Il coordinatore di Mps sul futuro delle Officine Ffs
"È tempo di innovare
in difesa del lavoro"
GIUSEPPE SERGI, COORDINATORE MPS


Il  dibattito sul futuro dell’Officina  vede confrontarsi due progetti chiaramente alternativi.Da un lato, una proposta ormai consolidata, approfondita, confermata da numerosi studi: è quella  che i lavoratori dell’Officina hanno lanciato già nei primi giorni dello sciopero. Proposta, consegnata in un’iniziativa popolare, che vuole costruire, attorno all’Officina, un polo tecnologico-industriale nel settore dei trasporti e del materiale rotabile (Pti). Un progetto che "sviluppi nuove attività, nuovi servizi, attività di ricerca ed innovazione nel  campo della gestione e della manutenzione dei vettori di trasporto", recita l’iniziativa); un progetto in sintonia con l’enorme sviluppo del materiale rotabile e della sempre maggiore richiesta di manutenzione.
Dall’altra parte abbiamo la proposta della "nuova" Officina, orientata essenzialmente alla manutenzione leggera, con la cui realizzazione si perderanno  definitivamente i tre pilastri dell’attuale e storico assetto  produttivo dell’Officina: la manutenzione  delle  locomotive,  la  manutenzione dei carri merci e la revisione degli assali. In termine di occupazione , nella migliore delle ipotesi, la metà dei posti di lavoro.
Siamo confrontati a due strategie alternative, che mettono in gioco prospettive produttive ed economiche radicalmente diverse. Da un lato la difesa di un’esperienza produttiva tutt’altro che arroccata al passato, che vuole innovare nella continuità, difendendo e sviluppando l’occupazione. Nessuno ha saputo criticarla in modo concreto; anzi, fino a pochi mesi fa tutti (Ffs comprese) sostenevano che questa era la via da seguire. La creazione del Centro di competenza era il primo passo in questa direzione.
Dall’altro si offre… il passato. Che altro è il "parco tecnologico" se non una vecchia, cara e inutile zona industriale nella quale attirare imprese che vi trovano il loro tornaconto fiscale, nonché occasioni di reclutare manodopera a basso costo che pagherebbero il doppio in altre zone del paese?
Le Ffs sarebbero le grandi vincitrici di tutta l’operazione. Si sbarazzerebbero dell’Officina (e anche della eredità di un "cattivo esempio" di resistenza alle politiche padronali), porterebbero a termine una ristrutturazione produttiva che da almeno un decennio sognano di realizzare, potrebbero contare su decine di migliaia di metri quadri messi a disposizione per una politica immobiliare di tipo speculativo nella quale ormai sono diventate leader in Svizzera.
Governo e municipio di Bellinzona si sono genuflessi di fronte agli interessi delle Ffs, come fanno ormai da decenni, complici della distruzione del servizio pubblico (e non solo da parte delle Ffs, ma, ad esempio, anche da parte della Posta).
È ora di dire basta. La difesa di un’alternativa come quella indicata dall’iniziativa popolare  che abbiamo richiamato qui sopra (e sulla quale dovremo andare tra qualche mese a votare) sarà una prima concreta occasione per farlo.
14.01.2018


IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

La bestiale estate
del sovranismo
L'INCHIESTA

"La Svizzera annetta
Campione d'Italia"
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Nell'era degli ebook
i libri vanno a ruba
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
L'"altalena" della lira
nella crisi della Turchia
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Mosaici di guerra
dalla postazione Judy
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Lampi di guerra
e fulmini su Trump
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
La razza è un concetto
inventato della politica
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Orchi e melodrammi
non scaldano Cennes
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La dieta dei cittadini
interessa i governanti
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
16.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, luglio 2018
10.08.2018
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 10 agosto 2018 alle ore 11.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
03.08.2018
Pubblicato il nuovo sito tematico dell'Ufficio di Consulenza tecnica e dei lavori sussidiati [www.ti.ch/consulenza-tecnica]
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2018
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, giugno 2018
09.07.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 9 luglio 2018 alle ore 13.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
28.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2017
22.06.2018
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– [www.ti.ch/commesse]
22.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Genova:
le esequie
e le polemiche

Austria:
la ministra
si sposa
e invita Putin