Le strategie del Plr non convincono politologi e politici
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"Questa campagna
è fatta per il partito"
MASSIMO SCHIRA


Si è sviluppata su binari assai inconsueti la campagna di avvicinamento al 20 settembre, giorno dell’elezione del successore di Didier Burkhalter in Consiglio federale. Isabelle Moret, Pierre Maudet e Ignazio Cassis - tutti e tre inseriti nel ticket liberale-radicale proposto all’Assemblea federale - sono infatti stati al centro di una sorta di "Tour de Suisse" tra gli elettori, quasi come se il voto per l’entrata in governo fosse popolare. "A dettare questa strategia è stato il Plr nazionale - spiega al Caffè il politologo Nenad Stojanovic -. Si è voluto approfittare dell’occasione per mettere quanto più possibile in luce il Plr girando per la Svizzera. Per certi versi è stata una campagna più per il partito che per i candidati".
Una scelta strategica dettata da un personaggio importante, che lavora però in gran parte dietro le quinte del partito. "È il segretario generale del Plr, Samuel Lanz - conferma Stojanovic -. Una figura piuttosto lontana dai riflettori che ha però un peso molto grande nel partito. Forse addirittura superiore a quello della presidente, Petra Gössi". L’idea di Lanz di cavalcare l’onda della successione di Burkhalter ha portato i candidati ad incontrare la base liberale radicale nelle differenti regioni del Paese. "Si è trattato anche di offrire alla base l’occasione per avvicinarsi a temi di respiro nazionale, mentre normalmente nelle sezioni ci si occupa più che altro di temi locali o cantonali - conferma il politologo -. Un’opportunità di ‘fare gruppo’ e scambiare quattro chiacchiere con i pretendenti ad un seggio in governo. Per motivare le truppe, per così dire".
Anche l’opzione di presentare tre candidati all’Assemblea federale, secondo i politologi, è più una questione interna al partito, che un segnale verso l’esterno. "Si è trattato in primo luogo di non offendere nessuno - conferma Iwan Rickenbacher -. Non si offendono le donne, perché c’è Moret, non si offendono i romandi, perché ce ne sono due e, soprattutto, non si fanno torti ai ticinesi. Per Moret la corsa sarà difficile, per la presenza del vodese Parmelin in governo. Credo che la corsa sarà Cassis, favorito, contro Maudet".
Secondo chi sarà invece chiamato a scegliere il sostituto di Burkhalter, le strategie del Plr non sono sempre comprese fino in fondo. "Devo dire che sono deluso dalla tripla candidatura proposta dal Plr. Perché al di là delle persone, due, cioè Ignazio Cassis e Isabelle Moret, sono, come si sa, lobbisti della sanità. Avrei preferito candidati con le mani libere, non portatori di specifici interessi", spiega il consigliere nazionale bernese Corrado Pardini. "Detto questo - aggiunge Pardini - ritengo strategicamente sbagliata la scelta di non presentare da subito due ticinesi, magari un uomo e una donna, dunque Cassis e Laura Sadis. In questo modo è stata aperta la porta ad altri candidati, come è puntualmente avvenuto.  Quando incontrerò Cassis con il mio gruppo gli chiederò conto su bilaterali e misure di accompagnamento. Mi dovrà convincere". Punta molto sulle audizioni anche Jean-François Rime. "Prima di parlare con i tre candidati non vale la pena fare pronostici - sottolinea il deputato Udc friborghese -. Che siano due o tre, in realtà, poco conta, è la loro visione politica ad essere decisiva".

m.s./m.sp.
03.09.2017


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