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Le nuove leve della destra fra sociale e valori tradizionali
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Guardano al futuro
i volti giovani dell'Udc
CLEMENTE MAZZETTA


Giovani udc crescono. Anche con idee diverse rispetto al partito "dei padri". "Siamo spesso quelli che dicono di no, non per spirito d’opposizione ma perché vogliamo discutere, argomentare, decidere nel merito - spiega Daniel Grumelli, 24 anni, presidente dei Giovani udc ticinesi -. Sulla riforma fiscale e finanziamento dell’Avs (Rffa) ad esempio, ci siamo pronunciati nettamente per il No, mentre inizialmente l’Udc era a favore. Ovvio visto che si trattava di una proposta di Ueli Maurer, il nostro ministro. Alla fine i vertici del partito si sono decisi per la libertà di voto".
Con una settantina di iscritti, ma solo una ventina di attivi, la sezione giovanile dell’Udc si piazza al quarto posto come forza politica fra i giovani.  Ma sono in crescita: una ventina i ragazzi  candidati alle prossime comunali. Molto grazie all’effetto Chiesa, l’ondata di consenso trasversale che ha portato Marco Chiesa agli Stati e di conseguenza Piero Marchesi al Nazionale. "L’entusiasmo per la vittoria del nostro candidato agli Stati ci ha portato nelle ultime settimane nuove adesioni", dice Grumelli. Buona la collaborazione con le sezioni giovanili degli altri partiti. "Assieme a Glrt nel 2014 abbiamo lanciato il referendum contro l’aumento dell’imposta di circolazione raccogliendo più di 13mila firme". È stato un successo: l’aumento dell’imposta per finanziare la mobilità sostenibile la rete di rifornimento per veicoli elettrici, fu bocciata dal 67% della popolazione. Quest’anno si sono presentati alle elezioni federali con una lista autonoma. Modesto l’esito: 4.200 voti; un terzo di Generazione giovani. Dietro anche ai giovani Verdi e alla Giso. Comunque una dimostrazione di capacità organizzativa che non hanno saputo esprimere i giovani della Lega. "Ma i più organizzati in Ticino sono i giovani comunisti. Ben strutturati. Quando fanno scioperi e manifestazioni riescono a portare in piazza moltissimi ragazzi", chiarisce Grumelli, che ovviamente è su barricate opposte. Il suo profilo su smartvote è inequivocabile: la ragnatela delle sue preferenze lo descrive come un Udc al 100%: ordine, sicurezza, politica migratoria restrittiva, prima i nostri, poca o niente apertura verso l’esterno. "Ma ho rivisto parecchie delle mie idee", ammette. Ad esempio, pur essendo stato vicepresidente  di Besso pulita, nemico dello spaccio, si dichiara favorevole a una legalizzazione delle droghe leggere, dell’uso della cannabis: "Besso pulita senza se e senza ma. Ma la marijuana dovrebbe essere permessa e controllata dallo Stato".
Oggi i giovani udc contano una decina di consiglieri comunali e un paio di municipali. Dalle loro fila è uscita Lara Filippini, deputata di 36 anni e il presidente di partito Piero Marchesi, 38. Da sindaco di Monteggio (900 abitanti) a palazzo delle Orsoline (deputato) e poi  Berna (Nazionale) in meno di 6 mesi. Un successo arrivato da lontano, dopo una serie di campagne elettorali provocatorie contro la libera circolazione, contro i frontalieri, contro l’immigrazione. Sono questi i contenuti, il background ideologico della gioventù della destra, conferma  Diego Baratti, 22 anni, responsabile delle campagne e  comunicazione dei giovani udc a livello nazionale: "I punti che ci caratterizzano e che ci accomunano sono sostanzialmente la lotta alla libera circolazione e la difesa del nostro stile di vita, per una regolamentazione dell’immigrazione. Il nostro slogan è ‘difendiamo il nostro futuro’, che è stato messo in discussione: non c’è più una garanzia di un’Avs stabile e sicura, i premi di cassa malati continuano ad aumentare, gli stipendi a diminuire, ci sono sempre piu frontalieri". Sembra di sentire Greta Tumberg: ci hanno rubato il nostro futuro.
cmazzetta@caffe.ch
(4 fine - Le precedenti puntate sono state   pubblicate domenica 1, 8 e 15 dicembre)
22.12.2019


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