Il nuovo leader della Spd pronto a superare Angela Merkel
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Sankt Martin Schulz,
l'ascesa dello sfidante
STEFANO VASTANO, DA BERLINO


Dal 24 gennaio ai piani alti della Cdu, il partito della cancelliera Merkel, l’aria è molto tesa. Sino a quel giorno, infatti, era Sigmar Gabriel, Sigi come lo chiamano i suoi "Genossen",  il più probabile candidato delle (malconce) truppe socialdemocratiche alle politiche tedesche del 24 settembre. Ma i conti alla Cdu li avevano fatti senza la notoria imprevedibilità di Sigi. Il superministro dell’Economia, nonché dal 2009 presidente della Spd, quel fatidico martedì, ha gettato a sorpresa la spugna, lasciando a Martin Schulz non solo il timone della vecchia Spd (fondata nel 1863), ma anche l’arduo compito di sfidare Angela Merkel.
Per giunta poi dall’Economia Gabriel è passato al ministero degli Esteri, ma non è certo la capriola nell’esecutivo a innervosire gli strateghi della Cdu. Quanto il fatto che, in tutti i sondaggi, Gabriel figurava schiacciato dalla Merkel: in un confronto diretto, il 57 per cento dei tedeschi avrebbe rivotato la Kanzlerin, solo il 19 per Gabriel. Mentre ora il 62enne Schulz, ex presidente del Parlamento europeo, noto in tutta Europa per l’insulto di Silvio Berlusconi (che lo paragonò nientemeno che a "un Kapò" dei lager nazisti), piace. Se ci fosse l’elezione diretta del nuovo premier, il 50% dei tedeschi voterebbe per Schulz ( 9% in una settimana), mentre Angela Merkel non andrebbe oltre il 34% (-7%), ha rivelato il "DeutschlandTrend", cioè il tradizionale sondaggio della tv pubblica Ard. Sempre parlando di sondaggi, il 43% degli elettori tedeschi, secondo le ultime rilevazioni, spera che la prossima coalizione post-voto, sia la Große Koalitioni. 
Cos’ha dunque "Sankt Martin", come il settimanale Der Spiegel ha ribattezzato Schulz, che Sigi non aveva? Il fatto, per cominciare, che i tedeschi lo conoscono poco o niente. Sì, nel 1987, a 31 anni, è stato sindaco della sua cittadina di Würselen. Ma dal 1994 e per oltre 20 anni Schulz ha trascorso la sua carriera tra i palazzi dell’Ue a Bruxelles e Strasburgo.
Certo, avere un volto del tutto nuovo per gli elettori può giocare a favore di Schulz. Come il fatto di avere, al contrario della Merkel, la parlantina sciolta ed essere un vero self-made man. Come Gerhard Schröder infatti, l’ultimo dei Kanzler della Spd, anche Schulz non è cresciuto, come si dice, nella bambagia: suo papà era poliziotto; e alla scuola Martin, bocciato due volte, preferiva - anche in questo simile a Schröder - il pallone. Frantumatosi un ginocchio, dal calcio si getta nell’alcool: a un millimetro dal suicidio. È una libreria che apre a Würselen a salvarlo. Ancora oggi il vorace autodidatta - ma parla perfettamente inglese e francese - ama la letteratura (il suo romanzo preferito è "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa). In campagna elettorale, Schulz - che da presidente europeo era per gli eurobond ed avverso al feticcio dell’austerity della Merkel - punterà sul classico tema della giustizia sociale. "Voglio riconquistare la fiducia della gente nella democrazia e dei lavoratori in questo partito", ha detto appena nominato presidente della Spd. E soprattutto, ha aggiunto con foga: "Voglio vincere queste elezioni e diventare Kanzler".
Toni molto più schietti e netti rispetto a quelli dell’eterno indeciso e vago Gabriel. Per sconfiggere davvero la Merkel, Schulz dovrà raccogliere a settembre dal 30 per cento in su. "Combatterò sino all’ultimo minuto - ha detto - per far diventare la Spd il primo partito in Germania". D’altronde, nel 2005, anche la Kanzlerin salì al potere con il 35,2 per cento, battendo per un soffio Schröder (che si era fermato al 34,2). Aggiunti ai voti di "Die Linke", la sinistra estrema, più quelli dei Verdi (entrambi oltre al 10 per cento), Schulz potrebbe ritrovarsi al governo di Berlino con una coalizione "rot-rot-grün". Così improbabile la lunga scalata al potere di Martin Schulz, da ragazzo bocciato ed ex alcolizzato a quarto Kanzler della Spd non è.
Per questo, da gennaio, dirigenti e ministri della Cdu non dormono più sonni tranquilli a Berlino.
05.02.2017


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