Migliaia in piazza per sostenere il presidente d'opposizione
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Scricchiola il sostegno
dei militari a Maduro
R. C.


Da una parte i sostenitori del presidente Nicolas Maduro, dall’altra quelli di Juan Guaidó. Due manifestazioni in un Paese profondamente spaccato e che divide anche la politica internazionale. Ieri, sabato, migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città, soprattutto a Caracas. I sostenitori di Guaidó, il capo dell’Assemblea nazionale sostenuto dall’opposizione e che si è proclamato presidente ad interim, hanno chiesto nuove elezioni presidenziali, quelli di Maduro hanno riconfermato la solidarietà al presidente.
Ma intanto proprio Maduro, che ha definito l’avversario un "burattino" di Washington" e che è rimasto in sella grazie al sostegno dell’esercito, vede scricchiolare il fronte a suo favore. Un generale dell’Aeronautica, Francisco Esteban Yanez Rodriguez, ha detto di riconoscere Juan Guaidó come presidente legittimo del Paese. E questo accade mentre dagli Stati Uniti continuano ad arrivare segnali precisi. Il consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton, ha avvertito Nicolás Maduro - sostenuto da Cina, Messico e Russia - che se non accetterà di lasciare "potrebbe finire a Guantanamo". Il presidente della Bolivia, Evo Morales, si è invece schierato con Maduro: "Esprimiamo il nostro pieno sostegno davanti al colpo di stato". Sempre in questi fine settimana il Gruppo di Lima - 12 Paesi, dell’America del Nord e del Sud - hanno deciso di incontrarsi in Canada per discutere la situazione. Da ricordare che il Parlamento europeo è spaccato e ha approvato una risoluzione non vincolante che riconosce Juan Guaidó presidente.
Intanto le Organizzazioni per i diritti umani hanno tirato un primo, provvisorio bilancio degli scontri. Dal 25 gennaio sarebbero almeno 40 le persone uccise durante le manifestazioni, mentre 939 persone, tra cui 90 minori, sarebbero in carcere.
03.02.2019


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