Il ministro Bertoli sferza il Ps dopo il no a sgravi e socialità
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"Compagni, vi dico...
ora siate pragmatici"
REDAZIONE CAFFÈ


L’equilibrio che squilibra il Partito socialista. Il pacchetto di misure fiscali e sociali ha diviso questa settimana i "compagni" mettendo la direzione, col presidente Igor Righini, contro il proprio consigliere di Stato, Manuele Bertoli. Ma quest’ultimo non ci sta e in questa intervista al Caffè afferma che quello uscito dal governo è un "bel cambio di paradigma". A differenza del passato... e Bertoli cita gli alleggerimento fiscali voluti da Marina Masoni e dalla Lega, oggi si è ottenuto subito qualcosa in cambio nel settore degli aiuti alle famiglie.
Turandosi un po’ il naso e facendo leva sul pragmatismo, il presidente del governo Bertoli appoggia l’equazione che sdogana i 22 milioni di sgravi compensati dai 21 milioni di aiuti sociali. Ma al tempo stesso ribadisce di non essere personalmente convinto della "necessità della ‘parte’ fiscale del pacchetto. In particolare "boccia" le due misure di sgravio generaliste a favore di aziende e persone. Tuttavia alla fine questo, e lo ricorda ai compagni, è (ed è sempre stato) il prezzo per ottenere dei risultati concreti.  


