Dalla Germania alla Svizzera la geografia dell'ultradestra
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Quella "marea nera"
che ha invaso l'Europa
STEFANO VASTANO DA BERLINO


Partiamo dalle statistiche dei delitti, che sono allarmanti. Dal 1990 ad oggi la violenza d’estrema destra ha ucciso in Germania 83 persone. Lo comunica il ministero degli Interni a Berlino. Solo nei primi quattro mesi di quest’anno, nei registri della Polizia risultano 3.714 reati commessi da gruppi neonazisti o d’estrema destra: una "marea nera" che in 120 giorni ha ferito 132 persone. Preoccupante anche l’antisemitismo in Germania: l’anno scorso i reati contro persone e istituzioni ebraiche sono saliti a 1.453, una media di 4 al giorno. Dalle violenze per strada veniamo al discorso tenuto da Alexander Gauland, presidente di "Alternative für Deutschland", al recente convegno del partito d’estrema destra. La Germania del 2018? A lui ricorda "il regime della ex Rdt nei suoi ultimi giorni". E dopo aver paragonato Angela Merkel al dittatore Honecker, Gauland ha confrontato la Kanzlerin, oggi sempre più isolata nella Ue, nientemeno che con Hitler: "L’ultimo capo di un governo tedesco che aveva sollevato così tanti nemici contro di sé…". Allucinazioni verbali, si dirà. In Baviera però, alle prossime elezioni in ottobre, i sondaggi danno il 14 per cento alla "Afd". Ed è il rischio che la bavarese Csu perda la maggioranza  che ha spinto il ministro degli Interni Horst Seehofer, presidente dei cristiano-sociali, ai suoi attacchi contro la Merkel. Dagli efferati crimini sulle piazze alle crisi di governo a Berlino, la presenza dei gruppi d’estrema destra è dunque sempre più diffusa in Germania.
In Sassonia Anhalt, ad esempio, nell’est del Paese, Afd ha riscosso nel 2016 oltre il 24 per cento dei voti. Non a caso proprio lì, ad Halle, in una palazzina (acquistata per 330mila euro) c’è la centrale di "Identitäre Bewegung", il movimento che con azioni spettacolari sta dando nuovi impulsi all’estrema destra. Nell’agosto 2016, 15 attivisti del movimento hanno scalato la Porta di Brandenburgo a Berlino, sventolando sulla Quadriga le loro bandiere nere con la lambda greca. Per spargere meglio i virus del razzismo, mischiati ad un radicale nazionalismo, la nuova destra tedesca ha aperto a Berlino anche una "Bibliothek des Konservatismus". L’armatore Folkard Edler, noto sponsor di Afd, ha sborsato 3,6 milioni per una palazzina sulla Fasanen Strasse che, oltre a 30mila volumi, ospita convegni per i vip della nuova destra. Il Think tank dell’estrema destra si trova nel paesino di Schnellroda, presso Halle: l’Institut für Staatspolitik diretto da Götz Kubitschek. Nei suoi saggi - da titoli come "Tristesse Droite" - lui propaga le tesi dell’Etnopluralismo, l’idea cioè che Stati e popoli non debbano mescolarsi, né "accogliere profughi o accettare l’invasione dell’islam", come Kubitschek ripete. Razzismo e sovranismo sono anche i temi dei testi della sua casa editrice "Antaios" e degli articoli di "Sezession", la rivista dell’Institut. Dove si incontrano i nuovi nomi dell’estrema destra tedesca ed europea: dallo storico revisionista Karl-Heinz Weißmann a Bjorn Höcke, il politico più radicale di Afd al 28enne Martin Sellner, a capo di "Identitäre Bewegung" in Austria. Nel saggio "La rivolta antiautoritaria", Volker Weiß ha ricostruito i miti (negativi) che ispirano la nuova destra tedesca, "dalla convinzione ideologica di un "Tramonto dell’Occidente", spiega, sorge la paura della globalizzazione e le fobie contro gli stranieri". Paure o fobie che, per quanto irrazionali, sono sempre più diffuse in Europa. Ed anche nel ricco Paese della Merkel fanno montare, insieme a gruppi sempre più radicali e ad una scia di violenze, l’onda nera d’estrema destra.
15.07.2018


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