I progetti sul futuro di Locarno per il sindaco Scherrer
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"Un nuovo concorso
per Piazza Grande"
CLEMENTE MAZZETTA


Non si può fare quello che si vuole/ non si può spingere solo l’acceleratore/. Guarda un po’, ci si deve accontentare". La canzone "Il mondo che vorrei" di Vasco Rossi inquadra benissimo il sentimento di Alain Scherrer, sindaco di Locarno,  front man, come si dice oggi, della rock band "Vasco Jam", di fronte alla difficoltà di aggregare il Locarnese. Dopo il fallimento del 2011, l’idea stenta a riprendere quota. "Ma non getto la spugna. Credo che la strada da percorrere sia quella di cercare un consenso verso l’aggregazione ‘dal basso’, coinvolgendo enti, associazioni, gruppi di lavoro. Tutte le persone pronte a sostenere e lavorare a favore di questa causa".
Niente aggregazione, ma avete inaugurato la casa del cinema, portato in attivo il bilancio, acquistato l’autosilo Zorzi. E adesso?
"Il mio obiettivo è quello di saper dare risposte alle domande del cittadino,  amministrare bene giorno per giorno. Cito Calvino: di una città non godi le 7 o 70 meraviglie, ma la risposte che dà a una tua domanda".
Questa è poesia, ma concretamente?
"Concretamente vuol dire organizzare un’amministrazione gentile nei rapporti, accogliente negli uffici, rispettosa degli interlocutori, semplice nelle procedure, così da preparare il terreno su cui far crescere la città per aggiungere obiettivi fondamentali, come ad esempio l’aggregazione".
Quale potrebbe essere l’opera o l’obiettivo del 2018?
"Come Municipio vogliamo assolutamente procedere con la valorizzazione di Piazza Grande. Per questo nel 2018 avvieremo un nuovo concorso di progettazione della nostra piazza".
Ma resterà sempre pedonalizzata, o avete qualche idea?
"Non si torna indietro. Resterà pedonalizzata. Così come resteranno i ciottoli. Consideriamo Piazza Grande un bene culturale da preservare e da valorizzare".
Nessuno toccherà i ciottoli, ma quali obiettivi perseguite?
"Ne discuteremo, metteremo delle prescrizioni precise. Puntiamo su importanti interventi di miglioria e di abbellimento. A me piace molto la piazza di Vigevano, ad esempio. Mantiene i ciottoli tradizionali con altri elementi di arredo urbano".
Ovviamente avete in corso altri progetti?
"Certo, Il nostro obiettivo è quello di caratterizzare sempre di più Locarno come Città-Polo. Oltre alla sistemazione di Piazza Grande, vogliamo creare un Parco in pieno centro storico, sul terreno ex-Balli. Qui pensiamo di realizzare un autosilo sotterraneo così da poter liberare dalle auto Città vecchia. Inoltre, ora che abbiamo portato a termine il Palacinema, le cui potenzialità sono tutte da sviluppare, sistemeremo anche il Palexpo Locarno (ex-Fevi)".
Due centri importanti
"Eccome: fra l’ex Fevi, la sala multiuso del Palacinema e la sala del Gran Rex abbiamo la fortuna di avere tre strutture che sono funzionali per il turismo congressuale, oltre che per accoglierei partecipanti di Locarno festival".
Facendo due conti avete 4 mila posti per congressi.
"Di più. È un’offerta notevole, che va studiata con attenzione per dimensionare le sale dell’Ex Fevi in modo efficace e  per questo tipo di turismo".
E l’idea del mini-polo tecnologico che fine ha fatto?
"Prosegue: assieme all’ Ente regionale di sviluppo del Locarnese, ne stiamo approfondendo la fattibilità concreta.  È un progetto che creerà valore aggiunto sul piano dell’incentivazione delle tecnologie di punta con la creazione di nuovi posti di lavoro, anche molto qualificati".
Ora che avete acquistato dell’autosilo di Largo Zorzi, che farete del centro?
"Il fatto di poter disporre di un numero  di parcheggi sotterranei ci potrà consentire di liberare aree di sosta in superficie, destinando queste porzioni di terreno ad altre finalità più "qualificanti".
Cioè?
"L’idea è di pedonalizzare Largo Zorzi. Ma anche di ampliare l’autosilo verso Piazza Grande, realizzando un’uscita in stretta prossimità della Piazza".
Finanze permettendo?
"Certo. Siamo risaliti dalla situazione disastrosa in cui eravamo solo dieci anni fa. Abbiamo fatto sacrifici con una cura dimagrante e ricostituente. Ma abbiamo fatto molti investimenti e bisogna stare attenti".

cmazzetta@caffe.ch
22.10.2017


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