Viaggio nella metamorfosi dei partiti a un anno dal voto
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Lotta alla partitocrazia
e l'Mps scalza la Lega
LIBERO D'AGOSTINO


Una spina nel fianco del Ps e un assillo continuo per governo e parlamento. La forza dirompente dell’Mps di Pino Sergi e Matteo Pronzini, va ben al di là dell’1,45% dei voti raccolti nelle elezioni del 2015, dei due seggi conquistati in Gran consiglio assieme al Partito comunista. Più che la Lega, è il Movimento per il socialismo a interpretare oggi la lotta alla partitocrazia o quel ribellismo a vocazione sociale che era il marchio di fabbrica di Nano Bignasca. Non sono le sparate a salve del Mattino contro "il governicchio", a maggioranza leghista, a mettere a nudo i privilegi dei consiglieri di Stato, bensì la "Rimborsopoli" denunciata dal deputato Pronzini.
L’Mps è la sola forza di vera opposizione tra i diversi gruppi, politicamente poco incisivi, di una sinistra antagonista (Partito operaio e popolare, Pc e Forum alternativo), che non riesce ad aggregarsi in un fronte unico. Un’area socialcomunista sempre affetta dal settarismo e divisa da vecchi dissidi ideologici, pur battendosi su un terreno comune: difesa ad oltranza del servizio pubblico e dello Stato sociale, tutela del lavoro e dei salari, redistribuzione della ricchezza (a prescindere dal fatto che questa ricchezza per essere distribuita deve essere prima prodotta), salario minimo di 4’000 franchi, e lotta dura alle privatizzazioni e agli sgravi fiscali.
Proprio il referendum contro la riforma fiscale e sociale, secondo il Forum alternativo di Franco Cavalli, segna "la linea di demarcazione tra la sinistra e quelle forze che pur richiamandosi al socialismo, si sono ormai definitivamente abituate ad ogni tipo di compromesso con le forze borghesi". Sullo spartiacque del fisco il Forum ha rilanciato la proposta di un Fronte alternativo che unisca tutte le forze a sinistra del Ps. Non suscitando però grande interesse negli altri gruppi, che rimproverano a Cavalli di non aver ancora tagliato il cordone ombelicale con un partito socialista che oscilla tra movimentismo e responsabilità di governo. Altrettanto impensabile un progetto unitario tra i trotskisti dell’Mps e i marxisti-leninisti del Pc di Massimiliano Ay o del Pop di Gianluca Bianchi. Alleanze tattiche sì, per referendum, iniziative ed elezioni, ma niente unificazioni. Verso il Sol dell’avvenire si marcia divisi.
Una sinistra anticapitalista che in formazioni piccole ma vivaci sta riemergendo un po’ ovunque in Europa e che in Ticino è rappresentata soprattutto dall’Mps: una manciata di sabbia nei rassicuranti ingranaggi del sistema consociativo. Capace spesso di sabotare "quegli accordi con cui tutti gli altri partiti cercano di guadagnarci qualcosa", come sostiene Pronzini, che in parlamento carica a mitraglia interrogazioni e mozioni.
Fedele all’ortodossia marxista la sinistra radicale ha conservato la simbologia tradizionale, falce, martello e stella rossa; il lessico politico è quello della vecchia lotta di classe, del conflitto tra capitale e lavoro ancora in voga nella seconda metà del secolo scorso, ora aggiornato nella versione antiliberista. Certo, al Ticino non giovano le ricette politiche veterocomuniste, ma la democrazia si alimenta soprattutto di opposizione e conflitti. Si nutre persino delle vecchie utopie di un minuscolo Pc che si "concepisce come partito di avanguardia contro l’imperialismo", di un Pop che rivendica "l’autorganizzazione dei ceti popolari per un sistema senza più sfruttati e sfruttatori" o col sogno impossibile di Cavalli di "federare i partitini della sinistra radicale". Tanto idealismo e scarso pragmatismo.
Solo l’Mps, da 16 anni sulle barricate, sta concretamente cercando di occupare uno spazio che altrimenti sarebbe monopolizzato dalla destra populista. Una scelta i cui esiti politici ed elettorali sono ancora tutti da vedere. Pur privilegiando la mobilitazione popolare - come per la difesa delle Officine Ffs di Bellinzona o la battaglia contro la nuova pianificazione ospedaliera - rispetto all’azione istituzionale in parlamento l’Mps è ormai diventato una variabile indipendente. Da tutti temuta perché capace di innescare scontri inaspettati.


ldagostino@caffe.ch

(6 - fine  Le precedenti puntate  sono state pubblicate  domenica 28 gennaio,  4, 11, 18 e 25 febbraio)
04.03.2018


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