Modenini, indutriali, e la riforma fiscale del governo
Alle imprese servono
tempi molto più rapidi
CLEMENTE MAZZETTA


Il mondo dell’industria chiede a quello della politica  tempi più rapidi per la riforma fiscale. "È necessaria una tabella di marcia più veloce di quella ipotizzata, sennò si rischia di aspettare 6 o 7 anni prima della effettiva entrata a regime degli sgravi fiscali. E nel frattempo qualche contribuente importante, qualche società potrebbe decidere di andarsene dal Ticino, come è già successo", sostiene Stefano Modenini, direttore dell’Associazione industrie ticinesi (Aiti).  
"La riforma fiscale è certamente un passo nella giusta direzione. Era da tempo che non interveniva su questa questione, tanto è vero che il Ticino aveva perso posizioni rispetto agli altri cantoni  per competitività fiscale. Un passo giusto ma ancora timido. Avremmo desiderato maggior determinazione", aggiunge Modenini che chiede un cambio di ritmo:  "L’importante è che queste riforme vengano attuate decidendo anche sulla tempistica relativa alla riduzione dell’imposta sugli utili delle persone giuridiche, che oggi è ancora al 9% e che dovrebbe scendere progressivamente al 6,5% o al 6%".
Tempi veloci sono indispensabili perché le imprese devono programmare i propri investimenti, sottolinea Modenini:  "Le società devono sapere in anticipo in che direzione intende andare il Ticino nei prossimi anni. Altri territori, europei ed extraeuropei, prendono decisioni in tempi decisamente più rapidi. Per questo fin d’ora ci deve essere un impegno chiaro da parte del parlamento. Ricordo infine che gli sgravi fiscali non sono un regalo ai ricchi, o alle aziende, ma sono misure necessarie per rimanere competitivi, altrimenti il gettito fiscale rischia di ridursi nel tempo".
05.11.2017


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