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Renzo Arborre
Immagini articolo
"Mariangela Melato
l'amore della mia vita"
ALESSANDRA COMAZZI


Renzo Arbore si può incontrare dopo uno degli esaltanti concerti con l’Orchestra Italiana ora in tournée, o nella sua mitica casa romana, piena di quegli oggetti di plastica che ne fanno uno dei massimi collezionisti al mondo. Discute di televisione, la vorrebbe più educativa, formativa, ma non è mai astioso. "Io non condanno l’Auditel - dice - e sono anche convinto che il campione sia significativo. È che talvolta le reti, soprattutto quelle pubbliche, dovrebbero accettare che un programma vada in onda senza ascolti stratosferici. ‘Quelli della notte’ non ebbe ascolti mirabolanti, ma ebbe una risonanza tale…".
In effetti. "La vera rivoluzione - prosegue - fu l’arrivo del telecomando, nel 1974. Il telecomando cambia le abitudini, è quasi un totem, uno strumento di potere familiare. Per questo in ‘La vita è tutto un quiz’, sigla di ‘Indietro tutta’, cantavamo: ‘Il padre al figlio dice: senti un po’, solo un consiglio è quello che ti dò. Tu nella vita conti fino a quando, hai stretto in pugno il tuo telecomando’...". Arbore fu grande innovatore, inventando, pure, il cosiddetto "cazzeggio". Soltanto che, senza il suo ferreo e colto controllo, il cazzeggio è diventato sterile, urlata chiacchiera. Ricorda: "Quelli della notte’ e ‘Indietro tutta’, del 1985 e del 1987-’88, durarono pochissimo, una stagione ciascuno. Dopo, ho sempre resistito alle sirene della tv, tranne che per una trasmissione notturna, ‘Meno siamo meglio stiamo’, e ho cominciato a girare il mondo con l’Orchestra Italiana, facendo cantare e ballare i cinesi e i russi, gli americani e i canadesi e i messicani e tutti gli europei". Un concerto con l’Orchestra è un’esperienza trascinante. Lui, che pure ha 81 anni e una protesi all’anca, non si risparmia: mentre gli altri fanno l’intervallo, il capocomico sta lì e suona. È un signore del Sud, d’antico stampo. Quando morì Mariangela Melato, che fu a lungo la sua compagna, era davvero distrutto. "Non stavamo più insieme ma - dichiara con tenerezza - Mariangela è l’amore della mia vita". Se pensate a un artista, pensate a lui.
Arbore racconta come venne l’idea di "Quelli della notte": "C’erano, in ordine sparso, Nino Frassica, Maurizio Ferrini, Andy Luotto, Riccardo Pazzaglia, Marisa Laurito, Simona Marchini, Roberto D’Agostino, Giorgio Bracardi, Massimo Catalano, e poi i musicisti, Gegè Telesforo, Sal Genovese, Stefano Palatresi, Gianni Mazza, Antonio (Maiello) e Marcello (Cirillo). Tutti personaggi scelti frequentando locali, set, gallerie d’arte, case di amici. Dovevano avere la battuta pronta, essere in grado di realizzare una sorta di jam session parlata. Oggi non lo sa fare più nessuno. Quello era un periodo difficile per me, mia mamma era malata, io mi fermai parecchio a Foggia per starle accanto. Dovevo occuparmi anche della sua casa, delle vicende pratiche. Una bella sera, andai a una riunione di condominio. Che tutti detestano, sì. Eppure, fu proprio dopo una di quelle riunioni, vivaci e animate nella loro dialettica, che mi venne l’idea del programma. E la sua filosofia: ridere per ridere. Però con amore". L’obbligo alla cattiveria che sarebbe venuto dopo, certo lui, signore meridionale d’antico stampo, aduso alle buone maniere, proprio non l’avrebbe tollerato.
È uno stacanovista, Arbore, ma ha pure un ottimo rapporto con la vacanza: "Sono un grande viaggiatore, sono un vero vacanziere. La vacanza è l’unico sport che pratico e, ad essere sinceri, mi riesce benissimo. È il balsamo della mia vita, ci vado spesso, a differenza di molti colleghi che non riescono a staccare dal lavoro. Quanto a luoghi e modi, mi ritengo onnivoro, faccio ogni tipo di villeggiatura, in movimento, stanziale, di mare, di monte, di collina. Tutto. Cerco musica nuova. Pure a casa però sto volentieri, ho le mie manie, le mie collezioni. E le mie occupazioni, non si creda che io sia uno sfaccendato".
02.12.2018


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