Il Partito popolare apre alla destra per un futuro governo
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L'incognita di Vox
sul voto spagnolo
R.C.


La Spagna, che s’avvia ad avere un governo di coalizione, è alla conta finale. Nelle ultime ore di campagna elettorale tutte le formazioni politiche hanno fatto appello al voto utile. Con il leader del Partito popolare spagnolo, di centro-destra, Pablo Casado, che ha aperto in modo esplicito all’ultradestra di Vox, la vera incognita di questa elezione. Una forza che secondo El Pais "può distruggere la destra o spingerla al governo".   
Vox è un partito che quattro anni fa non esisteva e che con il leader Santiago Abascal rischia di essere decisivo per le sorti della Spagna. In Andalusia, lo scorso dicembre, Vox prese l’11 per cento, entrò per la prima volta in un Parlamento regionale, divenne fondamentale per formare un governo di destra. Reale la possibilità che questa entri in un ipotetico governo guidato dal Partito popolare, ora all’opposizione.
In un’intervista a "esRadio", una catena di radio spagnola, nelle ultimissime ore di campagna elettorale Casado si è spinto più in là di quanto avesse fatto fino ad ora, dicendo: "Vox e Ciudadanos, che ottengano 10 seggi o 40, avranno l’influenza che vorranno avere per entrare nel governo o per decidere l’investitura o la legislatura". Un messaggio chiaro, nella speranza di contrastare così il possibile blocco delle sinistre.
Ma anche a sinistra, il presidente del governo uscente il socialista Pedro Sánchez  si è appellato al voto utile, "se vogliamo una Spagna in cui ci sia spazio per tutti, o solo per i tre del Colón", ha detto nell’ultimo comizio elettorale. Un chiaro riferimento alla manifestazione che Partito popolare, Ciudadanos e Vox fecero a febbraio a Madrid nella piazza del Colón, dove accanto alla statua di Cristoforo Colombo sventola una enorme bandiera spagnola.
Pedro Sanchez ha rivendicato l’importanza del Psoe, come l’unico partito in grado di prevenire la "vera minaccia", ovvero il fatto che, per la prima volta dalla fine della dittatura franchista, l’estrema destra possa  "influenzare l’azione governativa della Spagna".
Per Sanchez non basterà vincere. "Vincere non significa governare. Se non governeremo, non saremo i vincitori delle elezioni, saremo la prima forza domenica e ci alzeremo lunedì con un governo di Casado come presidente, di Rivera che lo accompagnerà in qualche ministero e  con l’estrema destra che controlla la politica", ha detto Sanchez in un’intervista nell’ultimo frenetico sprint. Sánchez ha esplicitamente fatto riferimento all'elezione di Trump, al referendum sulla Brexit, al risultato delle elezioni andaluse per ammonire tutti a non rilassarsi.
L’arrivo in parlamento di Vox, uniformerà Spagna al resto del grandi Paesi europei, visto che fino ad ora era stato l’unico Paese a non avere una formazione ultra-destra in Parlamento. Secondo gli ultimi sondaggi il  Psoe continuerebbe però a essere saldamente in testa e le destre sommate non raggiungerebbero la maggioranza assoluta di 176 voti.
Ma la manifestazione di Vox che ha riunito oltre 5 mila persone a Valencia nelle ultime ore, ha messo tutti in allarme. Non sarebbe il primo caso al mondo in cui i sondaggi non riescono a misurare la consistenza del fenomeno dell’estrema destra. L’unico voto utile per la maggioranza, ha invece detto Pablo Iglesias, segretario di Podemos, in un comizio a Madrid, dove sono intervenute - secondo gli organizzatori - circa 5 mila persone, "è votare Podemos". Un voto utile per rafforzare l'opzione progressista di governo e bloccare una possibile intesa tra Psoe e Ciudadanos, partito di orientamento liberale con cui Sánchez potrebbe guidare un governo di coalizione.
28.04.2019


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