Pronzini chiede ai ministri di rimborsare mezzo milione
"Partirà l'operazione
che insabbierà tutto"
CLEMENTE MAZZETTA


Ora è chiaro a tutti che i consiglieri di Stato hanno percepito soldi a cui non avevano diritto", dice Matteo Pronzini,  deputato del Movimento per il socialismo.
La sua insistenza per i rimborsi telefonici  dei vari ministri è ritenuta eccessiva, un accanimento che mina le istituzioni.
"Ma che accanimento, questo è un mondo all’incontrario. Devono essere i consiglieri di Stato, con il loro comportamento,  a rispettare il ruolo che hanno. La mia è una funzione di opposizione, di controllo".
Cosa pensa che succederà il prossimo 10 dicembre in parlamento, quando si discuterà la sua richiesta di risarcimento?
"Purtroppo mi aspetto una grande manovra di insabbiamento".
Ma ci sono in discussione due rapporti, uno che chiede rimborsi da luglio, poche centinaia di franchi, l’altro di Henrik Bang che li rivuole dal 2013. Non è poca cosa?
"Ma entrambi chiedono di respingere la mia richiesta risarcitoria di quanto percepito senza base legale dal 2008. Si inviteranno i ministri solo a rimborsare. Ci si affida al loro buon cuore. Non è serio".
Di che cifre stiamo parlando?
"Di 580 mila franchi, di cui 187 mila solo per i telefoni".
È una questione di soldi, di principio?
"È una questione di rispetto nei cittadini, che se devono rimborsare 5 franchi all’amministrazione devono farlo per forza".
Ma i bilanci, i rendiconti di queste spese sono stati approvati dal parlamento.
"Ma non è che se si approva un bilancio si sanano i versamenti senza base legale. È vero però che c’è stata sudditanza e superficialità da parte del parlamento. Ma un conto è quel che accade nel teatro della politica, un’altra l’indignazione della gente".

cmazzetta@caffe.ch
02.12.2018


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