto ammiratore: "Io ho avuto la fortuna di imparare questo mestiere da Mina e dai musicisti che lavorano per lei (i migliori in assoluto). Lei è uno straordinario talento ma anche una professionista assoluta. Ha una cultura musicale enorme che spazia tra tutti i generi. Ha l’intelligenza, la visione e l’intuito dei geni… fa categoria a sè". Sempre un po’ di lato rispetto al teatrino dello star system, ma ben dentro il nostro tempo. Sempre pronto a far scoprire con l’aiuto della sua splendida moglie ad Edoardo le cose che contano davvero nella vita: senza intellettualismi, ma cercando la profondità di un paesaggio ignorato dai più, di un posto dove tornare nei momenti liberi, di una nuova mostra, un film o uno spettacolo. Questo è Max Pani.
Tra la musica e il teatro, da ragazzo, ha scelto la prima. Ricorda sorridendo il perché: "Nel mese estivo che passavo a Roma con mio padre, lui stava di regola provando lo spettacolo della stagione autunnale. Ero molto piccolo. Mi ricordo che alle prove del Peer Gynt le musiche di Grieg mi hanno affascinato. Ho capito in quel momento che ad entrarmi davvero nell’anima era la musica, anche se amo e rispetto il teatro". Compositore, arrangiatore, produttore. Manager. Ma prima di tutto si sente "un musicista da studio di registrazione. Amo il dietro le quinte. Amo lavorare per raggiungere gli obiettivi che cantanti, registi o pubblicitari si pongono quando chiedono il mio aiuto. Sono un artigiano. Non sono un performer e rifuggo il palcoscenico live". Massimiliano Pani si sposta molto, per lavoro, ma non ama viaggiare: "Amo leggere. Non c’è luogo sulla terra che non si possa conoscere dalla sua storia, dalla sua letteratura, dai suoi miti ed eroi…".
Potresti ascoltarlo per ore, parlare di Storia antica o della bellezza sorprendente di Musei ignorati. Le sue radici? "Sono cresciuto a Lugano da una famiglia di cultura italiana. Sono il mix di queste due esperienze. Per me casa è qui". Definirei il suo sguardo verso il Ticino affettuoso e disincantato. Se potesse cambiare il Paese in cui vive come si fa con il testo di una canzone? "Suggerirei di trovare nelle piccole cose quotidiane il lato comico. Un po’ di ironia aiuta".
09.09.2018


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