Su Venezuela e petrolio tanti interessi internazionali
Immagini articolo
Il dopo Chavez
che avvelena Caracas
LUIGI BONANATE


Il trentacinquenne Juan Guaidó ha interrotto la penosa storia del dopo-Chavez in Venezuela. Chavez era rimasto, in fondo, nel cuore della maggior parte dei venezuelani non perché fosse un grande rivoluzionario o un grande statista, ma perché aveva testardamente cercato di migliorare (invano) le condizioni socio-economiche del Paese. Il petrolio non è facile da domare e il Venezuela, che ne ha tantissimo, non è ancora sfuggito alla sua dominazione, che si è quasi sempre rivelata una maledizione. La malattia e la morte di Chavez avevano fatto sperare che il successore designato avrebbe proseguito su quel rischioso ma noto cammino.
Ma la storia ha distribuito diversamente le carte e quelle buone non le ha date a Maduro, il cui governo è rotolato, giorno dopo giorno, dal 2013 ai giorni scorsi, verso la sua fine inevitabile. Ora il caos regna sovrano a Caracas; nessuno può dire come andrà a finire perché se da una parte le folle sembrano schierarsi per il “golpista” Guaidó, le forze armate restano con Maduro. La spaccatura è ancora più evidente sul piano internazionale, e si è visto ieri, sabato, all’Onu. Gli Stati Uniti, che già da tempo auspicavano un cambio di regime e l’Unione europea, cioè due blocchi politico-finanziari tra i più importanti del mondo, si sono schierati dalla parte di Guaidó, mentre Russia (il suo ambasciatore ha detto che In Venezuela è in corso “un tentativo di golpe da parte degli Usa”), Turchia, Iran, e Brasile stanno con Maduro. La Cina, al solito, traccheggia. E intanto Spagna, Francia e Germania chiedono elezioni libere entro 8 giorni altrimenti riconosceranno il giovane presidente del Parlamento.
Ma è difficile sfuggire alla sgradevole sensazione che l’America latina non abbia fatto altro, anche negli ultimi decenni, che restare il Paese del “golpe”. Da quando l’America del Sud divenne il “cortile di casa” degli Usa, i regimi politici dei diversi stati (quasi sempre gravati di un retaggio coloniale alle spalle) hanno gestito le vicende politiche obbedendo agli  Stati Uniti o cercando di sfuggire loro.
Di colpo di stato perse il potere Juan Perón: il dittatore populista meno amato della moglie Evita, cadde sotto i colpi di un golpe nel 1955; ma 20 anni dopo, nel 1976, l’Argentina si trovò tra le grinfie del generale Videla e di una delle dittature più brutali del mondo contemporaneo. Ma il ricordo più penoso è legato alla vicenda cilena, al tentativo di Salvator Allende, stroncato l’11 settembre 1973, di realizzare un socialismo più umano di quello (a sua volta fallito) della Cuba di Fidel Castro. Allende morì con un mitra in mano nel tentativo di resistere a un golpe voluto dagli Usa e orchestrato da Henry Kissinger (per sua stessa ammissione).
Ma la pennellata che ha impresso la sua striscia di dittatura e di violenza sull'America Latina è quella che dominò tutti gli anni ‘70, l’Operazione Condor, che la Cia e i Servizi segreti Usa organizzarono per contrastare i temuti (ma inesistenti) “foci” rivoluzionari di carattere comunista sparsi ora in Uruguay, ora in Brasile, in Guatemala, nella Repubblica dominicana.
Certo non un bel cortile di casa. Per ora, adesso, incominciamo con l’augurarci che questa nuova svolta imbocchi la via della trattativa democratica e sfugga al più probabile bagno di sangue. Ancora una volta, sembra che la storia ci spinga all’indietro, invece che in avanti.

l.b.
27.01.2019


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

Una cultura politica
di vuote banalità
L'INCHIESTA

Non solo Medtech
nel polo di ricerca
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Lo stile smarrito
dai perdenti di successo
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Senza il riciclaggio
non si salva il clima
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Scacco a Tripoli
in quattro mosse
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La guerra degli 007
all'ombra dell'Europa
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Londra celebra Quant
la "madre" della mini
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.04.2019
La Segreteria del Gran Consiglio ha provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta costitutiva del 2 maggio prossimo
15.04.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, marzo 2019
12.04.2019
Pubblicato il Rendiconto 2018 del Consiglio di Stato
12.04.2019
Pubblicato il rendiconto 2018 del Consiglio della magistratura
08.04.2019
Online la Città dei mestieri della Svizzera Italiana, con informazioni e aggiornamenti sui lavori in corso verso l'apertura
03.04.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 3 aprile 2019 alle ore 10:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
01.04.2019
Tiro obbligatorio 2019
21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Sudan,
si dimette
anche il leader
del golpe

Gilet gialli
a prova
di legge
anti-casseur