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Viaggio nella storia
...degli Stati Uniti
GIÒ REZZONICO


Prosegue il nostro viaggio negli Stati Uniti (la prima parte sul Caffè della scorsa domenica), che si svolge nel cuore della storia a stelle e strisce, attorno a Washington. Dapprima verso sud per visitare la proprietà di George Washington a Mount Vernon e in seguito Colonial Williamsburg, una città coloniale con edifici in parte restaurati e in parte ricostruiti. Quindi verso ovest a Monticello e nella vicina Charlottesville per risalire verso Gettysburg lungo la Skyline Drive, la più famosa attrattiva dello Shenandoah National Park. Lungo questo tragitto, Fallingwater, la storica casa sulla cascata costruita nel 1939 da Frank Lloyd Wright.

La tenuta di Washington
A una trentina di chilometri da Washington si trova Mount Vernon, la tenuta del primo presidente americano, uno dei padri della nazione a cui è ispirato il nome della capitale. È rimasta così come si presentava nel 1799, quando venne costruita. Washington, che fu comandante in capo dell’esercito americano durante tutta la guerra di Indipendenza combattuta contro gli inglesi (1775-1783), amava la vita semplice e spontanea che ben si riflette nel mobilio (salvo un camino in marmo, da lui considerato "troppo elegante e costoso per il mio stile di vita repubblicano").
George Washington e sua moglie possedevano centinaia di schiavi, di cui si visitano alcune residenze, che lavoravano per il proprietario dall’alba al tramonto. E questo sebbene, alla fine della guerra di indipendenza, il comandante in diverse occasioni pubbliche manifestò la sua opposizione nei confronti della schiavitù.

L’America coloniale
Facciamo un salto indietro nel tempo, per trasferirci all’inizio del Settecento a Williamsburg, il cui nome si ispira al re inglese Guglielmo III (William). Dal 1699 al 1780 fu la capitale della Virginia, la più grande colonia inglese nel Nuovo Mondo. Per chi ama la storia è una meta da non perdere. Ripristinata negli anni Venti del Novecento grazie ai finanziamenti della famiglia Rockefeller, questa città propone 88 case, negozi, edifici pubblici in parte restaurati e in parte ricostruiti sui loro luoghi originali. Passeggiando da un estremo all’altro di questa via si incontrano il sontuoso palazzo del governatore, il tribunale, la cattedrale, l’edificio dove veniva conservata la polvere da sparo, la farmacia, la posta e una miriade di negozi di artigiani. Molto interessanti le ricostruzioni delle taverne, in particolare la Raleigh Tavern, dove si incontravano Washington e Jefferson con altri patrioti rivoluzionari. Williamsburg fu infatti un focolaio della rivolta indipendentista.

La Monticello di Jefferson
"A Monticello - ha scritto Thomas Jefferson - sono felice come in nessun altro posto e in nessun’altra società. Questo è il luogo che raccoglie tutti i miei desideri e dove spero che i miei giorni avranno fine". La casa, che sorge su una collina della città di Charlottesville, è ispirata a Villa Capra, soprannominata La Rotonda, del Palladio. La sua costruzione è iniziata nel 1768 e si è protratta per ben 40 anni. Si trova al centro di una piantagione dove lavoravano 200 schiavi. La facciata simmetrica è realizzata in mattoni rossi con un portico antistante bianco, sorretto da colonne doriche.
Nella vicina Charlottesville, Jefferson progettò anche la University of Virginia, costruita nei primi anni dell’Ottocento. È considerata uno dei più bei centri universitari degli Stati Uniti. Il colpo d’occhio di questo villaggio accademico è davvero impressionante. Un prato all’inglese è fiancheggiato da colonnati che collegano le stanze degli studenti a 10 padiglioni, ognuno ispirato a un diverso modello di tempio greco o romano. Sullo sfondo troneggia la Rotunda, il padiglione centrale che ricorda il Pantheon di Roma.
L’attività principale di Jefferson è stata la politica: fu autore della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, governatore della Virginia, diplomatico in Francia, segretario di stato, vicepresidente e infine presidente dal 1801 al 1809. Ma aveva anche molti altri interessi. Come abbiamo visto, fu architetto, ma anche scienziato, musicista, naturalista. Personaggio contraddittorio, fu proprietario di molti schiavi, sebbene affermasse che tutti gli uomini nascono uguali. Si oppose sempre a qualsiasi tentativo abolizionista sostenendo che mantenere in vigore la schiavitù era come tenere un lupo per le orecchie. Si vorrebbe lasciare la presa, ma non lo si fa per paura di essere divorati.

La guerra di Secessione
Il maltempo ci impedisce purtroppo di raggiungere Gettysburg percorrendo piste indiane su una strada panoramica lungo la dorsale delle Blue Ridge. Ci arriviamo quindi guidando su anonime autostrade. Gettysburg nel luglio del 1863 fu teatro di una delle peggiori carneficine della guerra di Secessione. Si visita in automobile il campo di battaglia seguendo un percorso didattico, che parte dal Visitor center dove si trova il miglior museo americano su questa tragica guerra civile, che ancora oggi influenza la vita politica del paese (Appunti di viaggio a pagina 20).

