La presidente delle donne liberali, Doris Fiala e le candidate
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"Dopo il no a Sadis,
Moret e De Quattro"
MASSIMO SCHIRA


Dopo essere riuscite a far eleggere la prima donna in Consiglio federale - era il 1984 e la prescelta fu Elisabeth Kopp -, dal 1989 le donne liberali radicali svizzere sono in attesa che una rappresentante femminile del Plr torni in governo. Ma, forse, il nome tanto atteso non sarà quello della ticinese Laura Sadis, visto che la sezione cantonale ha preferito puntare solo su Ignazio Cassis. "Non siamo sorprese dalla scelta ticinese, perché Cassis è un candidato ottimo, apprezzato non solo all’interno del gruppo parlamentare liberale radicale, ma anche dagli altri partiti - commenta la presidente delle donne Plr, Doris Fiala -. Non solo a livello politico, ma anche umano. Detto questo è tanto, troppo tempo che una donna liberale manca in governo. E il nome di Sadis non è ancora fuori dal gioco. Molte cose possono cambiare".
Il nome di Sadis sarà riproposto dalle donne liberali per completare il "ticket"?
"Onestamente non credo che lo sarà in modo diretto. Intendiamoci, Sadis non è affatto fuori dai giochi e avrebbe tutte le qualità per svolgere al meglio il compito in governo, ma credo che si parlerà molto anche dei nomi delle romande Moret e De Quattro. Molto dipenderà anche dalle strategie messe in atto dagli altri partiti. Nella corsa al Consiglio federale si sale in fretta a livello di quotazioni, ma le sorprese sono sempre possibili. ‘Les jeux ne sont pas faits’, come si dice in queste occasioni".
Le donne liberali sosterranno a tutti i costi la candidata femminile?
"Il nostro principale obiettivo è quello che la donna liberale in governo resti un tema, che, come in questo caso, non si parli solo di Ticino, ma anche di donne. E se sarà per questa volta, per sostituire Burkhalter, bene".
Se non dovesse essere eletta una donna?
"Se dovremo attendere la successione di Schneider-Ammann, andrà bene lo stesso. Anche in quel caso, senza voler peccare di arroganza, abbiamo delle figure perfettamente all’altezza, come la presidente Petra Gössi o Karin Keller-Sutter. L’importante, allora, sarà di proporre un ticket con due donne con la necessaria convinzione".
La scelta ticinese di presentare solo un candidato uomo non vi ha un po’ deluse?
"Le strategie sono sempre state fondamentali quando si tratta di eleggere un membro del governo, perciò capiamo bene quelle della sezione ticinese. No, non percepiamo la candidatura Cassis come un’imposizione".
Appoggerete quindi con convinzione la candidatura ticinese?
"Per la coesione nazionale quella ticinese è una richiesta che appoggiamo. Non credo che il parlamento sceglierà di proseguire con tre romandi. Anche per noi donne liberali, Cassis è una figura molto adatta al ruolo. L’estate, però, è ancora lunga e i giochi non sono fatti. Anzi. Sarà una partita a scacchi. E anche Sadis…".

m.s.
16.07.2017


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