Due politologi si confrontano sul futuro dell'Europa
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"Il modello tedesco
contro la secessione"
STEFANO VASTANO DA BERLINO


Il ruolo-chiave della Germania in una Ue in crisi. Il nuovo dialogo tra il presidente Macron e la Merkel. L’Italia al voto. In questa doppia intervista il Caffè ne ha parlato a Berlino con Herfried Münkler, uno dei più brillanti politologi tedeschi, e con Angelo Bolaffi, tra i più esperti germanisti italiani.
In una Ue in crisi, qual è il ruolo della Germania della Merkel?
Bolaffi: "Persino la Germania sembra soffrire oggi alcuni dei fenomeni di crisi degli altri Paesi europei. Ma di sicuro una Ue più unita non si fa contro né senza la Germania. Soprattutto non si farà se non prendendo a riferimento il modello tedesco, inteso come economia sociale di mercato e cogestione nelle aziende, più federalismo nella Ue contro le spinte secessioniste e il primato del diritto sulla politica".
Münkler: "Dopo gli orrendi crimini del nazismo, il Progetto Europa per noi tedeschi è stato la chance di un ritorno nella comunità dei popoli e di trasformare l’Europa in uno spazio di pace e benessere. Ma oggi l’Ue è in crisi e tocca alla Germania tenerla unita. La Germania non può permettersi alcun ‘euroscetticismo’, un governo a Berlino come gli attuali a Budapest o ad Atene sarebbe la fine della Ue".
Sarà il dialogo fra Macron e la Merkel a ridare slancio alla Ue?
Bolaffi: "Sul piano internazionale Macron è forte, ma le riforme all’interno deve ancora farle, per questo si gioca ora la carta Europa. La debolezza della Germania ridà un certo ruolo alla Francia, e Merkel ha tutti gli interessi ad attaccarsi al carro francese. Così la Kanzlerin si tutela dall’accusa del predominio tedesco sul Sud Europa".
Münkler: "Macron ha dato nuovi impulsi al progetto Europa. Merkel incarna la capacità di mediare e dei compromessi, ma slanci politici e visioni non sono il suo forte. Sì, la ripresa del dialogo tedesco-francese potrebbe portare a riforme nella Ue. Ma Macron dovrà riformare il mercato del lavoro per rilanciare l’economia francese. Le sue proposte sono per ora come uno psicofarmaco per la Ue, chissà se cureranno davvero il paziente Europa".
Si può già parlare di una "Kern-Europa", di un nocciolo duro della Ue sull’asse Parigi-Berlino?
Bolaffi: "Una Kern-Europa già c’è nel senso che non tutti i Paesi della Ue hanno l’euro. Così come non tutti i Paesi collaborano con la stessa intensità alla costruzione di un’armata europea. Una Ue variamente ‘modulata’ intorno a un nocciolo è già realtà e in futuro non potrà che svilupparsi su questo Kern".
Münkler: "Si sono usate diverse metafore per definire un centro di potere nella Ue: la locomotiva tedesco-francese, l’Asse Parigi-Berlino, l’Europa a due velocità o una Kern-Europa. Le prime metafore sono più omogenee: siamo tutti su un treno o su un binario, ma ci si muove a diverse velocità. Mentre il ‘nocciolo’ evidenzia un centro stabile dell’Eu, con margini e periferie. Vedo tre possibilità: o una lenta agonia dell’Ue. O un suo scomporsi in una Ue del Sud e del Nord, dell’Ovest e dell’Est. Oppure una riforma della Ue con un Kern più attivo, intorno a cui ruotino ad ellisse i Paesi a gradi minori di integrazione".  
La Merkel è al potere dal 2005: questi 13 anni come hanno cambiato la Germania?
Bolaffi: "Merkel è un fenomeno! Nel 2005 al mondo c’era Bush e non c’era ancora la crisi finanziaria. Mentre oggi ci chiediamo se stiamo riprecipitando negli anni ‘30. Merkel ha attraversato  tutte crisi con somma leggerezza. In politica si teme ora il ritorno a carismatici uomini forti, ma io sarei per politici onesti e lineari come Merkel".
Münkler: "Merkel ha ‘ereditato’ i successi delle riforme del mercato del lavoro realizzate dal governo socialdemocratico di Schröder. Ha poi spostato la sua Cdu sempre più verso il centro: per questo oggi in Germania si possono formare solo governi di "centro", l’era in cui governi-borghesi cedevano il passo ai socialdemocratici è finita. La Merkel è il ‘polo stabile’ del Centro politico tedesco".
Quali le conseguenze per l’Ue se in Italia, il 4 marzo, andranno al potere le Destre con Berlusconi, Salvini insieme ai "5 Stelle"?
Bolaffi: "Una costellazione così l’Ue non la regge! Non credo che Berlusconi accetti di entrare in un’alleanza del genere. Una cosa è l’Austria, un’altra è l’Italia in mano a una destra xenofoba: no, l’Ue non reggerebbe più davanti a un governo simile a Roma".
Münkler: "Una costellazione di questo tipo a Roma significherebbe che l’Italia non avrebbe più un ruolo nella Ue e che lo spazio economico Nord- Italia-Sud-Germania si distruggerebbe. Preferisco pensare che non si arrivi a questo governo, e che l’Italia perseveri, purtroppo, nella sua passività".
18.02.2018


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