La casa sulla cascata
"Si libra sopra una cascata, tra le colline della Pennsylvania, incastrandosi alla formazione rocciosa. Apoteosi dell’orizzontalità, con gli sbalzi impressionanti del soggiorno e delle terrazze": così Bruno Zevi, titolare della memoria wrightiana in Italia descrive il capolavoro realizzato da Frank Lloyd Wright (1867-1959). Fallingwater, la casa sulla cascata, fu realizzata dal grande maestro nel 1939 come abitazione di vacanza per un ricco commerciante di Pittsburgh. E subito fu salutata dal New York Times come "la più sublime integrazione tra l’uomo e la natura". Oltre cinquant’anni dopo, nel 1991, l’Istituto Americano degli Architetti l’ha eletta "la più importante costruzione degli Stati Uniti". Nessuna foto e nessun filmato rendono giustizia a questo capolavoro che sembra spuntare dalla roccia che sovrasta una cascatella alta 6 metri. "Una casa - affermava Wright - non deve mai essere su una collina o su qualsiasi altra cosa. Deve essere della collina, appartenerle, in modo tale che possano vivere insieme; ciascuna delle due più felice per merito dell’altra". Creando una perfetta armonia tra l’essere umano e la natura, l’architetto ha desiderato mettere i suoi committenti in stretta relazione con la suggestiva gola della montagna, gli alberi, il fogliame, i fiori selvatici e, naturalmente, l’acqua. L’articolazione dello spazio interno tende a fondersi con la natura circostante anche grazie alla scelta dei materiali naturali del luogo impiegati per la costruzione. Il vastissimo salotto è lo spazio più spettacolare con le amplissime vetrate e il camino scavato nella roccia.

La Cathedral of Learning
Poco più di un’ora ci separa da Pittsburgh, il cui centro città è racchiuso nel Golden Triangle, alla confluenza dei fiumi Monongahela e Allegheny, che formano l’Ohio River. Questa città ad alta concentrazione industriale fino alla metà del Novecento era tanto desolante e inquinata da indurre un giornalista inglese a definirla "inferno scoperchiato". A partire dagli anni Sessanta del Novecento, grazie alla cosiddetta Pittsburgh Renaissance, si è completamente trasformata per diventare un’elegante centro alla moda, con industrie di servizi e di alta tecnologia, nel quale è piacevole passeggiare all’ombra di edifici storici. Diversa fu invece la sorte del quartiere di Oakland, che già a fine Ottocento si era sviluppato come polo culturale e accademico, grazie a facoltosi donatori. The Carnegie, il centro voluto da Andrew Carnegie, che nel 1870 era considerato l’uomo più ricco del mondo, ospita un museo d’arte con una splendida collezione, una vastissima biblioteca e un auditorium. Poco distante sorge un sorprendente edificio in stile gotico alto 42 piani, che ospita 26 aule dedicate ognuna a una diversa comunità di immigrati che hanno fatto la fortuna della città. Entrando nella Cathedral of Learning, così si chiama questo particolare edificio, si ha l’impressione di trovarsi in una chiesa gotica dove si celebra la religione del sapere.

Le cascate del Niagara
"Qualsiasi cosa detta di questo luogo mirabile sarebbe mera sciocchezza" esclamò lo scrittore Charles Dickens nel 1842 davanti allo spettacolo delle cascate del Niagara. E aggiunse "sarebbe difficile per l’uomo stare più vicino a Dio di quanto non lo sia qui". In effetti queste cascate, a cavallo tra Stati Uniti e Canada, sono considerate uno dei più grandiosi spettacoli naturali al mondo. Non tanto per la loro altezza (50 metri), quanto per l’ampiezza: 350 metri quelle americane (American Falls) e ben 675 quelle canadesi (Horseshoe Falls) e per l’intensità: riversano 2800 metri cubi di acqua ogni secondo, che corrisponde a 1 milione di vasche da bagno. La miglior vista la si ha dalla parte canadese. Su ambo i versanti ci sono belvederi che permettono di ammirarle in tutte le posizioni: dall’alto, di fronte, da metà, da dietro e dal basso. Ma forse i panorami più suggestivi si godono durante la gita su un battello che si avventura fin sotto gli spruzzi delle cascate e durante la notte quando i getti d’acqua vengono illuminati con luci di vari colori.

Longwood Garden
Sei ore di automobile e arriviamo a Philadelphia, culla della nazione americana (che abbiamo descritto nel Caffè di settimana scorsa). Il nostro itinerario si conclude poi a Washington, la città che vide crescere gli Stati Uniti (idem). Sul tragitto visitiamo gli splendidi Longwood Gardens, capolavoro di giardinaggio frutto dell’impegno di una vita del magnate della chimica Pierre S. du Pont, che in questa tenuta di campagna veniva a riposarsi. Il parco ha una superficie di oltre 400 ettari ed è particolare per le spettacolari colture floreali nelle sue enormi serre, per la riproduzione di alcuni luoghi particolarmente apprezzati da du Pont durante i suoi viaggi soprattutto in Europa, come l’Italian Water Garden. Ma ciò che contraddistingue questo angolo di paradiso sono i giochi d’acqua delle numerose fontane: in quella centrale l’acqua danza addirittura a suon di musica.

(2 - fine / la prima puntata è stata pubblicata domenica 7 luglio)
14.07.2019


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