Il "polo di sinistra" già pensa al referendum sul fisco
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Cavalli e l'Mps
col "vertice" ps
MAURO SPIGNESI


Io sto con il vertice. È pur vero che da tempo non mi occupo più attivamente della vita del Partito socialista, ma non ho problemi a dire che oggi, nel dibattito sulla riforma fiscale, sono più vicino a Igor Righini che non a Manuele Bertoli". Franco Cavalli, leader storico della sinistra socialista e oggi esponente di punta di Forum Alternativo sta seguendo da vicino il dibattito interno nel Ps. "E dico - aggiunge - che è un dibattito interessante e salutare. Perché sino ad oggi, lo dico senza mezzi termini, ci si è sempre appiattiti su una posizione filo governativa che fa capo a Bertoli e che secondo me ha sottratto forza al partito ed è una delle ragioni che ha portato meno consensi".
Ma se Cavalli ha una posizione netta sul dibattito in casa socialista, Matteo Pronzini, granconsigliere e tra i leader del Movimento per il socialismo, non vuole "prendere posizione per questo o quell’altro fronte. Non parlo di quello che accade in casa d’altri". Certo, si capisce che la linea di Bertoli, che sostiene la riforma fiscale, non gli piace affatto. "Il paradosso di questa proposta - afferma Pronzini - è che si continuano a fare regali ai ricchi offrendo in cambio pseudo vantaggi sociali. Tanto è vero che noi stiamo già guardando avanti, cioè al referendum che andremo a organizzare per abolirla". E quella al referendum potrebbe diventare una corsa, perché pure il Forum alternativo ha lo stesso obiettivo. "Anche noi - annuncia Franco Cavalli - pensiamo al referendum se la riforma dovesse passare così e magari saremo proprio noi a promuoverlo. Chissà". Insomma, sgravi, una tantum di 3’500 franchi per la nascita di un figlio, incentivi e programmi d’aiuto per le imprese e le giovani "startup" contenuti nei pacchetti che fanno parte della riforma fiscale presentata dal Consiglio di Stato a metà settembre, a sinistra non piacciono affatto. Neppure quei venti milioni complessivi d’investimenti nel sociali in cambio di alcuni sgravi.
"No, l’operazione che vuol fare il governo sarà a costo zero per le imprese - spiega Matteo Pronzini - che non pagheranno praticamente nulla. Prendiamo il sostegno alle famiglie: sugli asili nido era già stato deciso e previsto a livello federale un cambio di marcia con più aiuti. Per finanziare le misure a coté sociale di questa riforma poi, ci sono i soldi accantonati e non spesi nei fondi in giacenza nella cassa degli assegni familiari".
Anche Franco Cavalli con Forum Alternativo è molto critico sul merito della proposta del governo sostenuta all’interno del Partito socialista da Manuele Bertoli. "C’è un contentino sociale - avverte - a fronte di una serie di sgravi per - ci hanno spiegato - rendere questo territorio più attrattivo. Ma tutto questo non ha alcuna giustificazione. Serve ben altro per le famiglie, per i ceti medi, per chi non arriva a fine mese e ha bisogno davvero dello Stato".

m.sp.
29.10.2017


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