Viaggio tra i pianeti e satelliti ps dopo il novo agli sgravi
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Ecco chi pesa di pù
nella galassia socialista
STEFANO PIANCA


Doveva essere una riforma per ridare fiato alle famiglie... e anche alleggerire un po’ la pressione fiscale sugli alti redditi. Invece la proposta governativa è piombata, con la forza dirompente di un asteroide, su un bersaglio inatteso, il Partito socialista, spaccandolo. Nessuna novità, a ben vedere, visto che le divisioni a sinistra fanno parte della sua storia (fin dai tempi, geologici ormai, di Pst e Psa). Come pure le ricomposizioni all’ombra della bandiera progressista. Tutto ciò in forza di un partito che fa della dialettica interna un suo tratto distintivo, ma stavolta, con le elezioni del 2019 non troppo lontane, le spaccature inquietano. E poco scudo fa il presidente Igor Righini, ricordando che lo scambio d’idee nel Ps che c’è da sempre.
Resta un dato di fatto: le posizioni nella galassia socialista non sono più quelle del giorno precedente il comitato cantonale quando attorno alla direzione s’è formata una maggioranza contraria al compromesso "digerito" dal consigliere di Stato e dal gruppo parlamentare ps.
Bertoli e Righini. Il ministro e il presidente, il compromesso pragmatico del primo che sostiene il pacchetto di misure, contro la decisione del secondo di congelare la riforma fiscale e sociale, con l’obiettivo di scinderla in due e, se ciò non fosse possibile, sostenere il preannunciato comitato referendario. Questa la tela di fondo, con due pianeti di forza equivalente, e perciò più lacerante, attorno a cui orbitano le forze del partito.
C’è la stella Bertoli, la cui materia non è più quella incandescente, massimalista di chi sogna ancora la rivoluzione. D’accordo, detta così è un po’ caricaturale. Ma è un dato di fatto che la truppa che ha seguito il consigliere di Stato è composta, oltre che da un buon numero di deputati, anche da municipali di primo piano. È il blocco di chi è abituato ai compromessi del governare con altri partiti. C’è l’ex capogruppo, oggi presidente della Gestione, Pelin Kandemir Bordoli, la quale ha evidenziato la bontà delle misure sociali che rispondono alle necessità delle famiglie. Ma c’è anche Cristina Zanini Barzaghi, municipale di Lugano. Nella loro scia anche il giovane, ha 28 anni, economista Evaristo Roncelli e Pepita Vera Conforti, il "volto" delle donne della sinistra. Inaspettatamente, nell’orbita di Bertoli, rotea anche il deputato e sindacalista Raoul Ghisletta. Inaspettatamente perché più volte in passato i due si sono trovati in aperto contrasto e non se le sono mandate a dire. L’ultima, ad inizio 2016, quando le posizioni del ministro a favore dei bilaterali avevano portato Ghisletta a criticarne la linea, a suo dire, poco attenta ai malumori montanti dai lavoratori. Stavolta, invece, il sindacalista della Vpod plaude "la simmetria d’interventi" tra socialità e fiscalità disegnata anche da Bertoli. E per ribaltare il no del comitato ha lanciato l’idea di interpellare la base.
L’altra stella è Igor Righini. Nel campo gravitazionale del presidente troviamo la consigliere nazionale Marina Carobbio (che i retroscenisti indicano come prima sfidante del ministro socialista nella sfida elettorale tra due anni). Carobbio, in comitato, ha dichiarato che la defiscalizzazione per gli alti redditi non va avallata, "anche a costo di andare a una votazione popolare".  Con lei anche l’attuale capogruppo in parlamento, Ivo Durisch, che si è scagliato contro la "clausola ghigliottina" che salda come un corpo solo sgravi e aiuti. Ma nell’orbita di Righini, e questo pesa come una sorta ratifica dell’ortodossia socialista contro la geometria variabile del pragmatismo, ci sono anche alcune figure storiche del socialismo passato: da Werner Carobbio, a Pietro Martinelli, all’ex presidente Anna Biscossa (che ha definito la riforma "una trappola"), a Martino Rossi, la spina nel fianco del liberalismo luganese, ma soprattutto impareggiabile e un po’ machiavellico nel dettare le strategie. Figure mature, con tutto il rispetto, si diceva, ma anche giovani. Perché con il presidente troviamo anche le forze più fresche, da Fabrizio Sirica, vicepresidente del Ps, ad Aramis Gianini e Franco Gabriele Bolckau per la Gioventù socialista (Giso).
A completare la galassia ps  c’è la nebulosa degli attendisti, formata dai deputati Henrik Bang e Tatiana Lurati Grassi che ancora non hanno scelto su che orbita posizionarsi. Meno difficile capire dove si collocherà l’altra ala sindacalista, quella del segretario di Unia, Enrico Borelli, da sempre vicino a Franco Cavalli (vedi a fianco) e al Forum alternativo.

s.pi.
29.10.2017


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