I temi caldi verso gli "interrogatori" ai candidati ministri
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'Le risposte ai colloqui
sono spesso decisive'
MASSIMO SCHIRA


Politica estera e rapporti con l’Europa, socialità, indipendenza e neutralità, finanze, aiuto allo sviluppo, immigrazione e gestione dell’emergenza migranti… Dovranno essere preparati a 360 gradi i tre candidati (Cassis, Moret e Maudet) alla successione di Didier Burkhalter che, a partire dai prossimi giorni, verranno "interrogati" dai gruppi parlamentari alle Camere federali, gruppi che vogliono arrivare all’elezione del 20 settembre con meno incognite politiche possibili sul profilo migliore per il governo.
Ma cosa chiederanno i parlamentari delle altre "frazioni" ai candidati? Ce n’è per tutti i gusti. "Questi ‘hearings’ possono sembrare banali, perché tutto sommato i candidati sono conosciuti, ma risultano spesso decisivi nella scelta di un partito tra un nome e l’altro - spiega al Caffè il capogruppo socialista, Roger Nordmann -. Anche se non è detto che tutto il gruppo sosterrà lo stesso candidato, è chiaro che conoscere a fondo le posizioni dei pretendenti sui principali temi dell’attualità politica è molto importante per la scelta. Nelle ultime occasioni le risposte nei colloqui sono state l’ago della bilancia. Le domande? Possono variare, passando dal livello istituzionale a quello personale e i grandi temi saranno certamente politica interna, Europa e migranti".
Sull’altro fronte dell’emiciclo, il capogruppo udc, Adrian Amstutz evidenzia anche altre  probabili domande ai candidati. "Per noi temi come l’asilo, la politica migratoria e la gestione delle finanze sono centrali - precisa -. Senza chiaramente dimenticare di far spiegare ai candidati la loro visione di concetti fondamentali per la Svizzera come indipendenza e neutralità. Ma tutti i temi della politica nazionale possono essere oggetto di domande".
E al centro dell’emiciclo? Anche per i popolari democratici, sono i temi "cari" al partito ad essere al centro dell’attenzione. "Federalismo, rispetto delle minoranze linguistiche, socialità, previdenza sociale e politica estera saranno sicuramente toccati - conferma il capogruppo alle Camere, Filippo Lombardi -. Tutti i membri del gruppo hanno però libertà di porre delle domande, anche se il tempo di solito è limitato a 30 minuti per candidato. Ascolteremo le risposte con grande interesse e in seguito decideremo sulla strada da seguire verso l’elezione vera e propria"
Anche per le formazioni con forza elettorale minore rispetto a socialisti, democentristi e democristiani, la possibilità di approfondire la conoscenza dei candidati è un’occasione da sfruttare al meglio. "In questo caso, se ne va il ministro degli esteri, quindi le nostre domande saranno centrate sulla politica estera, indipendentemente dal fatto che il futuro consigliere federale riprenda lo stesso dipartimento, oppure no - afferma la capogruppo borghese-democratica Rosemarie Quadranti -. Chiederemo però anche garanzie sulla politica sociale del futuro e cercheremo di approfondire la personalità dei pretendenti".

m.s.
03.09.2017


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