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Nasce un movimento per dare spazio e voce ai ventenni
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La politica comunale
non è cosa da giovani
CLEMENTE MAZZETTA


I giovani scendono in piazza in massa per chiedere una diversa politica ambientale, sfilano nelle piazze, contestano le scelte economiche, ma non entrano nei consigli comunali. Solo due municipali in Ticino - due di numero - hanno fra i 20 e i 25 anni. La politica, anche a livello comunale, non è cosa per loro. E neanche per donne, ad essere precisi.
Al di là dei proclami giovanilistici dei vari partiti, quasi sempre specchio per le allodole per attirare consensi senza spartire responsabili, le "leve del potere" sono e rimangono nelle salde mani degli "anta". In quelle di uomini che hanno superato i quarant’anni anni d’età.
Si contano sulle dita delle mani i sindaci in Ticino con meno di 35 anni (il più giovane è il liberale Sebastiano Gaffuri, sindaco di Breggia, neanche trent’anni). Nell’ultima elezione del 2016 i municipali con meno di 31 anni erano una quindicina, il 3 per cento. Non c’è partita: nove municipali su dieci hanno più di 35 anni. L’84 per cento ha più di 40 anni.
Nelle principali città i sindaci sono decisamente "maturi": a Lugano Marco Borradori, sulla breccia da quando giovanissimo a 31 anni fu eletto in Consiglio nazionale, ha ormai superato la boa dei 60 anni alla stessa stregua di Mario Branda di Bellinzona. E mentre a Locarno Alain Scherrer s’avvia verso i 50, solo Mendrisio può contare su un sindaco relativamente giovane, con Samuele Cavadini di 41 anni.
Nel complesso la  fascia d’età maggiormente rappresentata nei  vari municipi ticinesi è quella fra i 45 e i 55 anni, pari al 40 per cento.
E dall’altra parte i dati delle partecipazioni al voto dei venti-trentenni confermano il fatto che ai giovani la politica non sembra interessare. Sono quelli che votano di meno. Controcorrete a questa situazione si è costituita l’associazione dei Giovani ticinesi che sembrano aver fatto proprio lo slogan di Jerry Rubin il contestatore del ’68 americano, a cui si deve lo slogan: "Non fidarti mai di nessuno che abbia più di 35 anni". A smuovere le acque è stato Giorgio Chiappini, 25 anni consigliere comunale di Massagno per il Plrt, che ha invitato tutti i movimenti giovanili dei partiti a superare gli steccati e a non farsi fregare dai grandi. "I dati sull’astensionismo delle passate elezioni hanno evidenziano una forte disaffezione politica - afferma  Chiappini - L’età media dei Consigli comunali eletti nel 2016 è stata di 46 anni, mentre quella dei vari municipi era di oltre 50 anni. Occorre riavvicinare le fasce giovanili meno rappresentate nel mondo politico". Il prossimo 21 marzo a Massagno verrà presentato il gruppo promotore, composto da Raide Bassi dei giovani udc, Andrea Censi dei Giovani leghisti, Francesco Esposto dei giovani Verdi, Angelica Forni di gioventù comunista, Tommaso Merlini di Generazione Giovani, Angelo Mordasini dei giovani socialisti, Alessandro Spano di gioventù liberal-radicale.
"Spiegheremo le nostre motivazioni, vogliamo dare vita ad un movimento completamente autonomo dai partiti, con una rappresentanza paritetica, per trattare temi e coinvolgere i giovani che rappresentano il futuro su temi di attualità". Chiappini, che ha elaborato i dati relativi al voto delle ultime comunale, ha evidenziato come gli elettori sotto i 40 anni (pari al 42%) siano decisamente sottorappresentati nei consigli comunali, dove gli eletti  fino a 30 anni sono il 15 % e fino a 40 sono il 17%. Peggio ancora nei municipi, dove solo il 15% ha meno di 40 anni. Un gap davvero troppo alto.  
cmazzetta@caffe.ch
08.03.2020


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