Assemblee dei delegati del Plr, Ps e Udc
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La questione europea
sul tavolo dei partiti
CLEMENTE MAZZETTA


L’Europa e il ministro degli esteri svizzero. E poi, i frontalieri, i giudici stranieri e la riforma fiscale. Il dibattito politico del fine settimana, che ha visto riunirsi Plr, Udc e Ps, è racchiuso in questi temi. Ad Airolo, ieri, sabato, si è riunita l’assemblea plr, dove il consigliere federale Ignazio Cassis è sembrato correre ai ripari rispetto alle polemiche delle ultime settimane (vedi articolo sotto). Rispondendo ad un delegato sui bilaterali, ha ribadito che "le misure di accompagnamento sono intoccabili all’interno delle linee rosse stabilite dal governo che le rispetterà alla lettera".
L’incontro è stato aperto dal presidente del Plrt Bixio Caprara, che ha evidenziato l’importanza simbolica e strategica del massiccio del Gottardo rispetto all’Europa, con cui si vuole "la miglior integrazione e la massima indipendenza". Obiettivo richiamato nei documenti programmatici di politica europea approvati dall’assemblea. "Dobbiamo estendere l’accesso ai mercati commerciali dell’Ue, in particolare per il mercato di energia elettrica", ha sostenuto Cassis ricordando che l’80% dell’energia destinata all’Italia passa dal Ticino. Quanto alle relazioni bilaterali tra la Svizzera e l’Ue, ha spiegato, devono essere rafforzate per concludere rapidamente un accordo istituzionale. Ma nelle stesse ore Cassis è stato oggetto di una dura contestazione da parte del presidente del Ps. Christian Levrat, a Losanna, all’assemblea dei delegati socialisti, lo ha dipinto come un consigliere federale "diplomaticamente maldestro e politicamente alla deriva". Criticate le frasi sui profughi palestinesi e sulle misure di accompagnamento, ma anche la decisione del governo federale, su proposta di Cassis e Johann Schneider-Ammann, di autorizzare l’esportazione di armi verso i Paesi in guerra: "Il massimo del cinismo", per Levrat. Sul dossier della riforma fiscale, Levrat si è detto possibilista. La riforma sarebbe equilibrata visto che prevede compensazioni sociali per 2 miliardi per l’Avs. Ma non ha escluso di lanciare un referendum a settembre.
Di tutt’altro indirizzo l’assemblea dell’Udc a Bugnenets (Ne). Il presidente Albert Rösti ha difeso l’iniziativa per l’autodeterminazione che prevede il primato del diritto svizzero sul diritto internazionale. Poi ha invitato i  gruppi parlamentari cantonali a lanciare iniziative per chiedere che la Svizzera non paghi le indennità di disoccupazione ai frontalieri stranieri, come deciso recentemente dall’Ue. Attualmente è il Paese di residenza che le paga.

c.m.
24.06.2018


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