Le opinioni di Andrea Ghringhelli e Nenad Stojanovic
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"In un clima di sfiducia
rischiano tutti i partiti"
CLEMENTE MAZZETTA


Tra un Ppd in difficoltà e un Ps diviso è meglio un liberale in più o un leghista in meno? Gli scenari del governo che verrà sembrano aperti ad ogni possibilità. Soprattutto per lo storico Andrea Ghiringhelli per il quale "se sta male il Ppd non è che gli altri partiti stiano meglio". Pertanto, "in un contesto di disaffezione crescente, di protesta contro la ‘mediocrazia’, rischiano tutti - aggiunge -. Non c’è più un partito che può dirsi al sicuro. Neanche i liberali. Neanche la Lega". Mentre in passato, ricorda lo storico, "le proteste erano finalizzate a problemi specifici, per la prima volta registriamo in Ticino una indignazione verso la classe politica in quanto tale".
Uno dei fattori da considerare, secondo Ghiringhelli, è la sfiducia dei cittadini verso i partiti di governo. "Un problema che non nasce oggi - nota -, ma che in questi anni non è stato risolto. Non è che in questi ultimi tempi i partiti si siano impegnati per migliorare la loro immagine. Chi contesta in questo modo la classe politica o il governo, penso che non voterà nemmeno i partiti populisti, nemmeno la Lega. E se questa contestazione si traduce in astensionismo, gli equilibri possono mutare per tutti. Con esiti impensabili". In una società liquida, inevitabilmente pure la politica è fluida. Molto fluida.
Per immaginare gli scenari del governo del 2019, il politologo Stojanovic parte invece dagli ultimi risultati, quelli del 2015. "Con quei dati - dice -, i seggi più sicuri sono quelli assegnati nella prima ripartizione, ovvero il primo della Lega e quelli del Plrt e del Ppd. Facile immaginare che, nonostante qualche scivolone, questi seggi siano sostanzialmente acquisiti. Ad essere a rischio sono quelli della seconda ripartizione: il secondo della Lega e l’unico assegnato al Ps". E Stojanovic chiarisce: "Si tratta di due seggi a poca distanza dal Plrt. Tanto che, per il nostro sistema di votazione, tutto si può quindi giocare su un centinaio di schede di partito".
Per Stojanovic più a rischio il Ps rispetto alla Lega: "Contrariamente a tutti gli altri cantoni dove si elegge il governo con il sistema maggioritario, e dove incaponirsi su un candidato ‘debole’ come potrebbe essere Beltraminelli, porterebbe alla sconfitta, in Ticino, con il proporzionale contano i voti dei partiti. Anche ipotizzando un loro calo di voti, mi pare impensabile che il Ppd perda in un sol colpo tremila schede. Quanto alla Lega, le ultime votazioni ci hanno insegnato che il voto leghista è in qualche modo indipendente sia dai candidati che dai risultati: è un voto più identitario. Mentre è quello socialista che può risentire maggiormente dalla contingenza".
Una considerazione che deve aver fatto anche il Plrt che in questo ultimo anno non ha lesinato critiche al progetto della "Scuola che verrà" con l’obiettivo evidente di indebolire il ministro della cultura Bertoli. "Ai socialisti per evitare brutte sorprese - conclude Stojanovic - converrebbe stringere un’alleanza con i Verdi, proponendo una lista rosso-verde per il consiglio di Stato".
26.11.2017


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