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Il governo tedesco vara in 90 minuti una legge per gli aiuti
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Giovani ai Corona party
nella Germania in crisi
STEFANO VASTANO DA BERLINO


A volte, nel discorso alla nazione di mercoledi 18, Angela Merkel riusciva a sorridere. Ma il messaggio della Kanzlerin era "serio": parola che la cancelleria ha ripetuto due volte, prima di specificare che "dalla seconda guerra mondiale il Paese non si trovava davanti a una simile sfida". Quella del coronavirus, che ora costringe anche la Germania a misure eccezionali. Il numero dei contagi è salito ad oltre 14 mila persone: 4.700 casi solo nel Nordreno-Westfalia, ed oltre 2.200 in Baviera. Numeri che hanno già portato anche il Paese della Merkel a chiudere le frontiere con Austria e Francia, Svizzera e Danimarca.
Ma se il virus continuasse a propagarsi a tali ritmi, prevede Lothar Wieler, direttore del Robert-Koch-Institut, i contagi potrebbero salire nei prossimi mesi in Germania a 10milioni. Per questo, e con un certo ritardo, da lunedì 16 si sono chiuse le scuole in Germania. Mentre il premier della Baviera, Markus Söder della Csu, ha già dichiarato nella sua regione il "Katastrophen-Fall". Così come Manfred Kretschmann, premier dei Verdi nel Baden Württemberg, lo shutdown per scuole, pub e catene commerciali nel Land di Stoccarda. Per i ristoranti e bar valgono restrizioni in tutto il Paese: apertura dalle 6 alle 18; pochi tavoli e distanza di sicurezza per gli avventori. Musei, opere e gallerie hanno chiuso e rinviato mostre e concerti.
La Merkel non ha ancora imposto un ‘lockdown’ alla Germania, né quarantene come in Italia. Ma ai tempi del coronavirus ha invitato i tedeschi a sopportare gli sforzi, senza svuotare gli scaffali dei supermercati. "Un comportamento insensato e non solidale", ha ammonito Merkel. Il governo di Berlino ha già varato (e in appena 90 minuti, la legge più veloce mai approvata in Germania) agevolazioni fiscali e sovvenzioni alle piccole-medie imprese. Introducendo, come ai tempi della crisi finanziaria, il modello del ‘Kurzarbeit’ per le aziende in difficoltà. Sia il ministro delle Finanze, Olaf Scholz che quello dell’Economia, Peter Altmaier, Cdu, hanno stanziato un piano da 500 miliardi di euro, "e sostegni ad oltranza a tutte le imprese e non solo alle banche", ha specificato Altmaier. Da parte sua la ministra della Difesa, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha mobilitato la riserva della Bundes-wehr, l’esercito federale. "Per il mantenimento delle infrastrutture, sicurezza ed ordine pubblico", ha spiegato Akk. Nonostante i piani e garanzie del governo, Lufthansa ha cancellato quasi tutti i voli.
Anche Herbert Diess, al volante del Gruppo Volkswagen, ha chiuso gli impianti della Vw e Audi in Germania. Così come Porsche, Bmw e Daimler. "Siamo di fronte alla più grande crisi dell’industria automobilistica dalla seconda guerra mondiale", ha sintetizzato l’esperto Ferdinand Dudenhöffer. Come ne usciranno i tedeschi e il made in Germany da questa imprevista catastrofe? Gli economisti dell’istituto Ifo di Monaco vedono due scenari. Quello più positivo segna nel Pil del 2020 un minus dell’1,5 per cento. Ma il Pil, spiega Clemens Fuest dell’Ifo, "potrebbe precipitare anche a meno 6 per cento". Di fronte a questi orridi scenari Michael Müller, sindaco di Berlino, non capisce quei giovani che, a Kreuzberg o nel parco di Tempelhof, celebrano a birre e musica i loro "Corona-partys". "La gente, dice il sindaco della Spd, non ha capito la gravità della crisi". Nonostante i seri messaggi in Tv della Kanzlerin.
22.03.2020


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