I temi della politica che terranno banco dopo l'estate
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CLEMENTE MAZZETTA


Dopo le vacanze il governo riprende a discutere di riforme fiscali, piani regolatori, sanità, sicurezza, scuola. Con l’intermezzo per la politica cantonale del 20 settembre quando a Berna  deciderà la corsa di Ignazio Cassis al governo federale. Ecco il vortice
dei temi che terranno banco nel prossimo autunno.

L’obiettivo di fondo del governo, quello del pareggio finanziario entro il 2019, sarà raggiunto forse già a fine anno. Ed è un risultato che s’innesta su tagli e risparmi per ulteriori 15/20 milioni aggiuntivi proposti da Lega, Plrt e Ppd.  Chiesti inizialmente come manovra aggiuntiva sul bilancio in corso, andranno ad aggiungersi alla tabella del governo sul preventivo del 2018. Terranno banco nel prossimo autunno, assieme alle annunciate riforme di Christian Vitta sul fronte fiscale   e di Manuele Bertoli su quello scolastico. Con Vitta al fronte  anche per la legge d’applicazione sul salario minimo. Sia il consigliere di Stato del Plrt che quello del Ps, saranno al centro del dibattito dei prossimi mesi, in un clima che si preannuncia più difficile per Bertoli che deve contrastare i pregiudizi sulla sua "Scuola che verrà".
Ma il dopo vacanze per il governo, che riprende le sue sedute questa settimana, si presenta caldo sul piano politico, per due motivi. Il primo è ancora il caso Argo1, l’agenzia di sicurezza che ha ricevuto dal Dss un mandato milionario per la sorveglianza dei centri dei richiedenti d’asilo, senza rispettare le procedure sugli appalti. Un caso che rischia di scoppiare fra le mani della politica, visto che Giorgio Galusero, deputato plrt, non sembra accontentarsi di quanto emerso dall’esame della sottocommissione incaricata dalla Gestione.  Galusero insiste per una commissione parlamentare d’inchiesta.  Fatto che potrebbe innescare una guerra di tutti contro tutti Con il presidente del Ppd Fiorenzo Dadò che non starebbe tranquillo a vedere sulla graticola il proprio ministro: ha già messo le mani avanti chiedendo un esame esterno sui  mandati della Pubblica Amministrazione degli ultimi 5 anni.
Ad accendere l’autunno della politica ticinese ci sarà, il 20 settembre, l’elezione del successore Didier Burkhalter col Plrt che ha puntato tutto sul consigliere nazionale Ignazio Cassis. Fatto che ha rimesso in fibrillazione le ali del partito. In casa leghista, invece, i due ministri continuano a cavalcare i rispettivi cavalli di battaglia. Norman Gobbi punta tutto sulla sicurezza, sulla difesa dei confini, sul rilancio della polizia. L’altro, Claudio Zali, si cimenta con la revisione del piano direttore cantonale che coinvolgerà tutti i piani regolatori comunali. Una consultazione che durerà quattro mesi e che toccherà molti nervi scoperti.

cmazzetta@caffe.ch
@clem_mazzetta


Norman Gobbi ISTITUZIONI
Ora la sicurezza è giocata sui due fronti interni-esterno
Dei delitti e delle pene. Per Norman Gobbi, ormai entrato negli "anta" (ha compiuto 40 anni quest’anno) sarà un autunno decisivo sul fronte della sicurezza. Il ministro leghista ha  lanciato ai primi di luglio la consultazione sulla riforma del diritto sanzionatorio, un adeguamento della legislazione cantonale rispetto a quella federale che entrerà in vigore il primo gennaio del 2018, ma ha ancora sul tappeto una serie di questioni irrisolte. Prima di tutto la gestione dei flussi migratori. Poi le riforme "epocali" da "Giustizia 2018" a "Ticino 2020" sui comuni ticinesi da ridursi a 27. Sempre aperto il dossier "Polizia ticinese",  la verifica della collaborazione tra polizie negli otto circondari istituiti sul territorio cantonale. Gobbi ha messo la sicurezza al primo posto: sia quella  esterna, con la gestione delle frontiere contro un possibile aumento di profughi e asilanti - solo un anno fa aveva sostenuto l’idea di chiudere le frontiere chiedendo a Berna l’invio di militari - ,  sia quella interna, con la  ristrutturazione dell’Ufficio migrazione.  Su questo fronte, dopo aver subito l’abolizione - per ora solo teorica - dell’obbligo di richiedere i certificati del casellario giudiziale per il rinnovo dei permessi dei  frontalieri, ha introdotto un  nuova procedura per la richiesta di permessi "G" con contemporanea chiusura dello sportello del Servizio regionale di Agno. A settembre saranno chiusi tutti gli altri sportelli dei Servizi regionali: tutte le domande dovranno essere fatte con formulario elettronico.  Una riforma anche a fini economici, che dovrebbe far dimenticare lo scandalo dei "permessi  facili " scoppiata ad inizio anno  con tanto di  gaffe internazionale del ministro leghista: "È stato un errore dare quell’incarico ad un italiano".


