Intervista del Caffè ad Isabelle Moret, la sfidante di Cassis
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"Ma quale lobbista!
H  si batte per tutti"
STEFANO PIANCA


L’associazione H  ha una misione d’interesse pubblico e tre quarti dei nostri membri sono ospedali pubblici". Non ci sta la consigliera nazionale Isabelle Moret ad essere accusata di lobbismo per il compenso che riceve come presidente dell’associazione degli ospedali svizzeri e lo dice chiaramente in questa intervista al Caffè. La prima sulla stampa  della Svizzera italiana della candidata plr alla successione di Burkhalter. "Lo stesso direttore generale dell’Ente ospedaliero cantonale Giorgio Pellanda - prosegue Moret - è membro del comitato. Il nostro obiettivo con H  è che tutti in Svizzera possano avere un accesso rapido alle cure ospedaliere".
Sempre nella sanità qual è il suo impegno?
"Mi batto per diminuire i costi della salute. Due misure concrete, tra le altre: una migliore sorveglianza dei prezzi dei medicamenti e quando è possibile operare in ambulatorio piuttosto che nello stazionario. Mi sono spesa anche molto per una nuova legge sulla sorveglianza dell’assicurazione malattia che renda più trasparenti i premi e impedisca che certi cantoni paghino premi troppo elevati per rapporto ai costi che generano, come è stato il caso per il Ticino".
Perché l’elezione di Isabelle Moret non dovrebbe essere vista come una notizia negativa per il Ticino?
"Sono la non-italofona che più si è battuta per gli italofoni. Ho anche proposto un Consiglio federale a nove membri, ciò che garantirebbe una maggiore rappresentanza degli italofoni e dei romandi. Nel quadro dell’attuazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa sono inoltre riuscita a introdurre una clausola regionale, grazie alla quale i cantoni possono adottare misure differenti. La situazione dei cantoni di frontiera come il Ticino, o Vaud, è infatti differente da quella dei cantoni della Svizzera centrale".
Quanto conosce una realtà come quella della Svizzera italiana?
"Conosco molto bene il Ticino, che visito più volte all’anno da quando sono piccola. La mia famiglia, sparpagliata in tutta la Svizzera, si ritrova infatti a Caslano".
Isabelle Moret come si descriverebbe in poche parole?
"I miei punti di forza? Il mio dinamismo, la combattività con la quale difendo le mie idee e inoltre la mia capacità di dialogare con tutti i partiti così da riuscire a trovare dei compromessi. Ho lavorato, ad esempio, con la sinistra sulla politica familiare. Con l’Udc, invece, mi sono impegnata per accelerare le procedure d’asilo, sempre nel rispetto della tradizione umanitaria della Svizzera".
Se il Ticino avesse candidato anche Laura Sadis, e non solo Ignazio Cassis, lei si sarebbe lo stesso presentata?
"Questo sarebbe stato un elemento molto importante nella mia riflessione. Scegliendo di presentare un solo candidato, il partito liberale radicale ticinese ha chiaramente aperto la porta a una candidatura romanda. Anche perché Petra Gössi (la presidente del Plr nazionale, ndr) auspicava più di una candidatura".
Così finisce l’intervista col Caffè della sfidante di Ignazio Cassis, mentre la consigliera nazionale vodese è in viaggio sul treno che la porta da Berna al Ticino. Un viaggio che altri sperano di fare in senso inverso. spianca@caffe.ch
20.08.2017


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