Fra Corea e Siria, due fronti di crisi, con diverse soluzioni
Immagini articolo
Le carte mischiate
di Kim e di Assad
GIUDO OLIMPIO


È sempre complicato trattare con i regimi. Le informazioni, a volte, sono scarse o sono "lette" male. Oppure si cerca di dare un’interpretazione interessata, condita da propaganda e manovre. Regola non scientifica che si applica ai due grandi fronti del momento: la Corea del Nord e la Siria.
Kim Jong-un, il Maresciallo, capo supremo della monarchia rossa, ha lanciato un forte segnale di apertura. Due gli elementi chiave. Primo: Pyongyang sospenderà test atomici e missilistici. Secondo: chiuderà il suo centro di ricerche nucleari. Il tutto alla vigilia del vertice con la Corea del Sud e in vista di quello con Donald Trump. Che ha subito commentato in modo favorevole, ovviamente via Twitter.
Il messaggio dal Nord ha scompaginato, in qualche modo, il weekend dei diplomatici interessati e degli osservatori. Perché l’evoluzione di queste settimane è stata spettacolare. All’inizio dell’inverno rullavano i tamburi di guerra e oggi siamo a commentare una possibile grande svolta. Forse storica, se alle parole - che costano poco - seguiranno fatti concreti.
In queste ore molte le interpretazioni sulla mossa del leader. Gli scettici - non pochi in Giappone e tra alcuni analisti statunitensi - invitano alla grande cautela. Per loro il Nord sta cercando di guadagnare tempo, vuol dimostrare di essere pronto a delle concessioni, punta a mettere in difficoltà gli Usa. Ma nella sostanza non è disposto a cambiare. Questo "partito" è convinto che la satrapia orientale, pur promettendo la de-nuclearizzazione, non rinuncerà mai allo scudo delle armi strategiche perché le considera un’assicurazione a copertura totale contro i tentativi di rovesciarla. Detta in altro modo, Kim non vuole finire come Saddam o Gheddafi.
Interpretazioni meno negative indicano alcune ragioni pratiche dietro la virata del numero uno. Le elenchiamo. Le pressioni internazionali, sanzioni comprese, si fanno sentire sul piccolo Paese. Il timore dell’opzione militare più volte minacciata dalla Casa Bianca. Kim ha paura delle mosse a sorpresa di The Donald. Il desiderio di puntare sulle riforme economiche del Nord ora che l’obiettivo di costruire un arsenale poderoso è stato raggiunto. Già in passato il presidente aveva affermato che il processo bellico era ormai concluso. Il lavoro di persuasione (unita ai moniti) da parte della Cina, partner vitale nei commerci e non solo.
Probabilmente l’insieme di questi fattori ha spinto la dittatura a cercare un approccio diverso, convinta che sia l’ultimo treno. E non c’è dubbio che la strategia adottata dagli Usa, alternando bastone e carota, abbia rafforzato questo messaggio. Chissà poi che anche il raid lanciato da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia in Siria non abbia rappresentato un ulteriore "avviso", sia pure indiretto. Lo vedremo nelle prossime settimane.
Cosa, invece, non abbiamo visto è uno sviluppo nell’altra crisi, proprio quella siriana. C’era grande attesa per la missione degli ispettori internazionali a Douma, investigatori chiamati ad esaminare i reperti dopo il presunto attacco chimico del regime contro i civili. Il lavoro degli inquirenti ha però subito una serie di ritardi per ragioni burocratiche e di sicurezza. Ma non è mancato neppure il sospetto che Damasco, insieme a Mosca, abbia voluto rallentare le indagini. In compenso i russi hanno continuato a diffondere notizie per addossare la responsabilità ai ribelli, sostenuti - secondo le fonti del Cremlino - da servizi occidentali.
Noi non abbiamo certezze su chi siano i colpevoli, aspettiamo prove e ci auguriamo che gli inquirenti abbiano libero accesso alla zona. Ma ci auguriamo anche che nessuno contamini la scena del crimine. Non sarebbe la prima volta che accade.
22.04.2018


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

L'ascensore sociale
si è ormai inceppato
L'INCHIESTA

"Il via vai di procuratori
rallenta le inchieste"
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

I talenti non hanno
orientamenti sessuali
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La crescita dipende
dai rapporti con Trump
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Le famiglie in fuga
dalle paure di Kabul
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Tecniche viet-cong
nei tunnel del Califfato
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Cibo e ambiente
allungano la vita
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Brexit:
Farage lancia
la marcia
pro-Leave

Tirana:
violente proteste
davanti
al Parlamento