Manuele Bertoli EDUCAZIONE E CULTURA
La nuova scuola senza livelli sotto l’esame del parlamento
Esame di riparazione per Manuele Bertoli. Al rientro delle vacanze il consigliere di Stato socialista dovrà convincere il parlamento, le forze politiche e soprattutto il corpo insegnanti  della bontà della sua "Scuola che verrà". La riforma scolastica che introduce nuove modalità didattiche, elimina i livelli e perfezione il modello inclusivo della formazione obbligatoria,  lo scorso anno aveva suscitato numerose contestazioni. Anche dal corpo docenti, che viene considerata come una forte base elettorale del Ps, oltre che da quello politico. Tanto che la Commissione parlamentare della Gestione, lo scorso dicembre ritenne opportuno stralciare dal Preventivo 2017 del Cantone il mezzo milione di franchi per una prima sperimentazione.
Ora il ministro socialista ci ritenta. E presenta un modello che, grazie ai numerosi riscontri del mondo della scuola, è stato ampiamente rivisto rispetto a quello presentato nel mese di aprile 2016.  Con qualche imprevisto "finanziario". La messa a regime della nuova riforma costerà di più.
Si stima una spesa annua ulteriore di è 34.5 milioni  (contro i 32 previsti inizialmente. Di questi 25.5 saranno a carico del Cantone e 9 a carico dei Comuni.  Per Manuele Bertoli  l’adeguamento si è reso necessario per aver integrato nel progetto molte delle proposte di cambiamento avanzate nel quadro della consultazione. Il parlamento dovrà decidere su una prima fase. I costi per la sperimentazione  che dovrebbe  iniziare l’anno prossimo in tre istituti cantonali e tre comunali sono stati quantificati in  due  milioni per anno scolastico: sei milioni in tutto (di cui a 5,31 milioni per il Cantone e 0.69 milioni per i Comuni).  Se tutto funziona la scuola che verrà potrà partire nel 2022.


Christian Vitta ECONOMIA E FINANZE
Riemerge la "nuova fiscalità" sgravi per persone e aziende
Riforma fiscale, aiuto alle stazioni di sci, nuove misure per il mercato del lavoro dopo il primo pacchetto del 2015. Sembra un "ritorno al passato" quello di Christian Vitta. Il passato del sostegno alle imprese e degli sgravi fiscali che aveva caratterizzato la politica economica del Plrt fino ad una decina d’anni fa.
Il ministro liberale radicale, che può vantare dalla sua l’elaborazione di una serie  di misure bilanciate fra sostegno sociale e sgravi per  aziende che aveva fatto approvare dal Ticino la Riforma III delle imprese, ha messo sul tavolo del governo la sua riforma fiscale.  Si tratta di  proposta "bilanciata" che intende agevolare sia le aziende, sia le persone fisiche e che dovrebbe contemplare anche politiche di sostegno sociale. In pratica un colpo al cerchio e una alla botte. Vitta ha già dichiarato di pensare ad una riduzione dell’imposta sulla sostanza, mentre per le aziende di aver valutato una defiscalizzazione degli investimenti per le start-up innovative domiciliate nel nostro cantone. Il contenuto della proposta terrà banco a settembre. Così come il finanziamento di 5,4 milioni di franchi degli impianti di risalita di Airolo, Bosco Gurin, Campo Blenio, Carì e Nara per le stagioni invernali dal 2017/18 al 2020/21. In un Ticino che  ha registrato un inverno deludente, con le stazioni sciistiche in perdita e con un calo dell’8,8% di affluenza, il finanziamento viene giustificato dal fatto che in passato ogni franco loro versato di sussidio cantonale avrebbe generato ben 14 franchi di "effetto moltiplicatore" in tutto il Ticino. Altro tema spinoso sul tavolo del ministro è quello del salario minimo. Con toni che si stanno già arroventando in queste settimane.


