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Dal 2001 al 2012 oltre 46mila dipendenti pubblici in più
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Con le casse piene
aumentano gli impiegati
MASSIMO SCHIRA


Quando le finanze pubbliche sorridono, cresce il numero di dipendenti statali. L'equazione è confermata dalle recenti cifre pubblicata dalla banca dati dei cantoni e delle città svizzere (Badac), che ha quantificato in 46.376 i nuovi posti a tempo pieno creati da Comuni e Cantoni tra il 2001 e il 2012 (ultimi dati elaborati). Una crescita che si concentra soprattutto nelle amministrazioni cantonali, ma che non risparmia anche alcuni comuni, soprattutto in Romandia e a Zugo. "Dopo un periodo piuttosto lungo in cui alla spesa pubblica si metteva un tetto piuttosto severo, si è tornati ad investire nello Stato - spiega Christophe Keller, responsabile delle analisi Badac -. Si è innescato una sorta di effetto di rincorsa e la crescita è stata più rapida. Anche se il più 17 per cento registrato corrisponde anche alla crescita della popolazione attiva".
Una situazione comunque piuttosto differenziata nel Paese con regioni e cantoni maggiormente in crescita rispetto ad altri. Il legame con la situazione finanziaria e "geopolitica", secondo gli esperti del Badac è chiaro. "Non c'è dubbio che vi sia una connessione diretta con la situazione economica delle finanze pubbliche - osserva Christoph Keller -. In generale, in Svizzera la situazione è buona e quindi le amministrazioni sono tornate ad assecondare maggiormente le richieste di servizi da parte della popolazione. Assumendo quindi nuovi impiegati". Impiegati che si occupano di tutti i settori dello Stato o del comune: giustizia e polizia, gestione del territorio, attività a sostegno dell'economia, attività nel campo della sanità o del sociale, così come nell'educazione pubblica. Non è quindi un caso se il Ticino registra uno dei cali più marcati a livello pluriennale (8% in meno nel 2012 rispetto al 2001) dell'intera Svizzera con Glarona, Sciaffusa e Svitto.
Anche la tendenza nazionale alla fusione tra comuni non sembra aver intaccato le statistiche. Se il numero totale di dipendenti comunali registra un trend in calo rispetto a quelli cantonali, le aggregazioni anche secondo le statistiche non stanno aiutando. Anzi. "È complesso spiegare l'effetto delle fusioni sul numero di impiegati pubblici - commenta ancora Keller -. Quando i politici propongono un progetto aggregativo, uno degli argomenti a favore è quasi sempre quello del risparmio grazie ad una miglior gestione dell'amministrazione. In realtà le cose stanno un po' diversamente. Perché vi sono diversi meccanismi che si innescano. Uno di questi è la professionalizzazione. Quando un comune diventa più grande, cerca automaticamente di avere impiegati più formati e specializzati nei vari settori". Anche perché, ad esempio nella gestione del territorio e in materia urbanistica i rapporti con le autorità cantonali sono sempre più complessi e una corretta gestione passa anche da personale maggiormente qualificato.
Il rapporto tra aggregazioni e risparmio sull'amministrazione, insomma, è lungi dall'essere statisticamente dimostrabile. "Bisognerebbe analizzare caso per caso - prosegue Christoph Keller -. Ma il segnale in generale è questo ed è abbinato ad una maggiore richiesta di servizi da parte della popolazione, che porta ad un numero di impieghi anche maggiore rispetto alla situazione precedente l'aggregazione. Nel canton Vaud, ad esempio, è un trend piuttosto chiaro". A questa evoluzione, soprattutto nelle regioni con maggiori difficoltà nelle finanze pubbliche come il Ticino, va certamente aggiunta una certa tendenza a riversare sui comuni nuovi compiti, finora gestiti dalle amministrazioni cantonali (vedi articolo in basso).  Vi sono poi realtà in cui la media nazionale di 36,8 impiegati pubblici ogni 1000 abitanti è nettamente superata. È il caso di Ginevra o Basilea Città, dove i valori sono in costante aumento Si tratta però di città-cantone, in situazioni geografiche molto particolari e con un numero di personale nell'amministrazione pubblica storicamente piuttosto elevato. Al contrario, anche grandi cantoni come Zurigo e Berna hanno visto cambiare molto la situazione dell'impiego pubblico negli ultimi anni. In totale, gli esperti calcolano che le autorità zurighesi e bernesi hanno cancellato non meno di 7.000 posti di lavoro dal 2001. Pur mantenendo un trend positivo (rispettivamente +3% e +8%) che conferma l'inversione di tendenza registrata a livello nazionale negli ultimi anni. Tolti Ginevra e Basilea Città, ad essere invece primatisti nella crescita dell'impiego pubblico sono Vaud (+18%) con la creazione di oltre 2.200 impieghi negli ultimi anni, Zugo (+29%) e Giura (+15%).
27.09.2015


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