Il ministro e presidente del governo Manuele Bertoli non si nega ad alcuna domanda. Pur scottato dalla frattura che il suo Ps ha registrato a metà settimana. Una frattura sul pacchetto fiscale e sociale proposto dal governo.
Il Ps su fisco e socialità si sta dividendo come un tempo. Arroccamenti ideologici, li definirebbe così?, che dovrebbero essere ormai superati da tempo?
"Iniziamo col dire che mai è stato presentato un pacchetto che combina sgravi fiscali con interventi sociali pagati sostanzialmente da chi beneficia degli allegerimenti tributari. In passato eravamo abituati ai soli sgravi, anche belli pesanti. I 4 pacchetti di Marina Masoni e le iniziative della Lega hanno pesato per almeno 200 milioni".
Mentre in questo caso...
"...si parla di 22 milioni compensati. Mi pare un bel cambio di paradigma".
Quindi lei reputa si sia di fronte ad un certo, come dire?, equilibrio.
"Sì, il pacchetto è stato presentato con un buon equilibrio, 22 milioni di sgravi contro 21 di interventi sociali. Di fronte a questa proposta si può essere più pragmatici o più puri, arrivando a conclusioni diverse".
Fisco e ricchezza, socialità e classi meno abbienti. Fossati che la sinistra sembra non riuscire a superare. Condivide quest’analisi? E quali i rischi di simili arroccamenti, appunto, ideologici?
"La sinistra  ha molte buonissime ragioni per insistere sull’inadeguata ridistribuzione attuale della ricchezza, che sta peggiorando, nonché per contestare la concorrenza fiscale tra Cantoni e Comuni".
Quindi cosa deve accadere?
"Finché non riusciremo a ridurre questa concorrenza, e i tentativi sono stati tanti, essa rimane un fatto".
Quanto la convice la "parte", chiamiamola così, fiscale del pacchetto presentato?
"Personalmente non sono affatto convinto della necessità della..., appunto, la ‘parte’ fiscale del pacchetto. Ma siccome chi vuole gli sgravi è disposto a concedere e a pagare la medesima somma in termini di interventi sociali, l’entrata in materia su questo "scambio" credo che pragmaticamente ci stia tutta".
Fra le misure squisitamente fiscali quale quella più efficace e che andrebbe sostenuta anche dalla sinistra?
"Trovo interessanti le misure per le startup, le nuove imprese innovative che per qualche anno avrebbero dei vantaggi per poter nascere e crescere. Qualche anno fa la sinistra voleva aiutarle con un’agenzia di capitale rischio, idea che malauguratamente venne bocciata dal Gran consiglio. Purtroppo invece il grosso della parte fiscale del pacchetto tocca due misure di sgravio generaliste, una per le aziende e una per le persone, la cui necessità è tutta da dimostrare".
Veniamo alle misure "sociali". Fra queste qual è la più importante?
"Certamente le diverse misure a favore di nidi dell’infanzia, servizi extrascolastici e famiglie diurne".
Che in franchi vale a dire...
"Quasi 11 milioni in più che in 4 anni raddoppierebbero l’impegno finanziario del Cantone in questo settore".
Cosa ritoccherebbe di queste cifre per una migliore "socialità"?
"Se si potesse aumentare questo importo riducendo quello a favore dell’assegno parentale, il risultato sarebbe ancora migliore. Fare passi avanti importanti nella politica di conciliazione tra famiglia e lavoro è necessario ed in Ticino è necessario farlo adesso. Aumentando l’offerta di questi servizi, ma soprattutto la loro qualità (personale formato e ben pagato, standard di qualità ecc.)".
Il pacchetto di misure elaborato dal governo potrebbe essere scisso. E come?
"Si potrebbe togliere la clausola che lega i diversi decreti, ma è chiaro che politicamente il discorso complessivo rimarrebbe. Anche la destra vorrebbe spacchettare la proposta, per tenere la parte fiscale e lasciar cadere quella sociale. Chiedere di dire sì a tutto o no a tutto mi pare trasparente e chiaro per tutti".
Pragmatismo contro ideologia, par di capire dopo il confronto in casa socialista. Quale messaggio vorrebbe inviare a suoi compagni...?
"Direi loro: care compagne e cari compagni, se la sinistra in questo Paese e in questo cantone ha ottenuto qualcosa per i cittadini che si attendono risultati concreti, è senza dubbio grazie a dei buoni principi, ma spesso anche a dei compromessi pragmatici e intelligenti con altre forze politiche".
A cosa si riferisce concretamente?
"A livello federale penso ad esempio alla nascita dell’Avs, dell’Ai, dell’assicurazione disoccupazione, dell’assicurazione maternità, agli assegni familiari ordinari, allo sviluppo delle energie rinnovabili, a investimenti sul trasporto pubblico..."
...sembra già tanto...
"...ma non è tutto. Ricordo anche il trasferimento graduale delle merci dalla strada alla ferrovia, ad Alptransit, l’abbandono dell’energia atomica (che si farà lentamente ma si farà), una più stretta pianificazione del territorio,  l’abbandono del segreto bancario, al servizio civile, la riduzione dell’esercito, l’introduzione dell’unione domestica registrata".
E in questo cantone?
"Penso ad esempio allo sviluppo della socialità tramite la direzione del Dos/Dss fino al 2011, alla legge sociopsichiatrica, alla nascita dell’Ente ospedaliero cantonale, all’armonizzazione delle prestazioni sociali, agli assegni familiari di complemento, alla legge per le famiglie, al fondo della formazione professionale, alle riforme scolastiche con l’attuale gestione del Decs, alle azioni importanti per il rispetto del territorio..."
...e c’è dell’altro!?
"...sì, la tassa sul sacco, la spinta importante alle aggregazioni (Bellinzona su tutte), il no alle privatizzazioni non necessarie (BancaStato, Aet, settore sicurezza, settore ristorazione scolastica ecc.), la legge sugli aiuti allo studio e la legge sulla cultura".
Come si è arrivati a tutto questo?
"Cogliendo le buone occasioni, grazie ad un lavoro fuori e dentro le istituzioni. Io sono molto attaccato ai principi, ma credo anche che sia doveroso rispettare le attese di chi chiede dei fatti, tangibili, qui e ora".
Per finire torniamo a oggi, alla "parte" fiscale del pacchetto.
"L’ho detto, non mi convince, ma all’idea di investire 21 milioni nel sociale dandone 22 all’economia affinché si prenda carico del finanziamento sociale, è un’opzione interessante, da non snobbare. Tra l’uovo o la gallina io scelgo quasi sempre l’uovo, perché con le uova si mangia, adesso".
22.10.2017


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