Paolo Beltraminelli SANITÀ E SOCIALITÀ
Un occhio ai temi della sanità e l’altro alle decisioni su Argo1
Più che la pianificazione ospedaliera, più che il rapporto e fra ospedali e cliniche private, più che il destino del Cardiocentro, più che l’ospedale unico (chiesto da 38 deputati), Paolo Beltraminelli rischia un autunno caldo per il caso Argo1, l’agenzia di sicurezza che ha ricevuto dal Dipartimento sanità e socialità (Dss) un mandato milionario per la sorveglianza dei centri dei richiedenti d’asilo senza osservare la legge sulle commesse pubbliche. Al momento il governo, dopo il rapporto della Sottocommissione della Gestione, ha fatto quadrato attorno a Beltraminelli. Ma a settembre la questione potrebbe riesplodere. Giorgio Galusero, il parlamentare del Plrt, ha chiesto di valutare l’opportunità di una commissione parlamentare d’inchiesta.  Dopo le vacanze estive si potrà sapere qualcosa di più.
Intanto Beltraminelli ha messo a punto una serie di proposte assieme al Dfe per migliorare la compatibilità lavoro-famiglia. Garantendo maggiori risorse al ceto medio  per strutture d'accoglienza, ma anche con aiuti concreti ai familiari che curano i propri anziani e persone con disabilità. Sul suo tavolo anche la nuova legge sull’Eoc, il potenziamento dell’ufficio sostegno sociale, il progetto del nuovo ospedale di Acquarossa e il consolidamento del centro di Camorino per richiedenti l’asilo. E sempre sul caso "Argo1", che potrà monopolizzare il quadro politico a settembre, non si sta con le mani in mano:  Fiorenzo Dadò, presidente del Ppd,  ha chiesto una verifica capillare a 360 gradi "tramite mandato esterno" sulla correttezza delle procedure nell’ambito di mandati diretti concessi negli ultimi cinque  anni dal Cantone. Come dire se andate avanti su questo fronte, noi non ci tiriamo indietro. Anzi.


Claudio Zali TERRITORIO
La pianificazione urbanistica ora ha il marchio della Lega
Linee guide online sui piani regolatori, retromarcia sul tesserino dei funghi (ritirato dopo due anni di discussioni), faccia feroce con la Lombardia sui collegamenti ferroviari con Malpensa,Claudio Zali continua a recitare il ruolo del leghista atipico. Quello che protesta con veemenza contro le inadempienze della vicina Italia, ma che sa anche ritornare ragionevolmente sui propri passi quando gli si spiega il perché e il per come. Che fa sue alcune battaglie della Lega (contro i frontalieri), ma che ne cavalca di nuove (contro l’inquinamento).  Il ministro leghista ora ha lanciato la consultazione sul piano direttore. L’obiettivo è quello di contenere lo sfruttamento del suolo puntando  prioritariamente le attuali zone edificabili. Una politica di rinnovamento, di rifacimento di edifici esistenti, di una riqualificazione urbanistica di quartieri, di trasformazione di fondi poco sfruttati, di riconvertire le aree dismesse.
Il tutto  per dare così  priorità̀ alla concentrazione di abitanti e posti di lavoro in luoghi strategici, centrali, dotati di servizi per la popolazione, ben allacciati al trasporto pubblico, lungo gli assi stradali urbani.  Una politica lontanissima dai proclami della prima  Lega. La consultazione non durerà i soliti 30 giorni, ma ben quattro  mesi, fino ad ottobre. Coinvolgerà tutti i comuni chiamati a fare un  "Programma d’azione per lo sviluppo centripeto di qualità̀" degli insediamenti, aggiornando i propri Piani regolatori. Pensare che per molto meno negli anni 60 Pietro Martinelli, Diego Scacchi, Flavio Cotti furono "stracciati". La legge urbanistica del 1967, che metteva i primi paletti, nonostante il sostegno trasversale di radicali, socialisti, conservatori, fu sonoramente bocciata dal popolo nel referendum del 1969.
20.08.2017


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Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
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Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
18.10.2017
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
13.10.2017
Concorso letterario "Castelli di carta" – Cerimonia di premiazione, martedì 24 ottobre 2017, ore 18.30
13.10.2017
Aggiornata la pagina Protezione ABC con la pubblicazione dei dati statistici inerenti gli interventi del picchetto NOI nel 2016 [www.ti.ch/protezioneabc]
04.10.2017
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 16 ottobre 2017.
28.09.2017
Pubblicati i dati statistici del passaggio di autobotti con merci pericolose sull'autostrada A2 presso Coldrerio nel 2016 [www.ti.ch/protezioneabc]
26.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2017
25.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2017
18.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2017

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