function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

L'analisi
Dovranno aumentare
le tasse per l'energia
NENAD STOJANOVIC, POLITOLOGO UNI DI GINEVRA


Negli scorsi giorni tutto o quasi è stato detto e scritto sull’esito delle elezioni federali: lo tsunami verde, le perdite dei partiti storici, l’avanzata dei giovani e delle donne, l’astensionismo… Cosa aggiungere?
Propongo ai miei quattro lettori e altrettante lettrici di fare uno sforzo per elevarci per un attimo al di sopra del campo di battaglia di domenica scorsa, con i suoi vincitori, feriti e tanti perdenti, e per provare a prevedere i campi di battaglia futuri, traendo possibilmente ispirazione da quelli passati.
Quello che vedo è che nei prossimi anni la maggioranza del nuovo Parlamento sarà sotto pressione dell’opinione pubblica per fare quello che ha promesso in campagna elettorale. Soprattutto per quanto riguarda la politica ambientale. La difesa dell’ambiente passa, obbligatoriamente, da un aumento delle tasse sull’energia e sui mezzi di trasporto inquinanti. Ma ogni riforma in questo senso sarà l’invito a nozze per i principali perdenti di domenica scorsa: l’Udc e (in Ticino) la Lega. Il partito di Blocher non aspetta infatti altro che di lanciare un referendum contro qualsiasi aumento di tasse motivato da preoccupazioni ambientaliste.
In seguito a questi referendum sapremo se la maggioranza del popolo è davvero pronta a pagare di tasca propria le riforme ecologiste e a rinunciare a certe comodità di cui gode oggi  (come i voli low-cost, ad esempio). Se i Verdi e i suoi alleati perderanno, ecco che fra quattro anni l’Udc avrà la sua vendetta. E i partiti ambientalisti vedranno evaporare parte dei seggi guadagnati domenica scorsa.
Ma questa non è una sorpresa, in fondo. Uno sguardo alle battaglie passate ci insegna che i partiti che hanno un messaggio chiaro talvolta perdono e talvolta guadagnano le elezioni. Dipende dall’onda. Mi preoccuperei di più se fossi presidente di un partito la cui ragion d’essere non attira più. Penso soprattutto al Ppd, la cui discesa sembra inarrestabile. Dagli anni Settanta ormai loro non viaggiano su un’onda, con alti e bassi, ma si trovano su uno scivolo. A volte si illudono, festeggiando piccole vittorie che nella migliore ipotesi consistono nel celebrare lo status quo. In Ticino hanno fatto la festa perché per il rotto della cuffia, e solo grazie all’alleanza con il Plr, hanno salvato il secondo seggio. E credono che al Consiglio degli Stati il primo arrivato, Filippo Lombardi, è ormai quasi eletto. Ma si sbagliano. Coloro che finanziano la campagna elettorale di Marco Chiesa (Udc) metteranno ancora più soldi, tanti soldi, per vedere il loro delfino vincere, tappezzando il cantone con manifesti e cartelloni. E molti liberali, che magari hanno votato per Lombardi al primo turno, ci penseranno due volte prima di rifare l’esercizio, visto il cattivo risultato del loro candidato Giovanni Merlini. Senza dimenticare la rivendicazione della sinistra e delle donne di vedere finalmente una donna ticinese eletta alla Camera alta, Marina Carobbio, l’unica rimasta in corsa dopo il ritiro di Greta Gysin, eletta al Nazionale.
Insomma, sarà una bella battaglia, quella del 17 novembre per il secondo turno dell’elezione del Consiglio degli Stati. E sarà una legislatura interessante.
* politologo, Università di Ginevra
27.10.2019


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Sarà una catastrofe!
No, economia più solida
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
"Le navi delle ong
attirano i barconi"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
L'ideologia tramonta
e le spie battono cassa
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il mondo ha 44 sovrani
ma i "regni" contano poco
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Una Greta, tante Grete
per difendere l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Il Myanmar
chiude le porte
all’inviato
Asean

Gerusalemme:
calma
apparente
dopo gli scontri

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00