Juncker vuole centralizzare la lotta ai clandestini
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Polizia unica dell'Ue
contro i migranti illegali
REDAZIONE CAFFÈ


La Commissione europea potrebbe presto approvare una proposta legislativa per istituire una polizia di frontiera europea e far diventare il controllo dell’immigrazione illegale una materia di competenza comunitaria. È quanto ha scritto ieri, sabato, il quotidiano spagnolo El Pais, anticipando che il progetto sarà al centro del discorso che il presidente della commissione, Jean-Claude Juncker, terrà mercoledì 12 settembre a Strasburgo. Così facendo, si vorrebbero blindare i confini europei, sia in termini "fisici" di fronte ai flussi migratori, che sul fronte Internet e social network, per quanto riguarda le possibili interferenze esterne sui processi elettorali.
Le iniziative, in vista delle elezioni del maggio 2019, punterebbero a rassicurare l’opinione pubblica e a smontare alcuni degli argomenti usati dal fronte dei movimenti populisti e di estrema destra. Bruxelles, scrive El Pais, intende in questo modo schierarsi dalla parte del presidente francese Emmanuel Macron, che affronterà le elezioni puntando su un rilancio della sovranità europea. Il progetto della nuova guardia europea per il controllo delle coste e dei confini terrestri prevederebbe anche la possibilità di intervenire in Paesi terzi con poteri concreti nelle operazioni di rimpatrio degli immigrati irregolari.
La proposta di Juncker non è nuova. Da diversi anni si parla di polizia di frontiera comune, ma finora l’idea è sempre rimasta sulla carta, in particolare per la riluttanza di diversi Paesi, soprattutto del Sud Europa, timorosi di una cessione di sovranità, spiega sempre El Pais.
Ma la Commissione, fa notare il quotidiano spagnolo, ritiene che le ultime tensioni scatenate dal rifiuto dell’Italia di consentire lo sbarco di persone salvate in mare, abbia dimostrato che la gestione nazionale dei flussi migratori è diventata ormai obsoleta e deve essere trasferita a una gestione centralizzata.
Particolare non trascurabile, a inizio luglio, a Vienna per l’avvio della presidenza di turno austriaca del consiglio dell’Ue, il presidente della Commissione, aveva annunciato per settembre una proposta legislativa per dotare l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera,  più comunemente nota come Frontex, di 10mila unità aggiuntive entro il 2027, irrobustendone, di fatto, il mandato.
Nei giorni scorsi il tema era stato ripreso dal commissario  alla migrazione, il greco Dimitris Avramopoulos, che aveva annunciato alcune delle misure che saranno presentate la prossima settimana. Tra queste, proprio la trasformazione di Frontex  in una vera e propria polizia comunitaria. Oggi l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera può solo offrire assistenza tecnica aggiuntiva ai Paesi sottoposti a forti pressioni migratorie. Basata a Varsavia, non dispone di attrezzature specifiche o guardie di frontiera proprie. La sua funzione è quella di coordinare operazioni congiunte, affidandosi ai partner per la fornitura di polizia, navi, aerei e altre risorse necessarie.
Del resto, dopo la decisione del ministro dell’interno italiano Matteo Salvini di far sbarcare dopo dieci giorni di tensioni i  migranti a bordo della nave Diciotti, lo stesso commissario Ue alle migrazioni, Avramopoulos, aveva chiesto "misure strutturali" europee sui migranti.
Sempre con compiti di assistenza, questa volta nella lotta alla grande criminalità internazionale e il terrorismo, esiste dal 1999 un altro organismo, Europol. E proprio con Europol collabora da tempo la Svizzera. Non solo, il Consiglio federale in agosto ha deciso di estendere la collaborazione anche per reati come abuso di informazioni privilegiate, manipolazione dei mercati finanziari e contro gli interessi finanziari.
09.09.2018


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