I partiti e le possibili alleanze nella prossima legislatura
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Gli amici che... vorrei
nel parlamento 2019
CLEMENTE MAZZETTA


Meglio soli!". Altro che amici... Pino Sergi, leader dell’Mps, non cerca alleanze politiche parlamentari, né oggi, né nella prossima legislatura: "Difendiamo le esigenze dei salariati, il ruolo delle Officine contrastiamo la politica del lavoro, fiscale, ospedaliera del governo, la gestione opaca della sfera pubblica". In un parlamento dove è sempre più difficile trovare un accordo, dove qualsiasi legge deve trovare il consenso di almeno tre partiti, il piccolo movimento della sinistra estrema intende continuare nella lotta contro l’establishment. "Ci alleeremo con quelli che saranno d’accordo con noi - conclude Sergi, che chiede di non imputare all’Mps la responsabilità di un parlamento allo sbando -. Fanno tutto loro. Noi siamo forza d’opposizione".
E così la "governabilità" è tutta affidata ai partiti di governo. Al Plrt, Ppd e Lega - ma anche al Ps, che ha sostenuto la riforma fisco/sociale - con le maggioranze variabili che hanno contraddistinto la legislatura. Con i partiti in cerca di nuovi amici. La Lega non si fa problemi a guardare anche a sinistra. "Per certi temi sociali siamo già andati a braccetto con i socialisti - afferma il capogruppo Daniele Caverzasio -. Su temi più di destra, su provvedimenti ‘primi-nostristi’ potremo allearci con la destra conservatrice, per altri con la destra liberale. L’importante è migliorare i nostri risultati elettorali per dare un’impronta leghista più forte al governo". La destra conservatrice a cui guarda la Lega è quella dell’Udc con cui sta discutendo una possibile alleanza per aprile, guardando alle elezioni federali. Una "destra-Udc" che rifiuta di essere stampella del governo: "Guardiamo con attenzione alla Lega, il movimento a noi più vicino - dice il capogruppo Sergio Morisoli - ma continueremo su una linea di destra costruttiva, con proposte che purtroppo sono state totalmente disattese da questo governo". L’Udc è consapevole di essere minoranza in parlamento, ma anche capace fare "maggioranza" quando si rivolge al Paese, come è stato sulla "Scuola che verrà": "Continueremo a sostenere i valori portanti delle nostre tradizioni, ribadendo concetti come il sovranismo, caratterizzandoci con proposte strategiche sulla scuola, sul lavoro, sul fisco".
Non solo a destra; anche a sinistra fra Ps e Verdi si profila una nuova stagione in grado di superare incomprensioni passate. "Preferiamo discutere sui temi e trovare le alleanze senza pregiudizi - spiega il coordinatore verde Nicola Schönenberger -. Non nego che vogliamo guardare con realismo ad un rapporto con il Ps, soprattutto in vista delle federali. Può essere possibile riconquistare il secondo seggio". Un Ps più attento ai temi dell’ambiente potrebbe essere "l’amico ritrovato" dei Verdi. L’incontro che non c’è stato per le "cantonali", potrebbe concretizzarsi per ottobre. "Se l’area rosso-verde imparerà a lavorare assieme, riuscirà a rappresentare un 20/25% di elettori. Dobbiamo stare uniti - auspica Igor Righini, presidente del Ps -. La nostra è una politica per tutti, non per pochi, a tutela del ceto medio, per chi è in difficoltà. Dobbiamo unire le forze con le persone di buon senso, con le forze sindacali, con l’area rosso verde. Condividendo gli sforzi e non coltivando visioni diverse per saltare giù dal carro".
L’area di centro, Ppd e Plrt, su cui un tempo si reggeva il cantone, si è ormai arresa all’evidenza che per fare maggioranza bisogna essere almeno in tre. "Di principio non abbiamo alcuna preclusione verso nessuno - dice Alex Farinelli, capogruppo Plrt -. Dipenderà dalla volontà degli altri partiti di collaborare. L’importante è che poi si sappia mantener fede agli impegni presi". Analogamente  Fiorenzo Dadò, presidente del Ppd, si augura che il centro resti abbastanza solido anche nei prossimi 4 anni "per poter dare risposte ai problemi e mantenere un certo equilibrio politico". Ma non si fa illusioni: "Con quello che si è visto in questa legislatura è sempre più difficile fare politica. Con Farinelli ho presentato una mozione per studiaresoluzioni maggioritarie. Sarà necessario per evitare lo sfilacciamento in cui siamo finiti".

cmazzetta@caffe.ch
16.12.2018


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