I numeri
La tecnologia 5G
decolla tra i dubbi
LORETTA NAPOLEONI


Una delle dispute più accese tra Washington e Pechino verte intorno al ruolo che la Huawei, il gigante dell’elettronica cinese, gioca nell’introduzione del 5G. Trump sostiene che usare la tecnologia cinese nel nuovo sistema di telefonia mobile è rischioso per motivi di sicurezza. Si teme che Pechino possa spiarci attraverso le onde magnetiche emesse dalle antenne del 5G. Fantascienza? Forse non è così.
La minaccia più seria che il 5G pone al mondo, comunque, potrebbe non concretizzarsi nel settore dello spionaggio ma in quello della salute pubblica. Il Dipartimento federale dell’ambiente (Ufam), ha preso in considerazione questa eventualità e ha deciso di indagare più a fondo sull’impatto che l’introduzione del 5G avrà sulla salute degli abitanti dei vari cantoni. La notizia arriva nel bel mezzo dei preparativi per il lancio del 5G in Svizzera dove circa duemila antenne sono già state erette e mentre da mesi i servizi di telefonia anticipano ai clienti con annunci promozionali l’arrivo della super veloce nuova tecnologia.
L’Associazione dei medici svizzeri sembra d’accordo con le precauzioni di Berna, da tempo mette in guardia sul 5G e sulla mancanza di dati relativi al suo impatto. In effetti non esistono studi approfonditi, ad esempio, sulle conseguenze che le nuove antenne avranno sulla nostra salute. Secondo l’Associazione esistono ancora troppe domande senza risposta per dare il via libera al 5G. Né l’industria elettronica né quella telefonia si sono preoccupate di fornire chiarimenti perché non esiste un sistema di standard internazionali relativi al funzionamento delle nuove antenne ed alla diffusione del 5G. Sorprende che un’istituzione come l’Unione europea, alla quale piace tenere sotto controllo tutti i settori non lo abbia ancora introdotto.
Intanto in Europa la corsa al 5G è in pieno svolgimento, la nuova tecnologia viene infatti vista da chi la promuove come uno strumento per migliorare la concorrenza, allargare il mercato e conquistarne grosse fette. Proprio per questo si cerca di minimizzarne l’impatto ambientale e sulla salute, un compito condiviso da tutti i servizi di telefonia. Ma se tutto ciò era fattibile alcuni anni fa, quando venne introdotto il 3G, oggi il consumatore è più cosciente dell’impatto ambientale e più incline alla difesa della salute e dunque chiede garanzie maggiori. Anche se molte aziende storceranno la bocca riguardo alla decisione dell’Ufam, i comuni cittadini vogliono essere sicuri che la tecnologia 5G non faccia male alla salute.
16.02.2020


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