I numeri
Perchè l'oro non è più
un vero bene rifugio
LORETTA NAPOLEONI


A giugno il prezzo dell’oro ha superato la barriera dei 1.400 dollari l’oncia. Ciò che sorprende è che a guidarne l’ascesa non è stato il mercato fisico, chi da sempre acquista oro per lavorarlo e rivenderlo, ma quello finanziario, dagli hedge funds agli operatori di borsa ai fondi d’investimento. Una volta rotta la barriera di 1.360 dollari l’oncia, giudicata critica dall’analisi tecnica (i sistemi informatici creati sulla base delle serie storiche che vengono costantemente macinati dai computer di piazza affari) è iniziata la corsa all’oro da parte delle istituzioni finanziarie. L’oro è così arrivato a 1.440 dollari l’oncia, a quel punto chi tradizionalmente operava sul mercato fisico, ad esempio i gioiellieri ma anche le donne indiane, le maggiori acquirenti al mondo di oro, hanno iniziato a vendere.
A luglio si è verificato un fenomeno anomalo molto simile, appena la Riserva Federale ha fatto capire che aveva intenzione di tagliare i tassi d’interesse il mercato finanziario ha reagito acquistando oro.
Tradizionalmente l’oro ha avuto la funzione di bene rifugio, ciò significa che la domanda ed il prezzo salgono nei momenti di crisi e di grossa incertezza politico-economica. Ma da qualche mese assistiamo alla conferma che anche sul mercato dell’oro si stanno verificando anomalie serie. In primis, l’uso di sistemi econometrici gestiti dai computer che ne determinano domanda e prezzo trascende i fondamentali di economia o fenomeni di politica interna ed internazionale, ed in secondo luogo la corsa all’oro a seguito di annunci di politica monetaria espansiva, che proiettano politiche rassicuranti e non problematiche. In altre parole l’oro non è più un bene rifugio in momenti di crisi, ma un investimento dove parcheggiare ricchezza e denaro prodotti dall’aumento della liquidità in un sistema di tassi d’interesse bassissimi ed ancora in discesa.
Altra riflessione importante è il ruolo che il mercato finanziario ormai riveste anche sul mercato dell’oro, decisamente più importante di quello fisico.
Nel lungo periodo però il metallo giallo tornerà ad essere il bene rifugio più importante e più efficiente. Tutti gli analisti infatti concordano che quando il mercato si sveglierà dall’euforia delle politiche monetarie in constante espansione e l’inevitabile recessione tornerà a far capolino, il prezzo dell’oro salirà, come è successo sempre nei secoli dei secoli.
14.07.2019


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