L'analisi del politologo Stojanovic sul dopo Burkhalter
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'La scelta unica Plrt?
Figlia della politichetta'
STEFANO PIANCA


Non parlerei di arroganza. Ma puntare tutto su Cassis per il Plrt  è certamente una strategia colma di rischi". Sono passati pochi minuti dall’annuncio ufficiale a Camorino e il politologo Nenad Stojanovic, 41 anni, collaboratore del Centro per la democrazia di Aarau, sta seguendo la diretta streaming da Camorino. "Cassis mi sembra molto teso. Da oggi a settembre dovrà cambiare atteggiamento e presentarsi in molto molto più pacato, posato e, come dicono i francesi, ‘souverain’. Con quella sicurezza da uomo di Stato che si chiede a un consigliere federale".
Il Plrt ha mosso per primo, facendo avanzare il solo consigliere nazionale. Ora giocheranno gli altri. Che scenari immagina?
"Naturalmente, come sempre in questi casi, solo a metà settembre, a elezione fatta, si potrà dire se si è trattato di una strategia buona o sbagliata per il Ticino. Tuttavia il rischio più grosso che vedo è che i romandi presentino ora una candidatura femminile collocata un po’ meno a destra di Cassis. Già questo basterebbe per spostare, faccio una stima di massima, almeno cento voti del parlamento sulla scelta romanda".
E questa è la prima zavorra che penalizza il ticinese...
"Certo perché tutti i socialisti, tutti i verdi, tutti i verdi liberali, un terzo del Ppd e, secondo me, anche un terzo del Plr voterebbero l’alternativa a Cassis. Contro di lui i parlamentari romandi del suo stesso partito, ma anche gli svizzero-tedeschi maschi che, con l’elezione di una donna, non si vedrebbero in futuro bloccata la strada".
La collocazione politica peserebbe più del fattore regionale?
"Certo in parlamento contano la questione linguistica, regionale o la rappresentanza femminile, ma molto di più, alla fine, pesa la vicinanza politica".
Davanti a questa prospettiva si può parlare di scelta arrogante da parte dei vertici del Plrt?
"Non la definirei arroganza. Penso che loro, da persone intelligenti, abbiano soppesato i pro e i contro e siano giunti alla conclusione che è meglio presentarsi con una sola candidatura. Secondo me sono anche consapevoli dei rischi, ma avranno valutato le chanche di successo maggiori. Ma credo ci sia anche un altro ragionamento...".
Quale?
"Più che essere interessanti all’elezione di un italofono, la mia impressione critica verso il Plrt è che pensino alle loro piccole storie locali di ‘politique politicienne’. Al fatto che un Cassis eletto libererebbe un posto per Rocco Cattaneo. Chi invece non voleva una doppia o tripla scelta con Vitta temeva che il subentrante Michele Bertini avrebbe chiuso la strada ad Alex Farinelli...".
Per evitare questo domino, si è minimizzata la seconda zavorra di Cassis, le casse malati di cui è lobbista?
"È l’altro aspetto che mette un’ipoteca rischiosa sul consigliere nazionale ticinese. Si può essere certi che da qui all’elezione Cassis per due mesi sarà messo sotto pressione dai media. Che cercheranno anche l’eventuale scheletro o la vicenda più piccola che lo sfiora. In più, bisogna considerare che Cassis stesso comporta rischi per il Plr nazionale in quando molti elettori sono preoccupati per l’aumento dei premi delle casse malati. Questa non è la miglior operazione simpatia".
Se, da consulente, dovesse suggerire a Cassis come superare questa fama negativa, cosa gli consiglierebbe?
"Innanzitutto credo che dovrà fare un grande lavoro di convincimento per spiegare che questo suo lavoro per Curafutura (ndr. retribuito con 180mila franchi l’anno) è un lavoro come tanti in un parlamento di milizia e che non va a scapito dei cittadini consumatori. Non sarà facile. Ma dovrà lavorare anche su come presentarsi per ispirare fiducia. Ancora oggi non ci siamo".

spianca@caffe.ch
@StefanoPianca
16.07.2017


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