Il senatore Lombardi rassicura le redazioni
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"Assoluta indipendenza
per i miei giornalisti"
LIBERO D'AGOSTINO


Ai giornalisti di TeleTicino e Radio 3i assicura indipendenza e autonomia redazionale; a politici ticinesi, il senatore ppd Filippo Lombardi, presidente di Timedia, riserva invece vigorosi fendenti: "Bello eh, solo adesso si preoccupano del pluralismo dell'informazione".
Senatore, eppure ben 17 deputati, e di tutti i partiti, hanno firmato un'allarmata  interrogazione sul futuro riassetto di Timedia, che avrà il Corriere del Ticino come azionista di maggioranza?
"Pe nove anni da direttore del Gionale del popolo ho lottato con le unghie e con i denti per tenere in piedi la testata e salvare 50 posti di lavoro. Nessun politico si è mai preoccupato della sua esistenza e della perdita per il pluralismo dell'informazione. Per 18 anni ho combattuto per difendere TeleTicino che rischiava di chiudere, e nessun politico si è mai fatto avanti. Sono contento che questi deputati abbiano oggi scoperto il pluralismo dell'informazione".
Ma preoccupate per la loro autonomia sono anche le redazioni di TeleTicino e Radio3i?
"Se un giornalista non fosse preoccupato per la sua autonomia non sarebbe un buon giornalista. Posso rassicurare le redazioni che ho la forza, la competenza professionale, ma anche molta fiducia nel nostro partner, per continuare a garantire la loro piena indipendenza".
Lei resterà presidente, ma con una quota azionaria minima di Timedia. Crede davvero che avrà la forza per garantire l'autonomia delle redazioni, di fronte ad un'azionista di maggioranza come il CT, che avrà il 76% del capitale?
"Posso assicurare che regoleremo contrattualmente questa mia funzione di presidente e garante dell'autonomia e indipendenza delle redazioni. Che del resto sono sancite negli statuti, nelle linee editoriali e nella concessione ottenuta da Berna".
Se va in porto il riassetto della Holding Timedia, il CT diventa  l'azionista di riferimento di Teleticino e Radio 3i, due emittenti finanziate fino al 50% con i soldi pubblici del canone. Non pensa che il CT, testata della carta stampata, beneficerà così, anche se indirettamente, dei contributi pubblici che vanno ad una Tv e una Radio sotto  il suo controllo?
"Assolutamente no. La legge è chiarissima. I soldi del canone sono solo per la produzione televisiva e radiofonica. Inoltre l'Ufficio federale delle comunicazioni controlla e spulcia i bilanci anche per impedire riversamenti trasversali di fondi".
Non le pare, comunque, una situazione quantomeno anomala?
"Per nulla. In Svizzera la meta delle Radio e due terzi delle Tv private appartengono a gruppi editoriali che fanno capo a giornali leader".
Resta il fatto , che grazie a questa nuova piattaforma multimediale, il CdT avrà una posizione di forza, e finanziata anche coi soldi pubblici, sul mercato pubblicitario. Non la ritiene una distorsione della concorrenza?
" No, perche in Ticino ci saranno tre poli mediatici: il nostro, quello della Rsi e  il gruppo che fa capo al quotidiano la Regione, con Ticinonline, 20 minuti e Radio Fiume Ticino che, peraltro, riceve più soldi del canone di Radio 3i. Con tre distinti poli mediatici sul mercato pubblicitario non vedo nessuna distorsione della concorrenza"
Come mai suo padre ha deciso di vendere le sue quote azionarie?
"Contrariamente a quanto detto e scritto, la famiglia Lombardi non vende niente. C'è stato solo un aumento di capitale della società da 3 a 7 milioni e noi partecepiamo a questo aumento in misura minore degli altri soci".
ldagostino@caffe.ch
(1-continua)
08.04.2012


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