Viaggio nelle città, Bellinzona secondo il sindaco Branda
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"Il mio primo compito
è far funzionare la città"
CLEMENTE MAZZETTA


Poteva indicare il centro intermodale alla stazione di Bellinzona, i cui lavori inizieranno fra qualche mese, o la nuova sede dell’Istituto di ricerche in biomedicina, che partirà grazie ad un finanziamento  comunale di 12 milioni. No, Mario Branda, sindaco della nuova Bellinzona da pochi mesi, indica un altro obiettivo prioritario per il 2018: "Far funzionare  bene questo nuovo Comune. Dobbiamo approntare tutti gli strumenti di lavoro sul piano legislativo e organizzativo, assicurando allo stesso tempo la qualità dei servizi ai nostri concittadini, cosicché non rimangano delusi".
La vostra sarà una legislatura breve, tre anni.
"Breve ma non sarà di transizione. In questi tre anni si decideranno i destini di Bellinzona. Vogliamo posare i binari per costruire la nuova città che ci siamo prefissi".
L’obiettivo prioritario per il 2018 l’aggregazione dunque?
"Sì, ci siamo presi l’impegno di realizzare questa aggregazione, stiamo mettendo a punto la macchina organizzativa: abbiamo appena presentato il nuovo regolamento comunale, il nuovo sistema previdenziale dei dipendenti comunali. Sono in dirittura d’arrivo il regolamento del personale, quello sulla costituzione della nuova azienda pubblica multiservizi e il preventivo 2018 che unifica la contabilità e le finanze di 13 comuni".
Avete pensato  al futuro della nuova città?
"Pensiamo di mettere in campo una serie di progetti strategici. Ma prima di questo dobbiamo mettere a punto l’organizzazione del nuovo comune: Solo così potremo raggiungere gli obiettivi prefissati".
A quali progetti strategici si riferisce?
"Parlo del nuovo ospedale di Bellinzona, della valorizzazione dei castelli, che diventeranno un’attrazione culturale e turistica a livello internazionale, della nuova sala congressi della città, dei progetti di valorizzazione della montagna della sponda destra, della sistemazione completa del viale della stazione fino alla realizzazione di una nuova fermata del treno, in piazza indipendenza a Bellinzona".
Si continua dunque il cantiere dopo la stazione centrale...
"Concluderemo il viale fino in cima alla stazione, dove fra tre mesi  inizieranno i lavori per il nuovo centro intermodale per i trasporti, con le pensiline per le fermate dei bus. Successivamente a 200 metri dal municipio sarà realizzata  la nuova fermata del treno che servirà i pendolari che arrivavo quotidianamente in città sgravando le strade di accesso di traffico".
E per la nuova pianificazione della città?
"L’obiettivo nel 2018 è quello di approntare un concorso per la realizzazione di una serie di master plan, piani direttori, che definiranno i criteri del nuovo piano regolatore della città".
Cosa rappresenta per voi il polo biomedico?
"La nuova sede dell’Istituto di ricerca in biomedicina (Irb), sarà una struttura che ospiterà 250 ricercatori provenienti da ogni parte del mondo. Dovrebbe entrare in funzione nel 2020. Nel nostro piccolo, abbiamo l’ambizione di cercare qualcosa di nuovo e dare un impulso socio economico a tutta la regione. Una volta che ci siamo   dati gli strumenti istituzionali ed economici, possiamo pensare in modo concreto a questi progetti che cambieranno il volto della città".
Resta la questione delle Officine, visto che le Fss stanno valutando la costruzione di un nuovo stabile fuori Bellinzona.
"Su questa questione la Città la Confederazione, il Cantone, le Ffs stanno lavorando per un progetto che garantisca il futuro delle officine bellinzonesi sul medio-lungo termine. Intendiamo 2030-40".
Lei che dice?
"Che sarebbe meglio mantenerle dove sono. Ma se non fosse possibile, la città dovrebbe essere disponibile a discutere di un progetto a lungo termine per uno spostamento. L’importante è che i posti di lavoro qualificati rimangano in Ticino".

cmazzetta@caffe.ch
08.10.2017


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